Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Giuseppe BANCHIERI - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Giuseppe BANCHIERI

Museo > Giuseppe Banchieri

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
Natale Addamiano sull’Artista Giuseppe Banchieri. Il 12 maggio 1943 Natale Addamiano nasce a Bitetto (Bari). Trasferitosi a Milano nel 1968, si iscrive all’Accademia di Brera con il suo amico Michele Zaza e frequenta i corsi di pittura tenuti da Domenico Cantatore fino al diploma conseguito nel 1972; conosce Giuseppe Banchieri, Giovanni Cappelli, Attilio Forgioli ed Enrico Della Torre. Nel 1970 la prima mostra organizzata dalla Galleria L’Agrifoglio di Milano; nel 1971 inaugura la Galleria Solferino con trenta dipinti eseguiti sul tema dei Diari Notturni, catalogo curato da Giorgio Seveso; Dino Buzzati recensisce su “Il Corriere della Sera” la mostra, diventandone amico e collezionista. Nel 1973 espone a La Bussola di Bari dipinti di grande formato con la presentazione in catalogo di Pietro Marino; Domenico Cantatore nel 1976 lo invita a insegnare presso la sua cattedra di pittura a Brera.  Inizia la sua ricca attività di opere eseguite in litografie con la Stamperia la Spirale di Milano.  Nel 1978 è invitato ad esporre da Roberto Sanesi al Palazzo Ducale di Urbino; lo stesso critico cura il catalogo della mostra tenutasi negli spazi della Galleria Cocorocchia; nell’occasione Boschi-De Stefano acquista due dipinti per la sua collezione. Nel 1980  mostra alla Mood Gallery di Milano (in catalogo un testo di Gianfranco Bruno).  Nel 1983 una personale di incisioni al Palazzo Sormani di Milano. Il Comune di Pulcenigo commissiona ad Addamiano, Cazzaniga e Gianquinto un ciclo di opere riguardanti il proprio territorio. Nel 1990 inaugura una personale alla Spirale di Milano e conosce Kayoko Shimada, suo riferimento per il Giappone.  E' invitato sia alla VI Triennale dell’incisione a Palazzo della Permanente di Milano che alla rassegna ”Un punto per Piero” a New York. Nel 1993 è organizzata la prima grande antologica a Villa Cattaneo presso S. Quirino; è invitato alla XXXII Biennale di Milano Palazzo Permanente; nasce l’Archivio generale presso la Dep Art di Milano. Nell’ottobre del 2003 si reca in Giappone dove inaugura cinque personali: Tokyo, Kyoto, Kobe, Osaka, Niigata. Nel 2004 viene inviato a Cracovia dall’Istituto Italiano di Cultura, espone 30 opere scelte da Flaminio Gualdoni che cura anche la pubblicazione. La città di San Vito al Tagliamento gli organizza un’ampia mostra antologica di opere all’Ex Ospedale dei Battuti a cura di Andrea Del Guercio. Arianna Sartori di Mantova presenta l’opera incisa 1972/2002. L’Ass. Eleatica Onlus di Salerno organizza un’antologica al Museo Archeologico di Paestum, all’inaugurazione il critico Luca Beatrice presenta l’autore e il relativo catalogo edito da Charta; nell’occasione viene presentato anche il volume “Addamiano 1970/2005” (dep Art ediz.:) con scritti di L. Beatrice, G. Bruno, G. Cavazzini, A. Del Guercio, F. Gualdoni, P. Marino, R. Sanesi, G. Seveso, T. Trini e G. Zaza. È presente dal 1978 a diverse fiere: Bologna, Verona, Milano, Reggio Emilia, Parma, Genova, Pordenone, New York ecc.. Espositori: Afro (Afro Basaldella), Maria Pia Aguglia, Giuseppe Ajmone, Elia Ajolfi, Giuseppe Albano, Tristano Alberti, Filippo Albertoni, Renato Alessandrini, Carlo Alfano, Edoardo Alfieri, Manlio Alfieri, Gaetano Alibrandi, Adriano Alloati Jr., Sergio Altieri, Aldo Altomare, Marina Amadio, Anna Ambrosi, Leda Amici, Antonio Amore, Giovanni Amoroso, Aldo Angeli, Maria Angelini, Pietro Angelini, Nereo Annovi, Spartaco Annunzi, Giovanni Antoci, Richard Antohi, Vito Apuleo, Giuseppe Ar, Giuseppe Armocida, Arturo Assante, Enzo Assenza, Astorio, Ugo Attardi, Marcello Avenali, Luigi Aversano, Duska Avrese, Maria Bacci Baccio, Venanzio Baccilieri, Mario Bacosi, Vittorino Bagattini, Angelo Balzardi, Giuseppe Banchieri, Giacomo Balla, Rosalda Barbanti, Saverio Barbaro, Luigi Barbieri, Giovanni Barbisan, Simonetta Bardi, Bruno Bartoccini, Amerigo Bartoli Natinguerra, Luigi Bartolini, Sigfrido Bartolini, Vittorio Basaglia, Guido Basso, Lina Batalli, Arnaldo Battistoni, Laura Bedarida Franco, Fausta Beer, Gino Bellani, Germano Belletti, Laura Bellini, Vasco Bendini, Giuliana Bergami, Renzo Berna, Giovanni Bernardi, Maria Teresa Bernardini, Ugo Bernasconi, Pia Bernini, Roberto Bertagnin, Antonio Berti, Jean Mario Berti, Vinicio Berti, Nino Bertoletti, Tommaso Bertolino, Lino Bianchi Barriviera, Angelo Biancini, Remo Bianco, Walter Biancò, Nello Bini, Antonio Biggi, Mario Bionda, Renato Birolli, Renata Boero, Luigi Boille, Paolo Boldrin, Bona, Carlo Bonacina, Salvatore Bonanno, Renato Bonetto, Antonio Bonfiglio, Paolo Boni, Enrico Bordoni, Aldo Borgonzoni, Pompeo Borra, Gennaro Borrelli, Renato Borsato, Gianna Boschi, Francesca Bötner Picecco, Stelvio Botta, Stefania Bragaglia Guidi, Remo Branca, Giovanni Brancaccio, Gastone Breddo, Remo Brindisi, Luigi Broggini, Edita Broglio, Martino Brondi, Luigi Brunello, Enzo Brunori, Renato Bruscaglia, Giannantonio Bucci, Antonio Bueno, Pietro Bugiani, Armando Buratti, Rinaldo Burattin, Rezio Buscaroli, Remigio Butera, Guido Cadorin, Corrado Cagli, Enrico Cajati, Ennio Calabria, Mario Calandri, Ettore Calvelli, Romano Campagnoli, Ida Campanella Nasini, Massimo Campigli, Giuseppe Canali, Gigi Candiani, Carlo Canestrari, Angelo Canevari, Domenico Cantatore, Ugo Capocchini, Dino Caponi, Giuseppe Capogrossi, Giuliana Caporali, Alfiero Cappellini, Emanuele Cappello, Cosmo Carabellese, Pietro Carabellese, Paola Caracciolo, Bruno Caraceni, Nicola Cardona.
A Milano piove sempre. Milano è una città grigia. Milano? Ma che freddo! A Milano non c’è il mare. I milanesi sono gente antipatica. Milano culla di tangentopoli. Milano tutte chiacchiere. L’aria di Milano è fetida. A Milano ormai solo cinesi. Il Colosseo non sta a Milano… Potrei continuare ancora a lungo: sul capoluogo lombardo ne ho sentite davvero di tutti i colori. Per farla breve, tuttavia, preferisco proporvi un bel quadro che ho scoperto recentemente alla Permanente in via Turati, sempre a Milano. Tetti di Milano, del pittore (milanese) Giuseppe Banchieri. Uno scorcio della città negli anni ’50, ovvero un condensato di tutti gli stereotipi sull’urbe meneghina. Il cielo plumbeo, le strade bagnate dalla pioggia, l’aria carica di smog, gli edifici grigi, nessun passante per le strade: ma la gente dove sta? Al lavoro, sono tutti al lavoro. La Milano di sessant’anni fa: prima delle mazzette, prima degli aperitivi, prima dei solarium, prima delle sfilate, prima dei pettegolezzi… Che cosa c’era a Milano prima di tutto questo? Pirelli, Breda, San Carlo, Banca Popolare di Milano, Rizzoli, Fiat (ah, no, quella stava a Torino), Bracco, Falck, Montedison… Alcuni sono rimasti, altri sono partiti, qualcuno invece non c’è più. La Milano degli anni ’50, quella dipinta da Giuseppe Banchieri : la Milano che non c’è più, quella che piace a me. Espositori: Lidia Ferrari, Virginio Ferrari, Benvenuto Ferrazzi, Ferruccio Ferrazzi, Rosa Ferreri, Pier Demetrio Ferrero, Ferruccio Ferri, Gianfranco Ferroni, Alba Feula, Ettore Fico, Adriana Filippi, Dante Filippucci, Ennio Finzi, Eligio Finazzer Flori, Paola Fiorentini Bonuglia, Eva Fischer, Foiso Fois, Elena Fondra, Voltolino Fontani, Claudia Formica, Ivanoe Fossani, Mario Fracalossi, Riccardo Francalancia, Franco Francese, Lidia Franchetti, Enzo Frascione, Angelo Frattini, Vittore Frattini, Paolo Frosecchi, Lotte Frumi, Vincenzo Frunzo, Achille Funi, Walter Fusi, Bettina Fuso, Vincenzo Gaetaniello, Giuseppe Gagliardi, Nino Gagliardi, Giacinto Galbiati, Guido Galletti, Eugenio Galliano, Emilio Gallinari, Giuseppe Galmonte, Giuseppe Gambino (nato il 6 Ottobre 1928), Giuseppe Gambino (nato l'11 Novembre 1935), Ferdinando Gammelli, Gino Gandini, Marcolino Gandini, Antonino Garaio, Franco Garelli, Piero Antonio Gariazzo, Piero Garino, Francesco Garofoli, Giovanni Garozzo, Luciano Gaspari, Nino Gasparri, Vincenzo Gasperetti, Enrico Gaudino, Mariano Gavasci, Renato Gelli, Angelo Gemini, Ada Genova, Luigi Gentile, Carlo Gentili, Franco Gentilini, Nino Geraci, Alberto Gerardi, Loriano Geri, Luigi Gheno, Maurizio Giannotti, Mario Giansone, Gianbecchina, Alberto Gianquinto, Gianpistone, Egidio Giaroli, Umberto Giaroli, Lorenzo Gigotti, Rosalda Gilardi Bernocco, Alvaro Giordano, Franco Giorgi, Franco Girelli, Giovanni Giuliani, Piero Giunni, Goffredo Godi, Remo Gordigiani, Lidia Gorgone, Adriano Grande, Pietro Grandi, Giorgio Grando, Tonino Grassi, Sergio Graziani, Renzo Grazzini, Emilio Greco, Gino Gregori, Italo Griselli, Carlo Guarienti, Francesco Gubbiotti, Alcione Gubellini, Manlio Guberti Helfrich, Giuseppe Guerreschi, Luigi Guerricchio, Francesco Guerrieri, Pietro Guida, Ugo Guidi, Nunzio Gulino, Renato Guttuso, Beppe Guzzi, Virgilio Guzzi, Giovanni Hajnal, Maria Luisa Iannetti, Lorenzo Indrimi, Bruno Innocenti, Giancarlo Isola, Nicolangelo Izzi, Raffaele Jandalo, Beniamino Joppolo, Guido Josia, Franco Jurlo, Roberto La Carruba, Nicola La Fortezza, Dino Lanaro, Rosanna Lancia, Angelo Maria Landi, Lanfranco, Berto Lardera, Luisa Larreta, Giorgina Lattes, Mario Lattes, Giulio Laudisa, Emanuele La Vacca, Egidio Lazzarini, Walter Lazzaro, Francesco Leale, Raffaele Leomporri, Leoncillo (Leoncillo Leonardi), Stanislao Lepri, Sergio Lera, Alis Levi, Carlo Levi, Paola Levi Montalcini, Beppe Levrero, Claudio Lezoche, Leo Licari, Riccardo Licata, Osvaldo Licini, Eva Lidonni, Umberto Lilloni, Raffaele Lippi, Elena Lissia, Gian Luigi Lizioli, Silvio Loffredo, Ernesto Lomazzi, Amedeo Lombardi, Trento Longaretti, Franco Lorito, Dilvo Lotti, Marcello Lucarelli, Albino Lucatello, Romeo Luchetti, Felice Ludovisi, Diana Luise, Sandro Luporini, Chiara Luraghi, Nedo Luschi, Domenico Lusetti, Tommaso Macera, Mario Mafai, Walter Magnavacchi, Cesco Magnolato, Alfredo Mainardi, Angelo C. Maine, Michele Mainoli, Arturo Malerba, Ionio Malizia, Paolo Manaresi, Mauro Manca, Girolamo Mancinelli, Ettore Mancini, Bruno Mancinotti, Carlo Mandelli, Pompilio Mandelli, Alberto Manfredi, Giannetto Mannucci, Angiolo Mantovanelli, Colombo Manuelli, Elvio Manzini, Linda Manzoni, Tranquillo Marangoni, Vincenzo Marano, Antonio Marasco, Carlo Marcantonio, Elio Marchegiani, Santi Marchese, Mario Marcucci, Hanzi Marchesi, Marta Marchionni Galli, Giulio Marelli, Rodolfo Margheri, Anacleto Margotti, Giuseppe Marino, Ada Marisaldi Zanon, Pina Martellini, Piero Martina, Enrico Martini, Giuseppe Martini, Quinto Martini, Ugo Martinotti, Guido Marussig, Amedeo Masacci, Sergio Mascaro, Marcello Mascherini, Franca Masetti, Giuseppe Massari, Mario Massarin, Giulio Masseroni, Gennaro Massi, Carlo Mattioli, Giuseppe Mazzullo, Giorgio Mazzoni, Pietro Melecchi, Salvatore Meli, Mario Melis, Melkiorre Melis, Roberto Melli, Gino Meloni, Giovanni Meloni, Carmelo Mendola, Demetrio Menegatti, Costanza Mennyey, Luciano Mercante, Francesco Messina, Afranio Metelli, Emilio Mezzabarba, Sonia Micela, Vanda Miceli, Biagio Micieli, Giuseppe Micieli, Egidio Midena, Franco Miele, Giuseppe Migneco, Umberto Milani, Silvestro Mileto, Sebastiano Milluzzo.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Giuseppe BANCHIERI
HomeNote Biografiche

La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta le opere dell'artista Giuseppe BANCHIERI.

La mostra si è conclusa con grande successo.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS l'artista Giuseppe BANCHIERI
Giuseppe Banchieri ( Milano, 1927 - Ronchi di Massa, 1994 ).
Dopo essersi trasferito a Firenze, si iscrive alla facoltà di Ingegneria, decidendo, poi, di dedicarsi alla pittura. Frequenta l'Accademia di Belle Arti a Firenze e torna a Milano presso l'Accademia di Brera. Insieme a Ferroni, Bodini, Cesetti, Romagnoni e Vaglieri, aderisce al movimento del Realismo Esistenziale. Le sue opere trattano di soggetti inerenti alla realtà quotidiana: vedute di cortili, muri, case di periferia e nature morte. La produzione degli ultimi anni è una trasposizione naturalistica tradotta in impressioni e riflessi della sua mente. Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1958 e nel 1962, alla Quadriennale di Roma nel 1959, nel 1965 e nel 1972.

Le opere dell'aRTISTA GIUSEPPE BANCHIERI
Nato a Milano nel 1927, morto nel 1994 ai Ronchi di Massa Carrara, Giuseppe Banchieri, compie studi classici a Firenze e si dedica alla pittura iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti del capoluogo toscano per proseguire la formazione a Milano, ai corsi di Aldo Carpi in Accademia di Brera. Gli viene assegnata una borsa di studio per Segovia dove espone alla mostra del Premio internazionale di pittura del 1955. Del 1956 è la prima personale alla Galleria Pater di Milano, con presentazione di M.De Micheli. Nel 1957 vince il Premio San Fedele. Lavora accanto agli artefici del Realismo esistenziale Guerreschi, Ceretti, Romagnoni e con Vaglieri e Ferroni. Espone alle Biennali di Venezia del 1958 e 1962 (Premio Ginori) e alle Quadriennali romane del 1959, 1965, 1972; nel 1959 alla Biennale di Parigi e alla III Biennale del Mediterraneo ad Alessandria d'Egitto. Nel 1960 è premiato al Festival dei giovani a Mosca; nel 1961 alla Biennale del Mediterraneo. Nel 1963 partecipa alla rassegna "La nuova figurazione a Milano dal 1943 al 1963; nel 1964 alla mostra "La nuova figurazione" con Calabria, Ferroni, Giannini, Guccione, Guerreschi e Vespignani al Circolo degli Artisti di Biella. Nel 1964 espone all'Omaggio a Romagnoni alla Galleria del Centro San Fedele di Milano, nel 1965 a "Continuità figurativa: pittori d'oggi" a Salsomaggiore; espone con Vaglieri da Bergamini. Nel 1967 è Premio del Comune di Firenze al "Fiorino". Nel 1968 è primo premio della Permanente alla Biennale di Milano. Nel 1969 è invitato alla VII Biennale di Alessandria d'Egitto; nel 1970 è invitato alla III Biennale d'arte grafica italiana a Faenza. Nel 1970 è tra i "Sei pittori a Milano 1955-1960" presentati da G.Mascherpa alla Galleria Eunomia di Milano ed espone alla Rassegna di pittura del Premio Ramazzotti a Palazzo Reale. Nel 1973 espone alla rassegna "Pittura in Lombardia 1945-73" alla Villa Reale di Monza. Nel 1977 un suo dipinto entra nella Pinacoteca civica di Gallarate ed espone a "L'ultima ringhiera: arte figurativa e cultura a Milano 1950-60" alla Compagnia del Disegno. Nuclei di opere alle rassegne piacentina e milanese "Dal Realismo esistenziale al Nuovo racconto" curate da G.Mascherpa alla Pinacoteca Ricci Oddi e al Centro San Fedele rispettivamente nel 1978 e '81. Banchieri è presente a varie edizioni della Biennale di Milano lungo gli anni '70 e '80. Sue opere alle rassegne "Anni 50-60: esperienze della pittura in Lombardia" a Sestri Levante nel 1987 e "Anni '50: pittura in Lombardia, Piemonte, Liguria" al Castello di Sartirana nel 1991. Espone alle mostre monzesi sul Realismo esistenziale e sulla pittura di racconto allestite dalla Galleria Montrasio lungo gli anni '80 e alle rassegne milanesi alla Permanente "Realismo esistenziale" curata da M.De Micheli, G.Mascherpa, G.Seveso nel 1991 e "Pittura in Italia 1945-1990" nel 1992. Opere nel 1995 a "Figure della pittura: arte in Italia 1956-1968" a Conegliano Veneto e a "I luoghi dell'immagine" a Palazzo Ducale di Lucca; nel 1997 a "Guerreschi e il Realismo esistenziale: gli anni '50-60 a Milano" con scritti di M.De Micheli e F.Buzio Negri alla Galleria Civica di Gallarate e a "Figurazione e Trasgressione" a Volterra e Carmagnola; nel 1999 alla mostra "Fra storie e cose. Realismo esistenziale e dintorni" a cura di M.Corgnati a Palazzo Sertoli di Sondrio; nel 2001 a "Realismi", con testo di E.Pontiggia, alla Galleria Montrasio di Milano. Dal 1957 aveva iniziato un fervido curriculum espositivo presso gallerie private, con innumerevoli personali, a partire da quella da Bergamini di Milano, dove ritornerà nel 1961, 1963, 1966. Nel 1959 è alla galleria Elmo a Roma, nel 1963 alla Sfera di Modena, nel 1967 alla Chiocciola di Padova e alla Montrasio di Monza. Nel 1968 alla galleria Il Gotico di Piacenza, nel 1970 da Rotta a Genova e a Valdagno, Alessandria e Piacenza; nel 1972 all'Incontro di Borgomanero, da Montrasio a Monza e allo Studio F 22 di Palazzolo; nel 1977 alla galleria Santa Croce di Firenze e da Gioacchini ad Ancona; nel 1978 alla galleria Davico di Torino e da Guerrieri a Lucca; nel 1979 alla galleria San Marco dei Giustiniani a Genova, nel 1980 alla Schreiber di Brescia, nel 1981 alla Santacroce di Firenze; nel 1985 e in successive occasioni alla Galleria 32 di Milano; nel 1987 di nuovo alla Schreiber di Brescia, nel 1989 al Cannocchiale di Milano, nel 1990 ad Ancona e Forte dei Marmi; nel 1991 da Forni a Bologna, al Gabbiano di Roma, nel 1993 da Biasutti a Torino, a Pistoia e Piacenza, nel 1994 alla Galleria Comunale d'arte di Cesena; nel 1995 alla galleria Officina di Brescia. Ampie antologiche commemorative a Palazzo dei Priori di Volterra e al Castello piemontese dei Busca di Mango nel 1999. La sua bibliografia data da recensioni di G.Angelici alle mostre di giovani pittori versiliesi nel 1953. M.Valsecchi parla di Banchieri la prima volta nel 1954, nella recensione della mostra dell'artista (con Guerreschi) alla galleria Pasquini; M.de Micheli nel 1954 e in molte occasioni espositive milanesi successivamente; nel 1956 D.Morosini ne scrive su "Realismo"; recensioni a firma G.Kaisserlian, F.Russoli, R.De Grada, E.Vitali per la mostra milanese con Banchieri alla Galleria Pater mentre la mostra da Bergamini è recensita anche da G.Ballo, M.Lepore, G.Giani. L.Budigna scrive di Banchieri su "La Fiera Letteraria" in occasione del Premio San Fedele. Di D.Morosini la presentazione della personale romana del 1959, recensita da L.Trucchi su "La Fiera Letteraria" e da V.Apuleio, A.del Guercio, M.Venturoli. Autopresentazioni di Banchieri, Ferroni e Luporini nel catalogo della galleria Bergamini nel 1959 mentre è di De Micheli la presentazione per la mostra di Banchieri e Ferroni alla galleria padovana del Pozzetto nel 1961. Autopresentazioni per la collettiva con Ferroni, Sughi e Vespignani da Bergamini lo stesso anno, e ancora testi di De Micheli per la personale del '63 da Bergamini, la successiva mostra di gruppo (Aricò, Banchieri, Caminati, Cazzaniga, ceretti, ferroni, Guerreschi, Luporini, Romagnoni, Vaglieri) e per la nota sul "Realismo esistenziale" nella terza sezione della mostra "Milano 70\70" al Museo Poldi Pezzoli nel 1972. Di G.M.Farroni la presentazione per la personale anconetana e di P.C.Santini il testo per la mostra lucchese del 1978. Di R.Tassi e S.Crespi i testi per la personale milanese del 1985. Di M.De Stasio e E.Pontiggia i testi per la mostra milanese del 1992. La pittura di Banchieri, principiata, come per i coetanei, nei toni del realismo, si affaccia alla stagione esistenziale con una trepida partecipazione alla natura segreta dei luoghi e delle cose, trascritta con grafia sempre più inquieta e intrisa, in preziose gamme di grigi, delle luci polverose tipiche della pittura fiorita attorno al '60 nella metropoli lombarda. Ai temi delle periferie, delle case di ringhiera, delle biciclette poggiate ai muri o sul ciglio dei magri prati nebbiosi, seguono quelli delle spiagge viareggine, dalle preziose valenze grafiche, presentati alla Biennale del '62; degli atelier del pittore e degli 'interni-esterni' che contemplano in seguito, a volte, anche l'uso di frammenti di collage fotografico e assumono negli anni '70 valenze iperrealistiche per giungere quindi alla proposta di icone quasi cristallizzate, in una riduzione cromatica a toni acidi, negli anni '80. La figura umana è considerata in questa pittura satura di ricordi evocati attraverso coacervi di oggetti, quasi esclusivamente per l'ombra che raramente si angola negli ambienti. Banchieri ha affiancato alla pittura una pregevole attività incisoria. Bibliografia: N.Micieli, Giuseppe Banchieri, opere 1955-1981, catalogo mostra di Volterra, Viareggio 1999.
 
http://www.petergallery.it/arts.php?arts_id=451
Le ragioni di una collezione sulle opere dell’artista Giuseppe Banchieri. La collezione d'arte raccolta da Mario De Micheli dal dopoguerra fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 2004, è stata acquisita dall'Amministrazione comunale di Trezzo sull'Adda a titolo di donazione, per iniziativa degli eredi, Anna e Gioxe De Micheli, ed è oggi nella disponibilità dell'Associazione. Si tratta di un consistente gruppo di opere d'arte - dipinti, sculture, disegni - che conta oltre cinquecento pezzi e che conclude idealmente una vicenda avviata nel 1984 con la Donazione della biblioteca, della fototeca e dell'archivio. L'inventario redatto in occasione della messa in sicurezza della raccolta, in attesa di una catalogazione scientifica sistematica, costituisce attualmente l'unico strumento di indagine e di conoscenza della collezione. Uno strumento che pur nella sua schematicità permette di intraprendere un percorso di lettura attraverso le scelte e le ragioni ultime che sottostanno alla creazione di una raccolta d'arte nata nell'evidente rifiuto di ogni logica mercantilistica. Il meccanismo commerciale delle arti, gravitante attorno a gallerie e critici, è respinto sullo sfondo della vicenda collezionistica formatasi nel vivo e diretto rapporto con gli artisti e nel momento stesso dell'attuarsi del processo creativo. In questo modo la raccolta assume il carattere di testimonianza diretta e partecipata alle vicende figurative dell'ultimo sessantennio, seppure all'interno di un orientamento di gusto ben preciso che rispec¬chia la militanza di Mario De Micheli nel versante della figurazione - dal movimento realista, attraverso la stagione del Realismo esistenziale, fino al sostegno accordato alla nuova generazione di artisti - come testimoniano gli oli giovanili di Treccani, i dipinti di Giuseppe Zigaina e Armando Pizzinato, gli straordinari disegni siciliani di Tino Vaglieri, le sculture di Giovanni Paganin e Vittorio Tavernari; l'importante nucleo di opere di Franco Francese, che ne testimonia l'attività dagli esordi agli anni Settanta, i disegni e le incisioni di Floriano Bodini e Giuseppe Ferroni, fino alle opere di giovani artisti, molti dei quali oggi ormai affermati, quali Adriano Bimbi o Patrizia Comand. Sarebbe, tuttavia, fuorviante e riduttivo ricondurre la ricca e complessa vastità della collezione all'adesione di Mario De Micheli al movimento realista fino ai suoi esiti più tardi, senza valutare gli sviluppi critici che confluirono nell'importante rassegna tenuta ad Arezzo nel 1970. Mario De Micheli sostenne la necessità "un'arte di opposizione" che ponesse la preoccupazione per l'uomo e per i suoi problemi al centro della riflessione estetica, una "tendenza nelle tendenze" nella quale confluirono le ricerche di Baj, Schifano, Basardella, gli studi personalissimi di Gianni Dova, e persino il recupero critico di Sironi. La frequentazione, costante o occasionale, del critico con i protagonisti della scena artistica milanese e italiana, ma anche - quando non soprattutto - internazionale, diventa così una valida ed efficace chiave di lettura nello sforzo di interpretare l'eterogenea vastità dei materiali, permettendo di delineare i primi scenari. Senza alcuna pretesa di esaustività, si è tentato di ripercorrere i momenti più rappresentativi della formazione della collezione, focalizzando l'attenzione sui rapporti con gli artisti e lasciando sullo sfondo lo scenario critico del secondo Novecento, la cui ricca complessità non può essere racchiusa nei limiti di un breve saggio. Questo percorso di comprensione che corre parallelamente, e talvolta si sovrappone, all'analisi della raccolta delle stampe e della biblioteca, ha avvio con la mostra dei Ritratti di Ada e Mario, ospitata al Castello Visconteo di Trezzo sull'Adda l'8 novembre 2008, in occasione della apertura al pubblico della biblioteca della Donazione, presentando circa settanta opere inedite, tra disegni, dipinti, fotografie e sculture. Una scelta che comprende tutti i ritratti di Mario e Ada presenti nella raccolta De Micheli: dai disegni di Bruno Cassinari e Renato Guttuso, alle opere di Franco Francese, alle sculture di Remo Pasetto e Achille Guzzardella, fino ai recentissimi lavori di Max Hamlet Sauvage, Wanda Broggi, Wolfgang Alexander Kossuth, solo per citarne alcuni. A questi si aggiungono il Ritratto di Mario De Micheli di Antonio Tonelli, di proprietà dell'artista, e il bellissimo volto di Ada disegnato da Giacomo Manzù nel 1941, proveniente da una collezione privata, studio preparatorio intensamente realistico per il busto in bronzo di classica bellezza, oggi alla Galleria comunale d'Arte Moderna di Roma. Altri espositori: Leone Minassian, Franco Mineri, Clara Mingoli, Agapito Miniucchi, Saro Mirabella, Foscarina Mirabelli, Mirko (Mirko Basaldella), Giuseppe Misticoni, Cesare Mocchiutti, Natalia Mola, Elena Molè, Sante Monachesi, Salvo Monica, Luigi Montanarini, Carlo Montarsolo, Vincenzo Montefusco, Alessandro Monteleone, Guido Montemurro, Rolando Monti, Vincenzo Montrone, Gino Morandi, Pietro Morando, Publio Morbiducci, Corrado Morelli, Vittorio Morelli, Alberico Morena, Mario Moretti, Marisa Mori, Virgilio Mori, Eraldo Mori Cristiani, Anchise Moricoli, Ennio Morlotti, Elio Morri, Marcello Muccini, Maria Luisa Muñoz, Italo Mus, Francesco Muzzi, Francesco Nagni, Gilda Nagni, Gianna Nardi Spada, Alessandro Nastasio, Aldo Natili, Gualtiero Nativi, Mario Negri, Nando Negri, Giuseppe Negrisin, Dario Neri, Giuseppe Niglia, Costantino Nivola, Emilio Notte, Marco Novati, Nuvolo, Silvio Olivo, Giovanni Omiccioli, Nora Orioli, Franco Orlando, Davide Orler, Nemesio Orsatti, Ugo Ortona, Nello Pacchietto, Mario Pacilio, Umberto Padella, Laura Padoa, Mario Padovan, Domenico Paduano, Carlo Paganini, Francesca Paganini Daretti, Francesco Pagliazzi, Orlando Paladino Orlandini, Bernardino Palazzi, Giulio Paluzzi, Maria Pantosti Milizia, Luigi Paolelli, Giorgio Dario Paolucci, Eugenio Pardini, Lucio Parigi, Luigi Paris, Sandro Parmeggiani, Pasquarosa, Armando Pasquini, Michele Paszyn, Luca Patella, Alessio Paternesi, Enrico Paulucci, Luigi Pavanati, Mario Pecoraino, Matteo Pedrali, Tino Pelloni, Bruno Pendini, Fulvio Pendini, Lorenzo Pepe, Luigi Pera, Augusto Perez, Mariella Perino, Nino Perizi, Paolo Perotti, Celo Pertot, Osvaldo Peruzzi, Antonio Pesce, Valdieri Pestelli, Mario Petri, Sante Petrocelli, Carlo Alberto Petrucci, Diego Pettinelli, Antonio Pettinicchi, Cesare Peverelli, Guido Peyron, Walter Piacesi, Valentina Pianca.
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Gli ingredienti sono quelli classici dell’  più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico  che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche, chiese e santuari, il suo verde e il suo .  
Giulianova
 Spiaggia nota, come "spiaggia d'oro del medio Adriatico", oltre a sottolineare ciò che della Città è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.

 una terra tutta da scoprire e... tutta da gustare....
 
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