Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Ireneo Janni - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Ireneo Janni

Museo > Ireneo Janni

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Ireneo
JANNI
La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova, presenta: “Personale” di opere del M° e Architetto Ireneo Janni, con dipinti, disegni e sculture dal 1968 al 2008,  con testi diMarialuisa De Santis e Michele Prospero.
La Mostra resterà aperta dal 21 giugno al 20 agosto, con il seguente orario: dal martedì al sabato ore 10-13 e 16-20. La domenica dalle 16 alle 20.
Nel corpo delle sculture di Ireneo Janni
di Michele Prospero*
 
Ireneo Janni risolve a suo modo un contrasto davvero antico ed estenuante, quello che concerne il rapporto tra la pittura e la scultura. Anche nella sua ultima opera [Il monumento alla solidarietà di Silvi Marina], affiora con notevole trasparenza come labile sia ogni confine innalzato tra i codici espressivi e impossibile sia in fondo creare artificiosamente uno spartiacque troppo rigido tra i variegati linguaggi artistici.

Enrico - terracotta

Per Janni la scultura non esiste senza disegno. Essa è, infatti, un’immagine, certo senza i colori così abilmente dosati della sua pittura, che si distende lungo uno spessore spaziale consistente. La sua scultura è preceduta, dal punto di vista temporale ma anche logico, da un quadro. Il problema sarà allora quello di conferire una densità esteriore alla figura, di progettare la sistemazione in uno spazio a delle immagini, di condensare in dei corpi elementi di spiritualità.
Artista molto versatile e anche inquieto, ma nient’affatto estraneo al rigore della ragione critica, Janni non si sottrae dinanzi all’esplicita funzione monumentale, pubblica dell’opera. Ciò comporta che gli elementi pittorici, cui col tempo si è sempre più affezionato (eros, da ultimo), debbano convivere con la costruzione di simboli, di significati pubblici. Il suo sforzo risiede nel veicolare idee in corpi sensibili. Il tutto avendo ben presente che una scultura, diversamente da un quadro, non è indifferente al luogo dove è prevista la sua dimora: la sua forma va concepita in rapporto ad uno spazio determinato.
Un artista, come Janni, che evoca così spesso il classico ma s’immerge con curiosità nei richiami del primitivo, deve misurarsi con la piazza e quindi con l’incipiente richiesta di senso, con ciò che di retorico implica lavorare per fissare un qualche significato pubblico. Questa richiesta di un esplicito messaggio sociale per un’opera destinata alla piazza espone ogni scultura al rischio di accentuare il campo del significato nell’impossibile accostamento alla potenza espressiva del linguaggio verbale. Parlare con un corpo, evocare senso con delle immagini materiali e spaziali: questa è, per esempio, la vocazione della scultura di Silvi Marina.
Consapevole dell’insidia retorica contenuta in ogni scultura monumentale, Janni se n’affranca coltivando con maniacale pazienza le forme, le tecniche semantiche specifiche della sua arte. Ma non si arrende alle tante anti-grammatiche che proclamano in forme ormai retoriche l’impossibilità di esprimere, la vacuità della ricerca di sirnulacri di senso e suggeriscono la necessità di ricadere nelle sabbie dell’informale, dell’irreversibile esplosione dei significati.
L’abilità di Janni sta dunque nel raccogliere la sfida della destinazione monumentale-retorica dell’opera cercando di affinare le forme, la spazializzazione delle immagini, le modalità rappresentative, le linee, le espressioni. La forzatura di senso, che il quadro subisce quando diventa scultura, viene da Janni raffreddata da una spiccata attitudine alla costruzione di forme, immagini, figure che esprimono corpi capaci di comunicare sentimenti, e perché no, idee sensibili.
Non c’è bisogno di scivolare nei luoghi e nei codici del sacro per esprimere un’istanza critica che emerge anzitutto nella stratificazione semantica della corporeità. Il corpo per Janni possiede un’autonoma propensione all’apertura, alla passione, all’approssimazione a qualcosa d’universale. L’idea della solidarietà viene fissata nella raffigurazione di corpi che suggeriscono azione e vitalità, evocano movimento e reciproco riconoscimento, e così trascendono l’immobilità della scultura.
È evidente che l’angelo in Janni non ha valenza religiosa. Possiede anch’esso un inconfondibile tratto mondano, corporeo, sensibile. Proprio il corpo diventa il veicolo della comunicazione tra soggetti. Ed è solo attraverso la corporeità che l’incisione prospetta un’apertura temporale. Non c’è una spiritualità diversa da quella prodotta dal corpo e dalla sua concreta esistenza reale accanto ad altri corpi. Il corpo non si disperde nella sua collocazione spaziale ma produce forma, diviene valore.
Ciò che più lega la pittura di Janni, così intrisa di segni pulsionali, di dense vibrazioni nevrotiche, appena addolcite dalla magia dei colori, e la sua scultura, così affollata di strutture spaziali che aprono scorci di tempo, momenti di storia, è nient’altro che il corpo. Il corpo è l’esistenza reale che cerca interlocutori, spazi di comunicazione. L’opera di Janni rappresenta la presenza dell’altro attraverso intrecci di sguardi, di figure, di volti, di braccia, di gambe. È una fisicità impregnata di valori quella che irrompe dalle sue raffigurazioni. Il corpo non è degrado, perdita di forma, ma riscoperta di significati, costruzione di legami attraverso figure morbide, penetranti.
Nella sua lucida scrittura metallica, Janni affida all’ingombranza del corpo la possibilità di raggiungere forma, di ricomporre soggettività nel tempo della disserzione, della decomposizione dell’io. Oltre ogni semplicistica polarità tra corporeo e spirituale, la ricchezza espressiva del corpo serve per definire luoghi comuni. Janni suggerisce con perizia che nella condizione postmodema i possibili incontri possono essere creati solo a partire dal riconoscimento delle differenze e dalla solenne gravità di individualità vive, energiche, libere.
Non vale l’alibi dell’io diviso, del soggetto assente, dell’esaurimento delle metanarrazioni per proclamare l’opacità irreversibile del tempo, la precipitazione in una condizione post-umana. E nemmeno risulta obbligante il carico delle consuete ratifiche della dissoluzione della struttura pittorica per salutare l’incursione inevitabile nella condizione della post-arte.
Il corpo è un codice a suo modo eversivo che s’insinua nella postmoderna estetica del caos e mostra la persistenza della concretezza sensibile anche nell’età del virtuale, rivela la consistenza dello spazio pure nell’universo del non luogo, dispiega l’essenzialità dell’altro persino nella dimora del narcisismo.
Con simboli espressi in forme scultoree, Janni s’interroga nelle sue raffigurazioni sui grandi temi della comunità, del soggetto, del tempo. Con il linguaggio delle forme visive, egli ricerca un senso oltre la contingenza di un presente fortemente inospitale e lacerato.
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* Docente Università “La sapienza” di Roma, editorialista.
RECAPITI DEL M° IRENEO JANNI:
Roma, Via Treviso, 33 Tel. 06-44241078 Cell. 329-1278549 - 338-9684819
ATRI (Te), Via S. Pietro, 3 Tel. 085-8780111 Cell. 329-1278549 - 338-9684819
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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