Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Arturo CARMASSI - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Arturo CARMASSI

Museo > Arturo Carmassi

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
E' morto l'artista Arturo Carmassi, Lucchese di nascita, viveva da anni a Fucecchio, nella frazione di Torre. E' morto Arturo Carmassi, pittore e scultore di fama internazionale che dalla metà degli cinquanta viveva nella frazione di Torre a Fucecchio e che è deceduto questa mattina all’ospedale San Giuseppe di Empoli. Lucchese di nascita (2 luglio 1925), Carmassi studia all’Accademia Albertina di Torino, dove esordisce. La sua prima mostra è del 1948, tra espressionismo e postcubismo: in quello che viene definito astratto-concretismo, e si rifà in qualche maniera all’Ecole de Paris. Ha la possibilità di mettersi immediatamente in evidenza grazie alle mostre “Italia-Francia” e i premi “Torino” e “Saint Vincent”. Nel 1952 si trasferisce a Milano, abbandona le composizione d’impronta neocubista per svolgere un ruolo rilevante nella pittura informale, con elementi surrealisteggianti e figurativi. Nel 1954, viene invitato alle biennali di Venezia e di San Paolo del Brasile. Nel 1956 approda a Torre di Fucecchio, sulle colline delle Cerbaie. Ed emerge l’elemento natura, che organizza secondo un’accezione originale: la sua ricerca è volta “a costruire un accordo tra linguaggio figurativo e immagini naturali”. Nel 1957, lo troviamo al Brooklyn Museum di New York e alla Biennale di scultura di Anversa. Artista eclettico,“capace di spaziare tra arte figurativa, grafica e scultura, Carmassi vive una prima intensa fase di passione per la scultura tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta” quando il grande pubblico comincia a conoscerlo per l’inserimento nella collezione “I maestri del colore”. Nel 1962, la Biennale di Venezia dedica una sala alle sue sculture. Dagli anni Settanta, la sua produzione s’alterna in varie forme espressive, mantenendolo a livelli internazionali. Infatti, sono numerosi i riconoscimenti che gli arrivano da ogni parte. E le mostre, ovunque nel mondo. A Fucecchio la sua opera più significativa è sicuramente Eloisa, l’enorme statua in marmo bianco di Carrara che dal 26 gennaio 2007 si trova a Parco Corsini. “E’ con viva commozione – dichiara il sindaco di Fucecchio, Spinelli – che ho appreso della scomparsa di un grande artista, Arturo Carmassi, che per circa 60 anni ha vissuto sulle nostre belle colline. La sua produzione artistica, che lo ha reso famoso in tutto il mondo, è stata enorme e il Comune di Fucecchio intende tutelarla e valorizzarla nel miglior modo possibile”.
Arturo Carmassi nasce a Lucca nel 1925 e nel 1930 segue la famiglia a Torino dove studia (segue i corsi della "Scuola del paesaggio Fontanesi" e dell'Accademia Albertina) e lavora fino al 1952.Affrontando la pesante tradizione delle Avanguardie Storiche, si rende conto che da quella bisognava apprendere la grande lezione di libertà espressiva. Dopo aver viaggiato in Europa e lavorato per qualche tempo a Parigi, si trasferisce a Milano dove stringe rapporti con Gino Ghiringhelli, proprietario della galleria "Il Milione"che diventa il suo mercante e nel 1956 prende lo studio in via Andegari, lavorando alacremente ad opere informali. L'anno seguente le sue opere si affermano in mostre importanti all'estero: al Brooklyn Museum di New York, alla Biennale di Scultura di Anversa e alla "Junge Italianischen Plastik" di Darmstadt e di Dusseldorf. Alla metà degli anni Cinquanta Carmassi sviluppa un forte interesse per la scultura e nel decennio che va dal '55 al '65 la sua attività di scultore prende sempre più spazio, tanto da stabilirsi in Liguria, a Bocca di Magra, dove allestisce un grande studio di scultura dando vita ad opere di grandi dimensioni, che tre anni dopo lo vedranno protagonista con una sala personale alla Biennale di Venezia. Nel '66 Carmassi compie un viaggio in Bretagna e in questo tempo si annota il momento della sua esperienza surreale. In questo periodo abbandona Milano per ritirarsi nella campagna toscana, a Torre di Fucecchio, fra Firenze, Pisa e Lucca, dove vive tuttora. La fine degli anni Sessanta vede il suo mondo figurato trovare gli esiti maggiori.ne nasce una dimensione immaginaria e fantastica, dove prendono forma il magico, il mistero, l'occulto. Alla metà degli anni Settanta la scultura prende il sopravvento, ma anche calcografia e litografia assumono per l'artista grande importanza. Gli anni Ottanta riconoscono la personalità di Carmassi non solo nel campo delle arti figurative, ma anche all'interno del più vasto mondo culturale internazionale, essendo invitato a partecipare a colloqui appunto internazionali su cultura e comunicazione. Nel 1992, a Firenze, la Galleria "Il Ponte"presenta un'esposizione delle sue opere dal 1951 al 1961, mentre nel 1994 presenta un corpus di sue opere su carta dal 1977 al 1994. Negli anni Novanta l'artista.affronta una nuova svolta, sentendo la necessità di ridurre ai minimi termini i suoi mezzi espressivi, di scarnificare il linguaggio.col risultato di un'opera che si presenta assolutamente "moderna" e dove il protendersi verso la "modernità" viene inteso quale intento e necessità di essere "attuale".
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Arturo CARMASSI
HomeNote Biografiche

La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta le opere dell'artista Arturo CARMASSI.

La mostra si è conclusa con grande successo.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS l'artista 

Arturo Carmassi (Lucca, 2 luglio 1925 – Empoli, 27 gennaio 2015) è stato uno scultore e pittore italiano.
“ (...) In qualsivoglia modo un Carmassi penetri nella tua casa, per baratto, per scambio di moneta contro merce, per donazione, per telecinesi, considera che esso non ti è pervenuto per accordarsi al colore delle pareti, per coprire lo sfregio di un'effrazione o lo scolorimento di un'usura. Una vena sotterranea dal percorso tanto improbabile quanto logico l'ha condotto a te: non sei tu che l'hai scelto, tu sei semplicemente il punto di confluenza di una sottilissima rete di occasioni e di eventi. (...)” Andrea Camilleri  in "Arturo Carmassi" (Quaderni della nuova Cairola, Milano, s.d., 1973)
"(..) Paradossalmente all'alba del XXI secolo Arturo è un artista, fra i più grandi, che dobbiamo ancora situare al suo vero posto in Europa (..)" Jean-Marie Drot in "Arturo Carmassi" (catalogo mostra sala d'armi palazzo vecchio 1999,ed il Ponte, Firenze 1999).

Le opere dell'aRTISTA ARTURO CARMASSI

Biografia di Arturo Carmassi
Nasce a Lucca il 2 luglio 1925 si trasferisce da bambino con la famiglia a Torino, dove studia alla Scuola del paesaggio Fontanesi e per un breve periodo all'Accademia Albertina. All'inizio della sua attività afferma una posizione indipendente all'interno di un mondo (quello della città di Torino) fortemente influenzato dai movimenti neocubisti che negli anni dell'immediato dopoguerra erano prevalenti. Dopo il suo trasferimento a Milano nel 1952 (città in quel periodo molto colta e aperta alle influenze del mondo internazionale dell'arte) entra definitivamente in contatto con le avanguardie storiche in questo periodo sempre più le sue opere si evidenziano per il carattere informale con elementi surrealisti. Il suo linguaggio del primo periodo è incentrato su una personale ricerca di astrazione formale. Alla fine degli anni sessanta come evidenzia Raffaele Carrieri il linguaggio espressivo di Carmassi cambia e recupera il dato oggettivo dell'immagine, un ritorno alla "rappresentazione del paesaggio e della figura" che un altro critico del periodo Andrea Alibrandi indica come figure e racconti dai rimandi letterari da cui traspare la sua comunanza con il surrealismo, di quel periodo è l'amicizia con Patrick Wallberg un poeta vicino ad André Breton. Il nuovo stile incentrato sulla ricerca di forme mitologiche e immagini evocative si modifica nuovamente e come nota tra gli altri Jean-Marie Drot, nell'ultimo decennio del XX secolo tende a diventare essenziale. Si è occupato durante tutta la sua carriera di pittura, scultura e incisione sperimentando tecniche diverse che vanno dal collage, alle sabbie agli oli, alle penne, all'uso di materiali non convenzionali come cera, cartone ondulato, catrame, mallo di noce, vecchie stoffe, legno di steccato. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a Fucecchio.
 
Mostre diArturo Carmassi
Espone per la prima volta in una collettiva nel 1946 alla (mostra nazionale del bianco e nero) a Torino, altre collettive da ricordare sono almeno la mostra Internazionale dell'Art Club 1949-1950, dal 1951 diverse rassegne di pittori d'oggi. Nel 1952 e nel 1954 espone alla XXVI e XXVII Esposizione internazionale d'arte di Venezia nel 1954 alla III Biennale di San Paolo (Brasile) e al "carnegie institute" di Pittsburgh per l'omonima International exibition, nel 1957 è in mostra al Brooklyn Museum of New York, nel 1958 alla biennale di scultura di Anversa, sempre nel 1958 alla biennale di Amsterdam, nel 1962 alla mostra della critica italiana, nel 1962 di nuovo e per la terza volta alla Esposizione internazionale d'arte di Venezia che dedica una sala personale alle sue opere plastiche, nel 1972 e nel 1986 alla X e XI Quadriennale di Roma. Dopo la sua prima mostra personale alla galleria il Milione numerose sono le sedi internazionali prestigiose che ospitano sue personali che si susseguono dal 1948 tra cui si ricordano nel 1977 la mostra al Palazzo dei Diamanti a Ferrara a cura di Pierre Restany, nel 1977 la mostra sull'opera grafica al Musee d'art et d'histoire di Friburgo, nel 1980 la mostra alla Maison de la culture a Rennes, nel 1986 la mostra "museo dell'immaginario di Carmassi" a Roma all'accademia di Francia a Villa Medici a cura di Jean-Marie Drot che gli aveva dedicato tra l'altro un lungo film intervista nel 1980 per la televisione francese TF1, nel 1988 la mostra al museo di arte contemporanea di Arezzo[11],nel 1990 la mostra a Strasburgo organizzata dal Consiglio d'Europa e dall'amministrazione municipale della città, nel 1993 la mostra a Palazzo Lanfranchi (Pisa), nel 1997 la mostra alla Fondazione Querini Stampalia, nel 1999 la mostra a Firenze nella sala d'arme a Palazzo Vecchio, nel 2005 una serie di mostre per i suoi ottanta anni a partire dalla mostra "Arturo Carmassi, sabbie, dipinti e collages" ospitata al palazzo primavera a Terni, diverse altre si sono svolte in moltissime istituzioni pubbliche in Italia, in Grecia e in molti altri paesi. Nel 2017 la fondazione Banca del Monte di Lucca gli ha dedicato una mostra personale curata da Massimiliano Simoni e Maria Stuarda VarettiNumerosi sono i riconoscimenti tra i quali nel 1950 un riconoscimento in occasione del premio Alfieri dedicato al disegno ad Asti con la tecnica mista Testa di Donna, nel 1953 la vittoria al Premio di pittura Golfo della Spezia per l'opera dal titolo Case sul mare e la vittoria al Premio Michetti del 1965.
 
Fortuna critica su Arturo Carmassi
Del suo lavoro hanno parlato critici e scrittori di fama internazionale quali Leonardo Sciascia che ha curato la recensione di un catalogo e vari scritti, Patrick Waldberg, Andrea Camilleri che racconta di essersi ispirato ad un catalogo di una mostra di Arturo Carmassi curato da Sciascia per un suo romanzo, Mario de Micheli, Pierre Restany, Jean-Marie Drot, Franco Russoli, Beniamino Joppolo, Filiberto Menna, Beatrice Buscaroli, Roberto Tassi, Giovanni Maria Accame, Geno Pampaloni, Andrea Zanzotto, Raffaele Carrieri ecc. Numerose sono le gallerie che hanno esposto le sue opere tra i vari galleristi anche Enzo Spadon che ha intrapreso dal 2006 un lavoro di esposizioni delle opere di Arturo Carmassi che produrra' diverse mostre presso gallerie Italiane (galeria morone) e straniere tra le quali la fiera di Bologna e al grand palais di Parigi.
 
Musei e opere pubbliche
Molti sono i musei e le istituzioni che ospitano le sue opere. Una sua opera è conservata al Musée cantonal d'art de Lugano il bozzetto della sua scultura collocata alla fondazione Carmassi-Druart si trova al museo dei bozzetti di Pietrasanta, tra le sue opere scultoree collocate in spazi pubblici si possono qui ricordare la scultura "Oleandra" realizzata per il comune di Pontedera e la scultura Eloisa al parco Corsini sotto la torre medievale di Fucecchio, nel 1986 realizza un drappo per la contrada della Chiocciola per il Palio di Siena, si trova nella collezione permanente del museo dell'otto e del novecento MAON a Rende, al secondo piano del museo di Palazzo Mazzetti ad Asti sono esposte le opere con cui ha partecipato alla prima edizione del premio Alfieri nel 1951, due sue opere del 1956 sono esposte alla Casa-museo Boschi Di Stefano a Milano, nel museo D'Arte Contemporanea Carnevalotto a Viareggio è presente l'opera con cui nel 2009 ha vinto il premio carnevalotto, Un suo olio la vigna del 1965 è conservato presso il Museo Michetti, due sue incisioni si trovano presso la Pinacoteca e Museo Civico di Urbania, un suo autoritratto è esposto alla Galleria degli Uffizi donato nel 1981 dalla moglie Marisa Carmassi Druart.

Bibliografia parziale su Arturo Carmassi
  • Franco Russoli, Arturo Carmassi: 12 opere, Edizioni del Milione, Milano 1960;
  • Raffaele Carrieri, Nuovo Brogliaccio: Carmassi- Introduzione a 12 opere, Edizioni Trentadue, Milano, 1970;
  • a cura di Leonardo Sciascia, "27 disegni di Carmassi", Osnago: Morell, Milano 1972;
  • a cura di Mario de Micheli "Arturo Carmassi incisore", ed Trentadue, Milano 1972;
  • Roberto Tassi, " Arturo Carmassi",Ed. Bora, Bologna 1976;
  • Roberto Tassi, "futurismo cubismo arturo Carmassi Brera", edizioni Bora, Bologna 1978;
  • Giovanni Maria Accame, " Le possibilità del segno- Arturo Carmassi 1975-1980",Ed. Il Punto, Firenze 1980;
  • "Rennes, Maison de la colture, dal 6 marzo al 14 aprile 1980/ Reimes, Maison de la colture, dal 18 aprile al 1º giugno 1980", catalogo mostra, Rennes 1980;
  • Filiberto Menna, "Carmassi-la grande estate",biennale d'Arte editore, La spezia 1984, a cura di Jean-Marie Drot "Museo immaginario di Arturo Carmassi: Villa Medici: prima cosmogonia: hommage a Andre Malraux: 3 dicembre 1986-1987 gennaio 26.", catalogo, Roma 1986;
  • Andrea Alibrandi,"Dipinti e collages 1951, 1961",ed. Il ponte Firenze 1992;
  • Restany Pierre Aliprandi Andrea, "Carmassi. 1975-1992", edizioni il ponte, 1992;
  • Beniamino Joppolo, "Carmassi 16 opere 1992-1993", il ponte, Firenze 1993;
  • catalogo mostra tenuta a Palazzo Lanfranchi, "Carmassi 1975-1992", ed. Il Ponte, Firenze 1993;
  • Arturo Carmassi Andrea Zanzotto, "Carmassi. 10 opere 1954-1955. Una poesia di Andrea Zanzotto", edizioni il ponte, 1994;
  • Pierre Restany, "Arturo Carmassi 50 anni di immagini del nostro secolo 1945-1995". ed. il ponte, 1995 Firenze;
  • Geno Pampaloni, " Per sabbie di Arturo Carmassi",Ed. Il Ponte, Firenze 1995, autori vari, "Carmassi: dipinti e collages : Venezia 12 aprile- 1º giugno 1997, Fondazione Querini Stampalia", ed. il ponte, Firenze 1997;
  • Jean–Marie Drot, Bernard Manciet, e Marina Pizziolo, "Carmassi, Arturo" catalogo mostra sala d'armi palazzo vecchio 1999,ed il Ponte, Firenze 1999;
  • a cura di Beatrice Buscaroli, "Arturo Carmassi – Cinquanta anni di opere su carta",Ed. Fondazione Carmassi-Druart, 2005;
  • Andrea Camilleri, "Come possedere correttamente un Carmassi", Galleria Morone, 2007;
 

Arturo Carmassi nasce a Lucca nel 1925 e nel 1930 segue la famiglia a Torino dove studia (segue i corsi della "Scuola del paesaggio Fontanesi" e dell'Accademia Albertina) e lavora fino al 1952. Dopo aver viaggiato in Europa e lavorato per qualche tempo a Parigi, si trasferisce a Milano dove stringe rapporti con Gino Ghiringhelli, proprietario della galleria "Il Milione"che diventa il suo mercante e nel 1956 prende lo studio in via Andegari. L'anno seguente le sue opere si affermano in mostre importanti all'estero: al Brooklyn Museum di New York, alla Biennale di Scultura di Anversa e alla "Junge Italianischen Plastik" di Darmstadt e di Dusseldorf. Alla metà degli anni Cinquanta Carmassi sviluppa un forte interesse per la scultura e nel decennio che va dal '55 al '65 la sua attività di scultore prende sempre più spazio, tanto da stabilirsi in Liguria, a Bocca di Magra, dove allestisce un grande studio di scultura dando vita ad opere di grandi dimensioni, che tre anni dopo lo vedranno protagonista con una sala personale alla Biennale di Venezia. Nel '66 Carmassi compie un viaggio in Bretagna. In questo periodo abbandona Milano per ritirarsi nella campagna toscana, a Torre di Fucecchio, fra Firenze, Pisa e Lucca, dove vive tuttora. Dalla seconda metà degli anni '70, si dedica soprattutto alla litografia e calcografia e viene chiamato ad esporre e presenziare ad incontri di cultura in musei ed istituzioni in Europa e negli Stati Uniti. Dagli anni '50 partecipa a numerose mostre personali e collettive, tra cui: "I Premio Nazionale di Pittura 'Golfo di La Spezia'" (1950); "Biennale Internazionale d'Arte" a Venezia (1952; '54); Musei d'Arte Moderna di Parigi, Bruxelles, Roma e Spagna (1955); Carnegie Institute, Pittsburg (1956); Brooklyn Museum, New York (1957); "Junge Italianischen Plastik", Darmstadt e Düsseldorf (1958); "Biennale" di Amsterdam (1958); Illinois Institute of Technology, Chicago (1960); Johannesburg (1960); "The New Generation in Italian Art", Dallas, San Francisco, New York (1960); Palazzo dei Diamanti e Castello Estense, Ferrara (1962); "Triennale Internationale de Gravure sur Bois", Germania, Svizzera, Brasile (1975-'76; '79); Museo Nazionale d'Arte Moderna, Tokyo e Kyoto (1976); "Museo Immaginario di Carmassi", Accademia di Francia, Roma (1986); Galleria Il Ponte, Firenze (personale, 1992; '94); Palazzo Primavera, Terni (2005); CAMEC, La Spezia (2008). A partire dal 1958 è documentata la sua presenza nella zona apuo-versiliese presso i Laboratori Angeli, Studio Sem e le Fonderie Da Prato e Fratelli Lucarini a Pietrasanta, e a Carrara presso gli Studi Nicoli ed Elle Marmi. Qui prende parte anche ad alcune mostre, tra cui: "Scultori e artigiani in un centro storico", Pietrasanta (1977); "Mostra di scultura", Orto Botanico, Lucca (1979); "Marmo d'opera", Palazzo Mediceo, Seravezza (2006).
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Gli ingredienti sono quelli classici dell’  più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico  che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche, chiese e santuari, il suo verde e il suo .  
Giulianova
 Spiaggia nota, come "spiaggia d'oro del medio Adriatico", oltre a sottolineare ciò che della Città è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.

 una terra tutta da scoprire e... tutta da gustare....
 
Torna ai contenuti | Torna al menu