Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Giorgio Morandi - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Giorgio Morandi

Museo > Giorgio Morandi

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Giorgio
MORANDI
Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 14 dicembre 1997 al 15 febbraio 1998, "Giorgio Morandi",pittore e incisore, ideazione e progetto della mostra, Giuseppe Bonini.
Giorgio Moranti
un silenzioso canto poetico
 
La notizia della morte di Giorgio Morandi, se non ricordo male, giunse improvvisa, nel mese di giugno del 1964, durante i frenetici giorni di vernice della Biennale di Venezia, quella nella quale venne assegnato il Gran Premio per la pittura a Robert Rauschenberg e fece sbarcare in Europa la Pop Art americana.

Giorgio Morandi, Paesaggio con il grande pioppo, 1927. Acquaforte su rame, mm. 324x235 (inciso), 344x245 (foglio incollato su altro).

Ricordo molto bene la sensazione di sgomento che la notizia provocò tra i critici e gli addetti ai lavori di ogni parte del mondo che in quei giorni affollavano i Giardini di Castello a Venezia.
E ricordo anche una sorta di considerazione unanime, che pareva quasi concordata: scompariva l’artista più silenzioso” proprio mentre veniva celebrato il movimento più “rumoroso” dell’arte.
Oggi a distanza di oltre trent’anni, quel ricordo pare assumere la connotazione di una metafora attorno ai cui significati risulta ancora difficile elaborare una opinione chiara e definitiva.
Ma è tuttavia evidente che il sovrapporsi di quei due eventi così importanti e significativi, configura in definitiva un segnale fortemente simbolico di tutte le contraddizioni che hanno caratterizzato la ricerca artistica del nostro secolo.
Giorgio Morandi è un artista che nel corso della sua solitaria e straordinaria avventura espressiva ha utilizzato pochissimi motivi ispirativi: il paesaggio di Grizzana, la finestra di via Fondazza e le polverose bottiglie conservate nello studio.
Si tratta a ben vedere di “pretesti visivi” di cui l’artista si è servito per l’esercizio del linguaggio della pittura e che, ancor più di ogni altra considerazione critica e riflessiva, “dichiarano” con tutta evidenza i riferimenti storici ai quali Morandi si è costantemente richiamato. Mentre infatti le numerose declinazioni del paesaggio emiliano, così diverse e così ossessivamente uguali a se stesse, richiamano alla memoria il monte Sainte Victoire di Cèzanne, le variegate ed impolverate bottiglie e caraffe dello studio altro non sono che il terreno di “ritrovamento” di una pittura quattrocentesca, della ricerca di uno spazio metafisico e della sua luce che sembra provenire dall’interno stesso della pittura mentre si fa forma. Naturalmente le bottiglie — che deliberatamente Morandi non voleva venissero mai private dell’accumulo della polvere — significano anche altro e l’esercizio della critica ha creduto di vedervi molti significati simbolici, non ultimo quello del tempo che passa.
Rimane il fatto che mai era accaduto di constatare nella storia della pittura un così esiguo numero di elementi ispirativi per la manifestazione di una così grande, intensa e poetica visione del mondo.

Giorgio Morandi, Gelsomini in un vaso a strisce, 1931. Acquaforte su rame, mm. 317x248 (inciso), 491x354 (foglio).

Come per Dürer e Rembrandt e forse per Picasso, non esiste una gerarchia dei linguaggi espressivi nell’opera di Giorgio Morandi.
La pittura e l’incisione calcografica risultano nel suo mondo immaginativo dotati di una uguale “dignità formale” — lo stesso mercato dell’arte lo ha del resto “registrato” — ed entrambi i linguaggi appaiono come indipendenti, l’uno sovrapponendosi all’altro, a volte precedendolo, altre seguendolo docilmente.
Forse perché Giorgio Morandi perseguiva, sia con il colore che con il segno inciso, lo stesso risultato formale, l’identica intenzione di svelare la “spiritualità” segreta delle cose e della natura.
Non possedeva un segno “potente” come quello di Picasso in grado di “nominare” immediatamente le forme e le figure.
E tuttavia il suo era un segno vivo e vibrante, intimo ed ubbidiente si potrebbe dire, in grado di intrecciarsi in ordinati reticoli chiaroscurali che non negavano mai la luce ma, anzi la esaltavano.
Un segno attraverso il quale avveniva, miracolosamente, una sorta di trasformazione alchemica della materia e delle forme in apparizioni simboliche.
Si potrebbe riflettere e scrivere molto sul segno di Morandi in considerazioni che, a ben vedere, risultano parallele a quelle sulla sua pittura perché in entrambi i casi l’intenzione dell’artista è quella di disvelare il “segreto” di una proposizione immaginativa che appare a prima vista “silenziosa”, quasi l’esito di una lunga attesa, di una osservazione lenta, una meditazione, e che risulta poi, in definitiva, un canto poetico resistente e persistente.
E non è poi vero, come si è spesso detto, che quel canto silenzioso non fosse stato pienamente avvertito quando l’artista era in vita.
Certo non era un “canto popolare”, ma il Gran Premio per la pittura alla Biennale di Venezia del 1948, e quello per l’incisione alla Biennale di San Paolo in Brasile del 1953, lasciano invece intendere che il suo voler “concentrare l’universo spirituale nella forma visibile di un utensile, di un fiore” era in effetti giunto al cuore ed alla mente delle persone più sensibili, prima di divenire, come è poi avvenuto, patrimonio poetico della cultura figurativa del nostro tempo.
E dunque con la consapevolezza di proporre una mostra di grande significato storico che il Museo dello Splendore di Giulianova ospita l’esposizione dedicata a Giorgio Morandi.
Nella convinzione che proprio in un momento nel quale i “simulacri” delle immagini sembrano aver preso il sopravvento nella coscienza intellettiva e collettiva della gente, una proposizione poetica così intensa e motivata come quella di Giorgio Morandi potrà indurre ad atteggiamenti più fondatamente riflessivi sull’arte e sul ruolo dell’arte nella nostra vita quotidiana
 
                                                         Enzo di Martino

Alcune opere di Giorgio MORANDI al Museo d'Arte dello Splendore - Giulianova
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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