Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: José ORTEGA - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: José ORTEGA

Museo > José Ortega

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Fino al 31 luglio prossimi il Museo d’Arte dello Splendore a Giulianova (Te) ospiterà Josè Ortega - allestito nel Complesso dello Splendore, piccolissima frazione del Comune, per valorizzare e promuovere la figura e l’arte del pittore spagnolo Josè Ortega – ospiterà due noti artisti, Leona K e Vittorio Sopracase, che faranno dell’ultimo piano dell’edificio museale il proprio laboratorio temporaneo fruibile dai visitatori interessati. Durante l’orario di apertura del MAS, dalle 16.30 alle 19.30, le persone interessate potranno raggiungere le postazioni di lavoro degli artisti, confrontarsi con loro e conoscere ed assistere all’opera che prende forma. “Artisti per Ortega”: è questo il nome dell’iniziativa ideata ed organizzata dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura ed attraverso la quale si intende dare nuova linfa alla preziosa testimonianza morale, poetica ed artistica lasciata da Ortega. Il progetto prevede che ogni anno due artisti di indiscussa professionalità soggiornino per una settimana nel comune di S. Giovanni a Piro e sue frazioni e diano vita ad un’opera ciascuno (pittura, scultura, ceramica, grafica, etc., a secondo della propria specializzazione), utilizzando per operare il Museo Ortega, dove intensi si respirano la forza morale del pittore spagnolo e l’amore per la gente. Le opere rimarranno di proprietà del Comune, e quindi della cittadinanza, e costituiranno il nucleo di una “Collezione Civica” che si arricchirà nel tempo e che dovrà essere legata al museo perché ad esso ispirata. Gli artisti coinvolti in questa prima edizione realizzeranno un’opera di cm 100 x 100, su tela, nel rispetto della propria cifra stilistica e del formato quadrato che spesso Ortega ha dimostrato di prediligere per le sue opere. A chiudere la prima edizione di questo percorso progettuale il critico d’arte Bruno Corà, attuale Direttore del Museo d’arte moderna e contemporanea di La Spezia e Presidente della Fondazione Burri di Città di Castello, che giovedì 31 luglio dedicherà ad Ortega una lectio magistralis dal titolo “Arte, etica e dimora poetica in Josè Ortega”. L’appuntamento è a Bosco, alle ore 19.30, nella piazzetta intitolata al pintor.
La Casa di Josè Ortega è aperta con orario continuato dalle 10 alle 19. Il progetto della Casa Ortega intende testimoniare la presenza a Matera del grande artista spagnolo Josè Ortega e favorire la riscoperta della tradizione artigiana. L’edificio, un tempo fortilizio longobardo posto in una posizione dominante e di grande suggestione ambientale, ospita venti bassorilievi policromi che il pittore iberico realizzò nel 1975 nella Città dei Sassi, utilizzando la tecnica artigianale locale più popolare e più emblematica: la cartapesta. Gli ambienti sono impreziositi dalle ceramiche di Giuseppe Mitarotonda e da produzioni artigianali capaci di esprimere il reciproco arricchimento tra arte e antichi mestieri. Il Cilento è una terra che fa rima con casa. È la casa di tutti i Cilentani DOC che ci sono nati e che non potrebbero chiamare “casa” nessun altro luogo al mondo. Ma la nostra terra è così accogliente che sono in molti a sceglierla come dimora anche se i propri natali sono lontani, ed è quello che ha fatto Josè Garcìa Ortega con Bosco. Arrivato nel 1980 nella frazione di San Giovanni a Piro acquistò una casa, e la rese speciale come solo lui avrebbe potuto fare, rendendola il suo atelier. Ortega è un pittore realista spagnolo che ha dedicato la sua vita ad esprimere, attraverso le sue opere, i temi sociali che più gli stavano a cuore. La sua vicinanza al popolo e la continua rivendicazione della libertà per i suoi concittadini lo costrinsero all’esilio durante il franchismo. Il suo peregrinare per l’Europa si concluse proprio a Bosco. Nel piccolo borgo cilentano Josè ritrovò molto di quello che era stato costretto ad abbandonare in Spagna. Per rendersi conto di ciò basta ripercorrere la storia del paese: la piccola frazione di San Giovanni a Piro, durante i moti cilentani del 1828, fu protagonista di una rivolta antiborbonica repressa duramente nel sangue. Uno dei doni più belli che “El pintor de la mancha“ ha lasciato al suo popolo adottivo è proprio un murales in maioliche che racconta di questa tragica pagina di storia intrisa di dignità e voglia di libertà.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Josè ORTEGA
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La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta le opere dell'artista Josè ORTEGA.

La mostra si è conclusa con grande successo.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS l'artista Josè ORTEGA

Ortega, José Garcia
José Garcia Ortega nasce nel 1921 ad Arroba de Los Montes, piccolo paese della Mancha. A tredici anni si trasferisce a Madrid dove realizza i suoi primi dipinti e murali e collabora come illustratore con dei giornali. Prende parte ai circoli antifranchisti ed alla ‘cultura del silenzio’. All’età di 26 anni viene condannato al carcere per reati d’opinione.

Le opere dell'aRTISTA di Josè ORTEGA 
“El Terror”, primo ciclo di xilografie dopo il carcere per reati d’opinione
Nel 1952 esce il suo primo ciclo di xilografie: “El Terror”, 25 incisioni tirate artigianalmente con una nuova tensione innovatrice dell’arte della grafica meditate e preparate negli anni di reclusione. Si trasferisce a Parigi nel ’53 grazie ad una borsa di studi del governo francese. Rientrato in Spagna riassume la sua esperienza tecnica e la sua carica di protesta arricchita dagli umori dell’Europa nelle incisioni “Lotte del popolo spagnolo”. Al 1958 risale il suo primo contatto con l’Italia grazie a Velso Meucci che lo incontra in clandestinità a Madrid e lo presenterà poi in Italia con la poesia “Quest’uomo”.
 
La residenza parigina
Negli anni Sessanta si trasferisce a Parigi, nel ’62 lavora nell’atelier di Friedlander affermandosi come capo scuola della giovane generazione. Nel ’63 il convegno internazionale dei critici d’arte diretto da G.C. Argan gli assegna la medaglia d’oro per la sua azione di lotta per la libertà, l’anno successivo Antonello Trombadori organizza la sua prima mostra personale alla galleria La Nuova Pesa di Roma. Nel ’67 riceve a Varsavia la medaglia d’oro al Festival della Gioventù ed espone a Madrid.
 
Le mostre internazionali della seconda metà degli anni ‘60
L’impegno di Ortega nella attività artistica ed intellettuale trova consensi nella Spagna conservatrice di quegli anni. Dal ’65 al ’69 realizza numerose esposizioni in moltissime città a Parigi, St. Luois, Filadelfia, Toronto, Zurigo, Torino, Bruxelles e Madrid. Dal ’69 al ’70 lavora alla realizzazione di 20 tavole dal titolo “segadores”, in cui affronta il tema della sofferenza e l’alienazione del lavoratore agricolo. Questi lavori segnano una tappa molto importante frutto delle ricerche di Ortega per una “nuova forma d’espressione dell’incisione” che unisce la tecnica litografica a quella del torchio.
 
Il grande ciclo di incisioni “Ortega±Dürer”
Nel ’71 lavora al grande ciclo di Dürer “Ortega±Dürer”, 60 grandi incisioni, 12 delle quali su legno, in cui affronta il tema della guerra civile in Spagna e che consacrerà l’arte di Ortega in tutta Europa, verrà presentata in anteprima al Museo Dürer di Norimberga e subito dopo trasferita nella prestigiosa Sala leonardesca delle Asse presso il Castello Sforzersco di Milano. Nel ’73 si trasferisce in Basilicata iniziando una serie di opere in basso rilievo dipinto. Nel ’74 realizza la prima presentazione audiovisiva di “Morte e nascita degli innocenti” e “Passarono” con Françoise Rabath e Paco Ibanez al Castello Sforzesco di Milano. Dal ’74 al ’75 espone in numerose sedi in Italia oltre che a Beirut e Amsterdam.
 
Il provvisorio rientro in Spagna e il ritorno in Italia
Rientrato in Spagna nello stesso anno su richiesta dei rappresentanti del partito socialista spagnolo, gli viene dedicata una mostra antologica nei locali della Galleria Fucares e della Chiesa di San Augustin di Almagro; il sindaco però ne ordina la chiusura il giorno dopo l’inaugurazione.
Lascia nuovamente il suo paese e torna in Italia dove si ritira nei suoi studi di Roma e Bosco. A Lecce gli viene reso omaggio, con una mostra di sue opere, in occasione dell’inaugurazione della Casa della Cultura. Alla Fiera Arco-84 di Madrid la Galleria 32 presenta il famoso trittico “El 23-f” sul tentato ‘golpe’ di Tejero. L’opera, in cui sono riconoscibili i personaggi che hanno scritto una pagina importante della recente storia, suscita vivo interesse.
 
L’intensa attività espositiva degli anni ‘80
Numerose sono le mostre a cui parteciperà nel corso degli anni Ottanta: alcune sue opere sono presenti alla mostra “Omaggio a Raffaele Carrieri”, organizzata alla Galleria 32 di Milano e trasferita successivamente a Taranto; partecipa alla Fiera di Colonia con la Galleria Orangerie-Reinz e alla Fiera di Madrid Arco ’85 con la Galleria Punto di Valencia, partecipa con alcuni suoi dipinti alla mostra “Spagna, 75 anni di protagonisti” organizzata dal Museo della Villa Malpensata a Lugano, nel 1987 espone con una personale presso la Galleria Orangerie–Reinz di Colonia ad Arco ’87. Al 1990 risale la personale alla Galleria “Faunas” di Madrid e la mostra “Omaggio a José Ortega”, antologica di opere dal 1968 al 1990, alla Galleria Appiani Arte 32 di Milano, presentata in catalogo da Alberico Sala.
 
Gli omaggi alla memoria del grande pittore dopo la scomparsa nel 1990
Josè Ortega muore a Parigi il 24 dicembre 1990. Molteplici sono gli omaggi che nel corso degli anni saranno resi alla memoria del grande pittore contadino: nella primavera del ’90 un gruppo di oltre 50 pittori, scultori e scrittori spagnoli, fra i più noti, rende omaggio alla sua memoria con una mostra nelle sale della Galleria Villanueva di Madrid, quattro delle sue opere andranno in donazione al Museo Sandro Pertini di cui Ortega era grande amico; a Capo d’Orlando invece, nell’ambito della XXXI Rassegna Nazionale di Pittura, gli viene dedicata una mostra retrospettiva curata da Vittorio Fagone dal titolo “Josè Ortega pittore mediterraneo” a cui fanno seguito le personali di Ortega presentate dalla Galleria Appiani Arte 32 di Milano ad Arte Fiera di Bologna e ad Artissima di Torino.
 
Oggi a Giulianova (Te) è stato istituito il MAS – Museo d’Arte dello Splendore, un museo per consentire a tutti di ammirare alcune delle opere più belle dell’artista. Ma questa volta, grazie alla disponibilità di due giuliesi DOC (il signor Pasquale e il Dr. Cobucci), ci è stato consentito di andare oltre: ci sono state aperte le porte della casa di Josè Ortega e oggi vogliamo portarvi assieme a noi oltre quell’uscio e condividere con voi questa esperienza meravigliosa. Fin dall’ingresso capiamo che questa non sarà una visita come le altre. La morbidezza degli archi all’ingresso del giardino e la bellezza delle ceramiche decorate rubano l’occhio. Varcata la soglia sarà un susseguirsi di opere d’arte, da quelle pittoriche a quelle architettoniche. Subito sulla sinistra una bellissima credenza in legno custodisce moltissimi piatti in ceramica decorati e fa da cornice al tavolo da pranzo. Pochi passi più avanti l’angolo del camino. Si, perché Josè per godersi al meglio il focolare gli ha costruito attorno un salottino in pietra… Naturalmente decorato a mano! Avanziamo ancora un po’ e sulla destra si apre la cucina dove ci piace immaginare che Ortega e sua moglie mescolavano la tradizione culinaria cilentana con le loro radici spagnole. Fino ad ora ci siamo mossi in spazi raccolti ed è per questo che quando arriviamo al salone centrale restiamo spiazzati. All’improvviso si apre un ambiente enorme e luminosissimo, con una tela sul fondo sulla quale è ancora presente l’ultimo studio di opera che Ortega stava portando avanti. Attraversiamo la sala e le sorprese non finiscono. Lungo l’intera parete di una stanza allungata sono presenti tutti i colori, i pennelli e gli attrezzi del mestiere utilizzati dal maestro. L’insieme è talmente bello che è da considerarsi un’opera d’arte di per sé. L’ultima stanzetta del piano conserva un letto a baldacchino con una piccola libreria stracolma di libri che testimoniano la fede politica dell’autore e le tante lotte portate avanti durante la sua vita. Ora tocca alle cantine. Si, perché il nostro tour non è ancora terminato. Scendiamo nel piano più basso della casa che il pittore aveva trasformato nel suo laboratorio e la quantità di dipinti conservati in questi ambienti è impressionante. Basterebbe per creare un altro museo… Speriamo di essere riusciti a rendere l’idea di quanto può essere emozionante visitare questo gioiello che Ortega ha regalato al Cilento. La speranza è che un giorno questa casa, che già di per se è un museo, possa essere fruibile da tutti perché il viaggio tra questi ambienti è un’esperienza davvero unica!
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Gli ingredienti sono quelli classici dell’  più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico  che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche, chiese e santuari, il suo verde e il suo .  
Giulianova
 Spiaggia nota, come "spiaggia d'oro del medio Adriatico", oltre a sottolineare ciò che della Città è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.

 una terra tutta da scoprire e... tutta da gustare....
 
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