Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista romana: Silvio MASTRODASCIO - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista romana: Silvio MASTRODASCIO

Museo > Silvio Mastrodascio

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Silvio Mastrodascio - Il soffio vitale della materia. Al MAS – Museo d’Arte dello Splendore, nella cornice del Portico del Rosario di Giulianova, in Viale Dello Splendore, 112, si inaugurerà la Mostra SILVIO MASTRODASCIO “Dal Pensiero alla forma”, a cura di Marialuisa De Santis, con testi di Norma Bouchard, Maurizio Brucchi, Maurizio Calvesi, Paola Di Felice, Francesca Lucantoni e Dacia Maraini. La mostra, rende omaggio alla produzione plastica di Silvio Mastrodascio, legata alla tradizione dell’arte figurativa italiana, e si inserisce nel solco della ricca tradizione della scultura italiana, confrontandosi con i grandi artisti del passato e caratterizzandosi anche per i segni evidenti delle sue origini. Le sue radici, infatti, si impiantano nella più nobile tradizione abruzzese e la sua arte trae forza ed ispirazione dal fertile humus culturale della nostra terra, che negli ultimi due secoli ha espresso prestigiose figure di scultori e pittori. Ennesimo ritorno espositivo nella sua terra d’Abruzzo quello di Silvio Mastrodascio (nato a Cerqueto nel 1943, vive e lavora a Toronto, in Canada ritornando frequentemente in Italia), che ha visto la sua personale storia d’artista formarsi artisticamente in Italia e maturare professionalmente oltreoceano, in Canada. Sono state le condizioni contingenti dell’epoca che gli hanno suggerito di farsi “emigrante”, per portare avanti la propria storia “artistica” nel mondo. Mastrodascio ritorna volentieri in Abruzzo, che per lui, “artista lontano”, non è la terra ingrata che ha dimenticato i propri figli, ma riscopre l’ardimento di riconoscere i suoi figli lontani e rendere omaggio alle ragioni del loro operato. È così che la Città di Teramo gli rende omaggio, dopo la grande commissione del 2004 dell’opera La reincarnazione dell’Universo, una grande scultura in bronzo patinato collocata all’ingresso del centro storico della città, con dodici figure rappresentate all’interno del globo terrestre, che si fanno sofferti portavoce del proprio martirio, della propria condizione di “esuli”. Sempre a Teramo, lungo la “passeggiata dei tigli”, sono collocati i suoi busti bronzei dedicati a eminenti personaggi abruzzesi, lungo un percorso che termina con il Monumento ai Caduti di Venanzo Crocetti, sicuramente ammirato da Mastrodascio. Sempre nel teramano, nel Comune di Montorio al Vomano, gli vengono commissionate altre due opere: una fontana bronzea ed una poderosa scultura dedicata alla memoria di Padre D’Andrea. Questa antologica Il soffio vitale della materia al Museo Archeologico, che riunisce una cinquantina di opere della sua produzione artistica, offre la possibilità di approfondire la conoscenza dell’autore, a partire dalla pluralità di sculture che lo hanno fatto conoscere al pubblico. Chiude la rassegna la sua ultima creazione Bozzetto per il monumento all’emigrante, recentemente collocata a Celano, che offre un’analisi del “migrante” mostrando le implicazioni tecnologiche della collocazione in uno spazio pubblico in una sintesi del suo stilema artistico. Assai svincolato ed originale nella scelta di nuove iconografie, Mastrodascio è un artista di particolare qualità tecnica, che condivide e sa dare forma a temi cari alla società del suo tempo, come dimostrano, ad esempio, le molte immagini legate all’emigrazione, al sociale, e in particolare, alla donna. Si muove con autorevolezza e piena autonomia nella prestigiosa “Linea italiana” della scultura figurativa moderna, che ha raggiunto le massime vette espressive con Medardo Rossi, Boccioni, Martini, Marini, Manzù, Crocetti e tanti altri maestri del Novecento. Lo storico d’arte Maurizio Calvesi presentandolo scrive in proposito: “Se parliamo di scultura, occorre tenere presente che ancora oggi, superata la soglia del Duemila, la tendenza più viva e vitale in questo settore della creatività artistica è quella che potremmo definire genericamente come ‘figurazione’: ovvero, un linguaggio ancorato alla rappresentazione del corpo umano, immagini e figure che attingono alle radici della tradizione. ‘La linea italiana’, definizione con cui io stesso avevo cercato di spiegare la straordinaria e singolare eccellenza della nostra scultura nel mondo, intendeva sottolineare come la figurazione costituisca un linguaggio in sostanza ininterrotto a partire dalla grande tradizione della statuaria romana, fino alle forme tornite e palpitanti del Rinascimento, e a tutto il Novecento quando si torna a rivedere, rinnovandone le forme, la struttura del corpo umano come elemento irrinunciabile della vocazione plastica. Non diversamente si comporta Mastrodascio che, nato in terra d’Abruzzo, sin dai suoi primi esordi si incontra con l’affabile e forte scultura dei conterranei Barbella, Dantino e Crocetti, artisti tutti figurativi che, attraverso percorsi e stili diversi, convergono nella scelta di un prototipo femminile”. L’Antologica Il soffio vitale della materia è accompagnata da un catalogo, a cura di Giuseppe Bacci, di 256 pagine formato 29 x 24 cm recante illustrazioni delle opere esposte e testi di Norma Bouchard, Maurizio Calvesi, Paola Di Felice, e Dacia Maraini (in italiano ed inglese tradotti da Angela Arnone) e una introduzione del Sindaco della Città di Teramo Maurizio Brucchi e dell’Assessore alla Cultura Francesca Lucantoni.
L’eleganza della materia: Silvio Mastrodascio in mostra a Giulianova. È stata inaugurata presso la Galleria del MAS la mostra “Silvio Mastrodascio – L’eleganza della materia”, a cura di Giuseppe Bacci, con testi di Maurizio Calvesi, Marcel Danesi, Dacia Maraini e Frank Nuessel. Realizzata dal Comune di Padova-Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche, in collaborazione con il Sodalizio Abruzzese-Molisano del Veneto e con il patrocinio della Regione del Veneto e della Regione Abruzzo, la mostra, visitabile fino al 20 agosto (da martedì a domenica 15-19, sabato e domenica anche 10-13, chiuso il lunedì, ingresso libero), propone una quarantina di opere facenti parte della produzione scultorea dell’artista da tempo residente a Toronto, che si inserisce nel solco della ricca tradizione della scultura italiana, confrontandosi con i grandi artisti del passato e caratterizzandosi anche per i segni evidenti delle sue origini, che fondano le radici nella più nobile tradizione abruzzese da cui la sua arte trae forza ed ispirazione. Mastrodascio è un artista di particolare qualità tecnica, svincolato ed originale nella scelta di nuove iconografie, che si muove con autorevolezza e piena autonomia nella prestigiosa “Linea italiana” della scultura figurativa moderna, che ha raggiunto le massime vette espressive con Medardo Rossi, Boccioni, Martini, Marini, Manzù, Crocetti e altri maestri del Novecento. “La linea italiana, […] intendeva sottolineare come la figurazione costituisca un linguaggio in sostanza ininterrotto a partire dalla grande tradizione della statuaria romana, fino alle forme tornite e palpitanti del Rinascimento, e a tutto il Novecento quando si torna a rivedere, rinnovandone le forme, la struttura del corpo umano come elemento irrinunciabile della vocazione plastica. Non diversamente si comporta Mastrodascio che, nato in terra d’Abruzzo, […] si incontra con l’affabile e forte scultura dei conterranei Barbella, Dantino e Crocetti, artisti tutti figurativi che, attraverso percorsi e stili diversi, convergono nella scelta di un prototipo femminile” (Maurizio Calvesi). Accompagna l’esposizione un’esauriente monografia a cura di Giuseppe Bacci. Silvio Mastrodascio (nato a Cerqueto in provincia di Teramo nel 1943, vive e lavora a Toronto, in Canada, ma soggiorna frequentemente in Italia) ha visto la sua personale storia d’artista formarsi artisticamente in Italia e maturare professionalmente oltreoceano, in Canada. Si dedica da sempre, e con successo, alla scultura esponendo le sue opere in mostre personali e collettive, conquistando un vasto pubblico di estimatori.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Silvio MASTRODASCIO
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Silvio
MASTRODASCIO
La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta DAL PENSIERO alla forma, opere dell'artista Silvio MASTRODASCIO, a cura di Marialuisa De Santis del MAS.
La mostra rimarrà aperta dal 27 Luglio all'8 Settembre 2019, con il seguente orario: dalle ore 10.00 alle 13.00 (antimeridiano) e dalle 15.00 alle ore 17.00 (pomeridiano) - Lunedì chiuso.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)
Al MAS Silvio Mastrodascio,
presenta: DAL PENSIERO alla forma
Silvio Mastrodascio nasce a Cerqueto, un piccolo centro agricolo della provincia di Teramo, situato a circa 750 metri sul livello del mare, in quella fascia del territorio abruzzese posta prossima ai confini con la vicina regione Marche. Un’infanzia non facile, come quella di molti suoi coetanei, fatta di nevosi in­verni e di chilometri percorsi a piedi per raggiungere l’unica scuola.
Nel 1964 consegue il diploma alla Scuola Superiore di Teramo e nello stesso anno si reca a Roma, dove si iscrive all’Università di cui frequenta un biennio, fino al 1966.
Nel corso degli anni Settanta si trasferisce, per motivi di lavoro, in Canada, a Toronto, dove i suoi interessi artistici si manifestano dapprima nel campo della ricerca pittorica, per poi rivelarsi più compiutamente verso le arti plastiche.
Nel 1978 tiene la sua prima mostra personale con il Patrocinio dell’Istituto di Cultura Italiana di Toronto. Nello stesso anno i suoi lavori vengono presentati al Padiglione Italiano Terre des Hommes di Montréal. La sua attitudine alla pratica della scultura si afferma progressivamente attraverso il lavoro e l’impegno formativo, che lo conduce nel 1994, a diplomarsi con lode al College of Fine Arts di Toronto.
Nel 1995 tiene una retrospettiva alla Galleria d’Arte di Joseph D. Carrier di Toronto, presentando opere realizzate in dieci anni di lavoro, dal 1985 al 1995, e nel dicembre dello stesso anno le sue sculture vengono esposte in Italia, alla Galleria d’Arte Moderna di Spoleto. Da questo momento inizia una intensa attività espositiva in prestigiose sedi pubbliche e private americane ed europee.
Nell’aprile del 1997 i suoi lavori fanno parte di una mostra a Brampton City Hall. L’anno successivo si rivela un anno importante nella sua carriera artistica: nella primavera espone in Canada alla Bayat Gallery e al Caboto Center (Centro Italo-Canadese) di Winnipeg, partecipa alla 48ª edizione del Premio G.B. Salvi di New York ed alla Robert Mede Gallery di Toronto, con una importante personale intitolata Millennium.
Nel 2001 i suoi lavori sono esposti al Museo della Chapelle Historique du Bon Pasteur di Montréal e nel mese di maggio dello stesso anno l’Istituto di Cultura Italiana di Toronto gli ordina una mostra antologica. In luglio l’artista è presente con alcune delle sue sculture più recenti in Italia, al Festival Internazionale di Spoleto e, nel tardo autunno, tiene una personale al Centro Culturale San Francesco di Giulianova, dove espone i lavori degli ultimi dieci anni.
Nel 2002 realizza, su commissione della Bell Mobility Center di Toronto, due grandi opere che vengono collocate nella sede centrale. Nello stesso anno esegue, in bronzo, la lunetta del portale posteriore del Duomo di Teramo, a completamento dell’Annuncia­zione già realizzata dal maestro Venanzo Crocetti.
Nel maggio del 2003 tiene una importante personale a Milano allo Spazio Guicciardini, patrocinata dalla provincia di Milano e nel mese di giugno a Villa Manin di Passariano, in provincia di Udine, mostra svolta con il patrocinio della regione Friuli; entrambe le esposizioni ottengono ampia recensione dalla stampa sia nazionale che locale e da emittenti radiofoniche e televisive. Nell’autunno dello stesso anno, in occasione dei sei mesi di presidenza italiana nell’ambito della Comunità Europea, su invito dell’Istituto Italiano di Cultura di Monaco di Baviera espone alla Küenstler Haus, una sua scultura è collocata presso l’Ambasciata italiana di Berlino. Tema costante nella scultura di Mastrodascio è la figura femminile, un universo fatto di fanciulle, ballerine, giovani donne, madri, espressione di una realtà colta sulla soglia fra apparenza e mistero, fra ciò che appartiene alla sfera del visibile, identificativo di un ruolo, di una circostanza, persino di uno stato sociale, ed una sorta di sottile inquietudine che aleggia negli sguardi persi dietro lontani punti di fuga, negli atteggiamenti che denotano una tensione trattenuta, bloccata come da un “fermo-immagine”, in attesa di un evento che deve compiersi.
E’ l’“evento”, sia che si presenti come prossimità, una prova di danza, un incontro amoroso, sia che assuma i tratti della premonizione, una prefigurazione della propria vita o del futuro che attende ai figli, ripropone l’eterna condizione della donna sempre in bilico tra l’esercizio della consapevolezza e quello dell’illusione (M. Cristina Ricciardi, dalla presentazione di Andante Sostenuto, Capelle Historique du Bon Pasteur, Montréal, Canada).
Su commissione dell’Istituto Italiano per il Commercio Estero e della Team Italia realizza i prestigiosi trofei Italy-Canada Invest Award, per gli anni 2003, 2004, 2005. Per lo stesso triennio, su commissione Alitalia di Toronto, esegue le sculture-premio alla produttività degli agenti.
Nel 2004 realizza, per la città di Teramo, una grande opera in bronzo patinato con dodici figure, collocata in città. Altre due opere, una fontana bronzea ed una scultura di circa due metri di altezza dedicata alla memoria di Padre d’Andrea, vengono realizzate dall’artista su commissione del Comune di Montorio al Vomano in provincia di Teramo.
 
  • Nel corso del 2005 espone a Grado, su iniziativa del Centro culturale La Manna.
  • Nel 2006 espone a Città del Messico con una retrospettiva intitolata Esculturas nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
  • Nel 2006-07 espone al Museo Crocetti di Roma con una personale: Mastrodascio. I colori della scultura.
  • Nel 2008 personale al Columbus Centre Italian Heritage - Toronto.
  • Nel 2009 partecipa all’Arte Fiera di Toronto con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura.
  • Nel 2010 Retrospettiva - Spazio dell’Arte - Toronto.
  • Nel 2012 espone al Columbus Centre Italian Heritage - Toronto e Besharat Gallery Barbizon (Francia).
  • Nel 2013 espone al Columbus Centre Italian Heritage - Toronto, Besharat Gallery - Fontainebleau (Francia), Vetrina del Parco - Montorio al Vomano (Teramo) e Peach Gallery - Toronto.
  • Nel 2014 espone all’Istituto Italiano di Cultura - Montréal, Media Museum - Pe­scara e Premio Vasto - Vasto (Chieti).
  • Nel 2015 espo­ne al Columbus Centre Italian Heritage - Toronto e Museo Archeologico - Teramo.
  • Nel 2017 espone al Columbus Centre Italian Heritage - Toronto e Galleria Samonà - Padova. Le sue opere fanno parte di collezioni private presenti in Canada, Messico, Stati Uniti, Sud America, Giappone ed in Europa.

Silvio Mastrodascio vive e lavora in Canada, tornan­do periodicamente in Italia.

Maurizio Calvesi
 

Gli ingredienti sono quelli classici dell’  più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico  che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche, chiese e santuari, il suo verde e il suo .  
Giulianova
 Spiaggia nota, come "spiaggia d'oro del medio Adriatico", oltre a sottolineare ciò che della Città è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.

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