Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Lopez GARDA - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Lopez GARDA

Museo > Antonio Lopez Garcìa

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Antonio Lopez Garcìa e la memoria.  Riconosciuto come il maggior pittore figurativo vivente dal critico Robert Hughes l’artista spagnolo Antonio López García ha accettato l’invito del curatore Marco Goldin alla mostra “Il silenzio della realtà. La realtà del silenzio” di esporre al Museo di Palazzo Chiericati. Ritorna in Italia dopo quarantadue anni, con una mostra composta da quaranta lavori significativi, e quanto mai preziosa visto il riserbo dell’artista nel presentare le opere ben accolte del resto nei maggiori musei internazionali. È noto il suo ritmo quotidiano, scandito dal dipingere sempre alla stessa ora per inseguire la luce e quindi proseguire con il disegno e la scultura. Opere dal lento e paziente procedere, anche oltre un decennio, com’è avvenuto per il ritratto della famiglia reale di Juan Carlos commissionato circa un ventennio fa. Arrivano per palazzo Chiericati le sculture monumentali in bronzo Carmen addormentata e Carmen sveglia, collocate all’esterno a raccordarsi, per titolo, alla mostra dedicato al tema della notte e del risveglio nella mostra “TutankhamonCaravaggioVanGogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento” allestita in Basilica palladiana curata dallo stesso Goldin. Un legame con la figura umana presente in posti d’onore come la grande scultura Uomo (2003) unita ad un avvincente disegno preparatorio di oltre due metri d’altezza e Uomo disteso (2011) vicino alla recente Figura di donna. Fátima. La pittura apre sulla vista della capitale spagnola ripresa dall’alto in grandi tele, immersa nella luce calcinata madrilena, filtrata in purezza per chiarore; una città immersa nel silenzio di una visione sospesa e dilatata che conduce ad un tempo protratto, come accade in Madrid vista da Capítan Haya (1986/1997) proveniente dal Museo Reina Sofía, “Io non faccio distinzioni” dice l’artista “tra arte realista e arte in generale. Per me non c‘è differenza tra le varie arti. dico sempre che alcune cose che da fuori appaiono così diverse, dentro, in realtà, sono simili”. Atri temi sono le sono le “figure umane sole o a coppie, vestite o nude, all’interno dei loro spazi, che poi sono i miei; paesaggi-quasi sempre urbani-alberi, fiori, pietanze” sospese in un’atmosfera straniante che conduce ad un’altra dimensione, quella del segreto e del mistero dove ognuno di noi, in parte, può ritrovarsi. Nel seminterrato del Museo di Palazzo Chiericati si trovano le opere di quattro artisti; Silvio Lacasella, Matteo Massagrande, Giuseppe Puglisi e Piero Zuccaro, presenti per conoscere “la temperatura della pittura italiana rispetto alla notte”. Quello che colpisce fin da subito nelle tele di Antonio Lopez Garcia, forse ancor più che nelle sculture, è il suo rapporto con il tempo. Si tratta di tele elaborate molto spesso entro archi temporali lunghissimi e modificati costantemente, senza posa, in sostanza mai finiti. Perfino durante l’allestimento l’artista continua ad intervenire sulla stesura. E’ una pittura che viene a coincidere con l’ossessione, con la quotidianità accumulata. In uno dei racconti di Borges che preferisco, Funes el memorioso, personaggio dalla memoria prodigiosa, conserva il ricordo di ogni singolo dettaglio di ciò che lo circonda, sentendo ad un certo punto la limitatezza del linguaggio nel descrivere sinteticamente la realtà: “Questi, non dimentichiamolo, era quasi incapace di idee generali, platoniche. Non solo gli era difficile comprendere come il simbolo generico “cane” potesse designare un così vasto assortimento di individui diversi per dimensioni e per forma; ma anche l’infastidiva il fatto che il cane delle tre e quattordici (visto di profilo) avesse lo stesso nome del cane delle tre e un quarto (visto di fronte)”. Un po’ allo stesso modo Lopez Garcia accumula rappresentazioni in sovrapposizioni evidenti, volti rielaborati fino a consumarne le fattezze nell’esercizio del disegno. La rappresentazione di interni vuoti, rappresentati in uno stadio di abbandono o prima di essere abitati, ritraggono una malinconia dell’assenza resa evidente dallo sguardo insistente del pittore su ogni singola crepa e mattonella, in un esercizio virtuosistico estenuante. Sono lasciati in superficie le approssimazioni, i tentativi, i calcoli, i collage che rendono visibile il lavorio incessante sull’immagine. La ricerca ossessiva di una perfezione va al di là del fotografico ed è struggente anche nella sua riuscita. Gli spazi profani, i ritratti del lavandino, del frigorifero, della tapparella sono pretesti per un esercizio pittorico che rende possibile la metamorfosi dei luoghi reali e umili in spazi mentali, luoghi di ricordo e ossessione, di perdita costante e implicita.
Il silenzio della realta'. La realta' del silenzio. Con una netta divisione di materiali e temi, la mostra presenta una serie di grandi sculture accompagnate dai disegni preparatori, tra cui il lavoro 'Uomo' del 2003. A completare l'esposizione una serie di dipinti. A distanza di quarantadue anni dalla prima, e unica, sua mostra personale in Italia, a Torino nella Galleria Galatea, Antonio López García ha accettato l’invito di Marco Goldin di tenere la sua seconda personale italiana. Evento eccezionale, dal momento che l’artista spagnolo ha sempre centellinato le occasioni in cui si sono potute vedere le sue opere. Quattro delle quali, straordinarie per la loro bellezza, sono inserite nella vasta mostra storica sui notturni nella Basilica Palladiana. La rassegna vicentina non occuperà soltanto le cinque sale al piano terreno di Palazzo Chiericati, sede del Museo civico, con lavori molto ben scanditi e distribuiti negli spazi, ma grazie al prestito dalla stessa collezione dell’artista, partirà extra moenia, con due sculture monumentali in bronzo, Carmen addormentata e Carmen sveglia, che verranno collocate all’estremità di Corso Palladio, come annuncio della mostra personale ma anche come annuncio, sul tema della notte e del risveglio, dell’esposizione in Basilica Palladiana. L’attenzione nei confronti della scultura di López García proseguirà all’interno di Palazzo Chiericati, con una netta divisione di materiali e temi. Il lato sinistro del palazzo vedrà la presenza per esempio di una celeberrima scultura, Uomo, del 2003, sempre di grande formato, e di uno tra i disegni preparatori, di oltre due metri di altezza. Quei disegni che sono un’altra delle eccellenze che la mostra potrà indicare. Altre due famose sculture, accompagnate ancora una volta da grandi fogli preparatori, sanciranno questa adesione millimetrica alla realtà. Quella realtà che, come recita il sottotitolo della mostra, ha sempre a che fare con il segreto e la magia del silenzio. Le altre due sculture saranno quindi Uomo disteso (2011) e una ancora più recente, conclusa lo scorso anno, Figura di donna. Fátima. Invece, nella parte destra del palazzo, sarà ospitata una selezione dell’opera pittorica, raccolta attorno ad alcune vaste tele che hanno fatto tutta la grandezza di López García pittore e dedicate alle visioni dall’alto di Madrid, tra le quali la famosissima Madrid vista da Capitán Haya (1986/1997) del Museo Reina Sofía della capitale spagnola.  Quadri condotti con una lentezza che è continua scoperta di motivi che si vanno approfondendo, dentro quella luce calcinata e però purissima, sospesa in un silenzio senza soluzioni, che la pittura delimita nell’assoluto della visione protratta. Dopo quarant'anni torna in Italia Antonio López García. Per la prima volta a Vicenza una mostra pubblica dedicata all'artista spagnolo considerato dai critici come 'maestro del Realismo'. Vicenza ospiterà una retrospettiva intitolata "Antonio López García.Il silenzio della realtà. La realtà del silenzio", che sarà senza dubbio un evento da non perdere durante le festività natalizie.  Appuntamento eccezionale in quanto lo stesso artista è particolarmente coinvolto nel progetto espositivo pensato e voluto da Marco Goldin e anche perché la figura dell'autore spagnolo, sebbene ammirata in Italia, non aveva mai trovato lo spazio per una mostra dedicata unicamente al 'maestro del realismo', così come invece è avvenuto in Giappone o negli Stati Uniti. Per questo motivo l'esposizione sarà accompagnata da un volume monografico dove sono raccolti dipinti, disegni e sculture dal 1949 ad oggi, rendendo accessibile agli appassionati l'intero excursus dell'autore. Formatosi alla "Scuola d'arte" di Madrid tra il 1950 e il 1955, Garcìa vinse numerosi premi. Conobbe nella stessa accademia la futura moglie Maria Moreno e strinse amicizia con Francisco Lopez Hernandez, Amalia Avia e Isabel Quintanilla, colleghi di studio con i quali formò il "gruppo realista" di Madrid. Sarà la Pinacoteca Civica al Palazzo Chiericati ad accogliere l'evento, strutturando lo spazio in quattro aree tematiche: una prima sala sarà riservata alle sculture dell'ultimo decennio, accompagnate dai disegni preparatori e da altri ad olio realizzati proprio per l'occasione. La seconda sezione è dedicata ai paesaggi, nel quale spiccano quadri fondamentali come la storica Gran Vía e Madrid vista da Capitán Haya, ed infine un'opera alla quale il pittore sta attualmente lavorando. Nella terza area si può ammirare il celebre capolavoro "La cena" e le relative bozze che ne hanno segnato la creazione. Nell'ultima sala infine saranno esposti quei lavori in cui i soggetti rappresentati sono ispirati agli interni delle case moderne, come "Il frigorifero nuovo", un dipinto degli anni novanta emblematico per il suo stile realistico ed altri significativi disegni di stanze vuote, risalenti agli anni settanta che hanno ispirato molti pittori anche in Italia. L'esposizione è stata realizzata con il sostegno del Sindaco di Vicenza, Achille Variati, e del vice Sindaco, Jacopo Bulgarini d’Elci che con entusiasmo hanno accolto l'originale e audace proposta proposta di Marco Goldin.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Antonio Lòpez GARC
ÌA
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La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta le opere dell'artista Antonio Lòpez GARCÌA.

La mostra di Garcìa si è conclusa con grande successo.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS l'artista Antonio Lòpez Garcìa

Antonio López García, il pittore della realtà e del silenzio

Una donna coricata in un letto. Sta sognando, non ci è dato di sapere cosa. Il suo volto è impassibile, quasi una maschera di cera, come evidenzia l’incarnato pallidissimo, quasi cinereo. Dorme profondamente, sotto una coperta leggera da cui emerge solo metà busto. La camicetta che pare di raso non è abbottonata e lascia completamente nudo un seno. L’ambientazione è semplice. Non ci sono mobili particolari, il tutto è ridotto ai minimi termini, scarno. L’atmosfera è fredda, accentuata dall’uso di colori bruni, grigi, un po’ spenti, e dalle linee per lo più rigide e spigolose che percorrono il quadro. Linee profonde, rimarcate, che nell’insieme donano alla composizione un effetto di bassorilievo. >>> CONTINUA >>>


Le opere dell'aRTISTA ANTONIO Lòpez garcìa

>>> CONTINUA >>> Così Antonio López García rappresenta un momento particolare della nostra quotidianità, quello del riposo dopo le lunghe fatiche del giorno. La notte come momento per abbandonarsi, per sognare, per vivere un’altra dimensione che spesso ci sfugge e rimane oscura.

Artista: Jorge Abbad (Madrid, 1987)
Titolo opera: Antonio (studio per ritratto di Antonio López García)

L’artista spagnolo nasce a Ciudad Real nel 1936, subito prima dello scoppio della guerra civile spagnola, da una famiglia di agricoltori. Il suo precoce talento gli consente di vincere, una ventina di anni più tardi, una borsa di studio per l’Italia. Qui osserva con attenzione i capolavori dei maestri della Penisola per elaborare una cifra poetica del tutto originale. Pur vivendo la propria maturità personale e artistica nel periodo in cui fioriscono le avanguardie del secondo dopo guerra, non approda mai all’astrattismo, né realizza opere ermetiche e di ambigua interpretazione, forse consapevole che la vera avanguardia è l’investigazione del mistero della realtà. È suggestivo notare che l’Italia che più lo colpisce non è quella luminosa e lussureggiante del Rinascimento, quella che il mondo intero ci invidia, ma quella del Trecento e del Quattrocento – da Giotto a Donatello – quella pre-raffellita insomma. Un occhio di riguardo non a caso è rivolto, facendo un balzo cronologico di parecchi secoli, anche ai De Chirico, Carrà, Sironi, Casorati e Morandi degli anni ’20 del Novecento, quando questi intellettuali affidano la loro voce alla rivista Valori Plastici per propugnare un “ritorno all’ordine” e celebrare la riscoperta delle tradizioni artistiche e tecniche del passato. E così fra la Donna dormiente (1963) di Lopez e Il pino sul mare(1921) di Carrà possiamo individuare una linea di pensiero comune: in contrasto con l’esasperato intellettualismo e il formalismo delle avanguardie, il significato delle opere risiede nell’ incanto malinconico sprigionato dalla realtà quotidiana, nella magica e silenziosa vita delle umili cose di ogni giorno; sul piano linguistico tale atteggiamento si traduce nell’accentuata sobrietà d’impianto, nella resa di profondità appena accennata e nell’arcaizzante sintetismo delle forme e dei volumi ispirati a Giotto e ai “primitivi” italiani.
“Qualcuno parla di verismo. In realtà in questi quadri si incontrano una metafisica e un surrealismo del tutto originali, dove non c’è posto per la psicanalisi, ma lo scandaglio dei piani della realtà: qui il dialogo non è con l’inconscio ma con un mondo di ombre.”
Antonio López García, un artista unico e profondo, a quarantadue anni dalla prima, e unica, sua mostra personale in Italia, tornerà nel nostro paese e sarà il protagonista de Il silenzio della realtà. La realtà del silenzio. A Vicenza fino all’8 marzo 2015, fra la Basilica Palladiana e Palazzo Chericati, si potranno ammirare circa una trentina dei suoi lavori, fra cui non mancherà la nostra addormentata.


Antonio Lopez Garcìa e òla sua arte. Nell’ambito della XV edizione del Festival La Milanesiana Letteratura Musica Cinema Scienza Arte Filosofia e Teatro, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, martedì 1 luglio alle ore 17:30 sarà inaugurata presso la Pinacoteca di Brera, Sala della Passione e Sale XXIX-XXX, la mostra “Antonio López García, Caravaggio. Cena per due, pittura della realtà”. Sarà presente per un saluto istituzionale il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini. Interverranno: il Maestro Antonio López García, la Soprintendente e Direttore della Pinacoteca di Brera Sandrina Bandera, Vittorio Sgarbi, la curatrice Manuela Piccarreta. Definito come “il più grande dei pittori realisti” da Robert Hughes nel “New York Times” o semplicemente “il più grande artista vivente” da Vittorio Sgarbi- e individuato giovanissimo dal critico Giovanni Testori-Antonio López García ha dichiarato recentemente che “siamo nel crepuscolo. Gli Dèi sono andati via”rivendicando la grandezza che solo l’essere umano può dimostrare nella quotidianità. La Cena rappresenta un momento della vita quotidiana ed è occasione per rivendicare il diritto a raccontare la vita così come ci è donata, nell’incessante trasformarsi della materia che impedisce all’artista di terminare l’opera. Grazie ad un inedito allestimento che vede La Cena di López García di fronte alla Cena in Emmaus di Caravaggio, il pubblico assisterà a un dialogo senza precedenti tra due Maestri della realtà, a partire da un soggetto iconografico caro anche all’Expo 2015. Antonio López García sarà ospite della Milanesiana anche lunedì 30 giugno alle ore 21.00, per la serata del Festival presso il Piccolo Teatro Grassi. Il 1° luglio alle ore 15.00, presso lo Spazio Oberdan, sarà proiettato il film El sol del membrillo che il grande regista spagnolo, Victor Erice, ha voluto dedicare al Maestro López García. Antonio López García nasce a Tomelloso (Castilla La Mancha) il 6 dicembre del 1936. Nell’isolamento culturale della Spagna di Franco viene scoperto da suo zio, il pittore Antonio López Torres. A soli 13 anni è a Madrid, dove presto diviene lo studente più acclamato dell’Accademia di San Fernando, accolto affettuosamente dai colleghi più grandi della Escuela madrileña. Nel 1956 viaggia in Italia assieme allo scultore Francisco López. Rimane affascinato dai Maestri italiani, ma tornato in Spagna si avvicina definitivamente alle proprie radici, rivalutando i Maestri spagnoli, soprattutto Velázquez e Sánchez Cotán. Avvicinato dalla critica al gruppo realista madrileno, e posteriormente – tra gli anni sessanta e settanta – all’Iperrealismo americano, Antonio López García possiede uno stile anacronistico e una tecnica incontaminata. Nel 1992 il regista Victor Erice realizza un film documentario ispirato al moto creativo che lo spinge a dipingere un albero. La celebre frase “Un’opera non si finisce mai, arriva al limite delle proprie possibilità” si presta a diventare il suo manifesto poetico. Tra i premi più prestigiosi ricordiamo il Principe de Asturias nel 1985 e il Velázquez nel 2006.
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
Mostra rivelazione estiva: Antonio Lopez al Thyssen di Madrid. Non sperate di recarvi al Thyssen e di trovare con certa facilitá un biglietto in giornata per questa mostra temporanea. Né di poterla visitare se non avete prima riservato il biglietto on-line o chiamato il call center per entrate a numero ristretto, cadenzate ogni quindici minuti. La mostra del pittore e scultore Antonio Lopez costuituisce il fenomeno della stagione estiva, capace di attrarre un numero di visitatori insperati per una "capitale senza mare" come Madrid, quando una gita fuori porta ad Alicante o a Cordoba riulta piú appetibile di una mostra al chiuso in centro cittadino. Il successso é pienamente meritato. La mostra costuituisce una retrospettiva immensa dell'opera del pittore, con opere che includono quadri provenienti da collezioni private e dalla collezione personale dello stesso autore. Di lui colpiscono la calma e la pazienza con cui per anni ha dipinto le vie, i palazzi, le strade di Madrid ad orari precisi, quasi sempre la mattina, all'alba, quando la totale assenza di essere umani rende la capitale silente e forse simile ad una cittá fantasma. Lopez predilige le viste aeree, i piani alti delle case dove collocare i suoi attrezzi e perdersi a vista d'occhio verso il limite dell'orizzonte. Il pittore é abilissimo a variare anche di pochissimo i soggetti dei suoi quadri: basta un'angolatura, un dettaglio (quasi sempre sbatte in primo piano elementi insignificanti come strisce bianche pedonali, bidoni dell'acqua per risacldamento o tubi si scappamento), il ricciolo barocco di un balcone, per riuscire a creare opere simili a piani in sequenza, a volte con una cura del dettaglio che sfiora la mania, altre volte lasciando allo spettatore il gusto di vedere o immaginare particolari dietro lunghe spatolate di colore. Gli spazi aperti, certo, ma anche i luoghi chiusi, inserrati, l'interno delle case vuote, la stanza da bagno con ancora sulle piastrelle i segni dell'ultima doccia e poi l'amore per le piante, specialmente l'albero di melocotogno, i melograni, le zucche. Tutti soggeti forti e presenti nella seconda fase della carriera del pittore, dagli anni '90 fino ai giorni nostri, quando Lopez riesce a trovare una propria voce e un proprio codice d'espressione, allontanandosi dalle influenze pittoriche esterne piú visibili nella prima fase della sua carriera (in esposizione nella seconda parte della mostra). Dopo Madrid, l'artista ha giá dichiarato che la mostra sará ospitata a Bilbao, dove si sposterá per dare vita ad un nuovo capitolo della sua carriera, avendo questa volta la stessa cittá basca come protagonista assoluta dei suoi prossimi quadri. A Palazzo Chiericati in mostra le opere di Antonio López García da dicembre, in concomitanza con i Notturni in Basilica Palladiana. A quarantadue anni dalla prima, e unica, sua mostra personale in Italia (Torino, Galleria Galatea, 1972, con catalogo a cura di Giovanni Testori), Antonio López García ha accettato l’invito di Marco Goldin di tenere la sua seconda personale italiana. Dopo la morte di Andrew Wyeth prima, e di Lucian Freud poi, López García è considerato unanimemente il maggior pittore figurativo vivente al mondo. A Vicenza quindi, dal 24 dicembre 2014 all'8 marzo 2015 Palazzo Chiericati ospiterà la mostra “ANTONIO LÓPEZ GARCÍA Il silenzio della realtà. La realtà del silenzio”,evento eccezionale dal momento che l’artista spagnolo ha sempre centellinato le occasioni in cui si sono potute vedere le sue opere, che hanno trovato peraltro casa in alcuni dei più famosi musei del mondo. Lo hanno annunciato oggi in sala stucchi a Palazzo Trissino il vicesindaco e assessore a alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci e il curatore Marco Goldin. “Palazzo Chiericati, la pinacoteca civica della città, è caratterizzata da una forte identità storica – ha dichiarato il vicesindaco e assessore a alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci -. Con questa mostra intendiamo mettere a confronto l'identità storica dell'edificio palladiano con nuovi linguaggi, utilizzando gli spazi del piano terra. Il contemporaneo sarà nuovamente protagonista anche nell'interrato che verrà sicuramente utilizzato in concomitanza con l'operazione culturale che interesserà la città tra la fine dell'anno e la prima metà del 2015. Continueremo quindi a proporre un dialogo tra classico e contemporaneo, come già sperimentato con la recente esposizione di Nicola Samorì”. López García, che già è stato protagonista con tre opere (tra cui La cena, attualmente riesposta in Italia in occasione della Milanesiana) della mostra Raffaello verso Picasso nel 2012 sempre a Vicenza e dedicata alla storia del ritratto e della figura, si è mostrato affascinato dal progetto della mostra sui Notturni che Goldin proporrà in Basilica, accettando di parteciparvi con quattro opere. Prestiti importanti, sollecitati presso collezionisti e istituzioni dallo stesso artista. La prima di queste, una celeberrima scultura policroma su legno del 1963, Donna che dorme. Il sogno, dal museo Reina Sofía di Madrid, che sarà posta in dialogo con le sculture dell’antico Egitto e con i ritratti del Fauym a lui cari. Poi, nella sezione successiva, il rapporto con le finestre notturne di Giorgione e Tiziano (saranno Grande finestra, del 1972/73 e Finestra di notte, Chamartin, del 1980), mentre la quarta apparirà nella penultima sezione, quella dedicata alla pittura sulla notte condotta nel Novecento, da Klee e Hopper fino a De Staël e Rothko, e si intitola Tomelloso, giardino di notte, del 1980. Ma, al di là dei quattro prestiti per la mostra in Basilica, l’artista ha accettato di essere protagonista di una mostra personale che lo stesso Goldin curerà presso la sede del museo civico vicentino. L’esposizione, promossa da Linea d’ombra e dal Comune di Vicenza, con l’apporto fondamentale di Segafredo Zanetti in qualità di main sponsor, si svolgerà dal 24 dicembre 2014 all’8 marzo 2015, coprendo quindi tutto il primo tempo della vasta mostra storica in Basilica, e avrà, nel volume/catalogo che verrà pubblicato per l’occasione, un lungo saggio di Marco Goldin, unitamente alle schede critiche dedicate alle venticinque opere che verranno esposte. Opere racchiuse specialmente negli ultimi suoi vent’anni di attività. Molto concentrata sulla scultura, che ha occupato una parte importante dei pensieri di Antonio López negli ultimi due decenni, nella mostra troveranno spazio anche alcuni grandi disegni preparatori per le sculture stesse, oltre ad alcune vaste tele dedicate in modo particolare alle famosissime vedute della città di Madrid, appartenenti sia a collezioni private che a istituzioni pubbliche.  La rassegna vicentina non occuperà soltanto le cinque sale al piano terreno di Palazzo Chiericati, con lavori molto ben scanditi e distribuiti negli spazi, ma grazie al prestito straordinario dello stesso López García, partirà extra moenia, con due sculture monumentali in bronzo, Carmen dormida e Carmen despierta.
 

Gli ingredienti sono quelli classici dell’  più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico  che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche, chiese e santuari, il suo verde e il suo .  
Giulianova
 Spiaggia nota, come "spiaggia d'oro del medio Adriatico", oltre a sottolineare ciò che della Città è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.

 una terra tutta da scoprire e... tutta da gustare....
 
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