Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Venanzo Crocetti - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Venanzo Crocetti

Museo > Venanzo Crocetti 2000

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Venanzo
CROCETTI
Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 2 luglio al 17 settembre 2000, “Venanzo Crocetti. Dall’armonia della Bellezza alle forme della materia”, con bronzi, sculture e opere su carta dal 1932 al 2000, a cura di Floriano De Santi.
Memoria e speranza
Il ricordo del grande giuliese Venanzo Crocetti nella mia memoria si identifica con due splendide sculture: la Maternità di Maria e il Crocifisso; e si rinnova ogni volta che mi fermo a contemplarle nel silenzio mistico del nostro Duomo quattrocentesco che, con la sua meravigliosa cupola, le accoglie con decoro e armonia.

Venanzo Crocetti, Giacobbe e l'angelo.

Credo di non esagerare affermando che Giulio Antonio Acquaviva volle trasferire su questa incantevole collina adriatica un pezzo della irrepetibile Firenze quattrocentesca, chiamando a disegnare la nuova città-fortezza il poligrafo senese Francesco Di Giorgio Martini, probabilmente ospite nella vicina Urbino della famiglia ducale dei Montefeltro, amica degli Acquaviva. In tal modo la Nuova Giulia veniva edificata completamente secondo i canoni ideali di una città rinascimentale, dove le mura di cinta, scandite da armoniosi torrioni, le vie, le piazze, le abitazioni convergevano verso la grande cupola ottagonale, culmine e sublimazione della città dell’uomo.
Appena salita la ripida scalinata e varcato l’ingresso della chiesa, il nostro sguardo s’incontra con il grande Crocifisso di bronzo che si staglia maestoso al centro dell’arco trionfale e lo raccoglie e lo incentra in sé in perfetta armonia. Il modellato classico delle sue membra e la dolcezza del volto reclinato verso lo spettatore nel momento di pronunziare le parole estreme: “Padre nelle tue mani affido il mio spirito”, infondono in noi speranza.
Chi potrebbe pensare a quella fine tragica contemplando sull’altare sinistro del tempio la dolcissima Maternità che si profila nitida sullo sfondo di un tendaggio di marmo candido: la madre è in piedi e sorregge sul braccio destro il bambino, girando come di scatto il volto verso di lui mentre i loro sguardi s’incontrano in tenerissimo colloquio? O forse l’artista, proprio in quella tenda dispiegata, simboleggia la veste inconsutile del Crocifisso tirata a sorte dai soldati che assistono alla sua morte; oppure vuol ricordare il candido sudario che avvolse il suo corpo nella sepoltura?
È certo però che nello scolpire la Maternità alla memoria di Crocetti riaffioravano le immagini della fanciullezza: (o forse le ha rivisitate silenziosamente prima di accingersi all’opera?) voglio dire le due icone mariane che racchiudono in qualche modo il destino della sua città: la Maternità trecentesca scolpita in pietra sul portale della chiesa antica di Santa Maria a Mare a sud della città, nei pressi del luogo dove sorgeva Castel San Flaviano, e la quattrocentesca Madonna lignea dello Splendore a nord di Giulianova, come due baluardi della città e della sua fede e protettrice della gente laboriosa dei campi e del mare.
Ricordo i frequenti incontri di Venanzo Crocetti col suo grande amico doti Alberto Di Pietro, parroco di San Flaviano, il quale mi metteva al corrente dei suoi colloqui col Maestro prima e durante l’esecuzione delle sculture; ma io mi tenevo a debita distanza per la mia innata timidezza davanti a personaggi celebri. Dobbiamo essere grati a don Alberto che ebbe in dono i due capolavori che accrescono la bellezza del nostro Duomo, forse non da tutti i cittadini adeguatamente apprezzato.
E giacché mi sono calato nell’insiemistica dei ricordi, ne aggiungo uno più personale, ma non alieno dall’argomento. Ero studente di teologia e assistevo nei suoi ultimi anni un religioso fiorentino, innamorato della sua città di cui parlava spesso con intensa commozione. Ricordo il saluto che nella memoria popolare Michelangelo, prima di recarsi a Roma, avrebbe rivolto alla Cupola brunelleschiana:
 
    “Addio cupola bella,
    vado a costruir la tua sorella
    di te più grande
    ma non dite più bella”.
 
Michelangelo ideò la cupola di San Pietro quasi un secolo dopo la nostra che è la prima realizzata in Italia qualche decennio dopo di quella di Santa Maria del Fiore.
Mi affretto a concludere: la nostra città possiede opere insigni di arte e di storia. E prima di tutte il suo meraviglioso Duomo che accoglie da decenni due capolavori di Crocetti. Ora abbiamo la gioia di ospitare una sua mostra antologica che ce lo farà conoscere meglio, stimare ed amare come artista e come concittadino. Per i legami affettivi che a lui ci legano, la sua opere ha il potere di svegliare in noi sentimenti più nobili: l’amore del bello, dell’arte, della spiritualità e della fede.
Se il Museo d’Arte dello Splendore, che in tutta questa stagione estiva ospita con gioia e orgoglio le sue opere, contribuirà a questo risveglio e a questa crescita, avremo ottenuto lo scopo per cui è stato realizzato.
                                                          P Serafino Colangeli
                                        Presidente della Fondazione del Museo d’Arte dello Splendore

Alcune sculture dell'Artista giuliese, Venanzo CROCETTI

Alcune opere su carta dell'Artista giuliese, Venanzo CROCETTI
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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