Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Raffaello Pagliaccetti - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Raffaello Pagliaccetti

Museo > Raffaello Pagliaccetti

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Raffaello
PAGLIACCETTI
Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 25 aprile all'8 Luglio 2001, “Raffaello Pagliaccetti. Le epifanie della luce”, con bronzi, marmi, teracotte e gessi dal 1861 al 1899, una quarantina di opere in esposizione nella mostra dedicata ad un nostro illustre concittadino, a cura di Floriano De Santi.
Note biografiche di Raffaello Pagliaccetti
1839 Raffaele Pagliaccetti nasce a Giulianova il 31 ottobre, da Andrea e Chiara Trifoni, famiglia di piccoli commercianti.
 
1849 Comincia sin da ragazzo a disegnare e a copiare tutto ciò che vede o che gli viene sottomano mentre trascorre le sue giornate nella bottega del padre. Un giorno copia persino una cartina della città di Sebastopoli, ed è proprio l'esattezza di questo lavoro che richiama su di lui l'attenzione del valente pittore e concittadino Flaviano Bucci, allievo di Giuseppe Bonolis.
 
1850 Il pittore Bucci, insieme alla moglie Laura, consapevole delle capacità del ragazzo, gli impartisce le prime lezioni di disegno e lo avvia definitivamente, nonostante l'opposizione del padre che desidera fare di lui un ricco commerciante, sulla via dell'arte.
 
1851 Completa, sotto la guida dei coniugi Bucci, il corso fondamentale di disegno. Sono anni pieni di studio intenso e di esercitazioni.
 
1855 La famiglia Pagliaccetti, sotto la pressione di due delle figure più rappresentative dell'Ottocento giuliese, lo stesso pittore Bucci e l'ing. Gaetano De Bartolomei, decide di mandare il giovane Raffaele a Roma per frequentare l'Accademia di Francia e successivamente quella di San Luca.
 
1856 Abbandona Giulianova, si trasferisce a Roma ed entra nell'Accademia di San Luca dove ha come maestri Pietro Tenerani e il Prof. Adamo Tadolini. Il soggiorno entusiasma il giovane Pagliaccetti che, assetato di conoscere la città eterna, peregrina da una Galleria all'altra, affascinato dalla sfarzosa e colossale grandiosità romana.
 
1859 Torna a Giulianova, dove realizza le sue prime opere in gesso, tra le quali spicca Torso di Fauno e inizia l'interessante Testa di baccante. L'opera è una replica della statua rappresentante l'Antinoo Braschi che si trova a Roma nei Musei Vaticani.
Partecipa a Napoli al concorso pubblico bandito dal governo per la concessione di un sussidio annuale ai giovani artisti. Ottiene molte lodi ma l'attesa borsa di studio è la sua prima delusione.
 
1860 Vince il Il premio della terza classe della Scultura. La sua formazione artistica, basata sullo studio di modelli classici, lo influenza al punto che decide di cambiare il proprio nome da Raffaele a Raffaello Pagliaccetti.
 
1861 Oltre a scolpire l'artista disegna e in questo periodo realizza acquerelli: Autoritratto, Ombre notturne ed esegue un pastello dedicato al grande poeta Foscolo.
Partecipa il 4 luglio al Concorso scolastico di Scultura, vincendo il primo premio della prima classe con l'opera in gesso dell'Apollino mediceo. Porta a termine la bella Testa di Baccante. A spese dell'Amministrazione Provinciale di Teramo, si reca a Firenze per visitare l'Esposizione Nazionale e conoscere e confrontarsi con i maestri del suo tempo. Firenze lo affascina e decide di stabilirvisi .
 
1862 A Firenze incontra Giovanni Duprè e frequenta l'entourage accademico. Partecipa alle Esposizioni dell'Accademia ed esegue molti lavori. Realizza il busto in marmo raffigurante l'illustre storico e filosofo Melchiorre Delfico, che donerà alla Amministrazione Provinciale di Teramo, come gesto di riconoscenza per l'aiuto finanziario ricevuto.
 
1864/1866 In questi anni esegue molte opere importanti come Galileo Galilei, per il bicentenario della morte dello scienziato. Realizza il busto di Garibaldi a Caprera, il bozzetto in gesso dedicato a Cappellini alla battaglia di Lissa e Ritratto di vecchia donna. Partecipa nell'Accademia di Firenze alla mostra selettiva per l'Esposizione Universale di Parigi dove espone gli ultimi tre lavori. Subito ottiene un grande successo di critica: Dall'Ongaro scrive un accurato elogio dell'artista sulla “Nazione”.
 
1867 Le opere esposte all'Accademia di Firenze sono: Garibaldi a Caprera, Cappellini alla battaglia di Lissa e Ritratto di vecchia donna che, per la selezione di Parigi, riceverà il premio con una medaglia d'oro. Numerosi viaggi a Giulianova contraddistinguono questo periodo. Successivamente inizia il busto in creta della Principessa Margherita utilizzando una piccola e vecchia fotografia. La stessa Principessa rimane talmente meravigliata della sua somiglianza con quel busto che vuole posare personalmente davanti allo scultore.
 
1868 Su ordine del Principe Umberto, fa tradurre il busto Principessa Margherita in marmo per collocarlo in una delle sale di Palazzo Pitti (Parroni 1927). Spinto da una grande carica per i consensi e gli apprezzamenti ricevuti da parte dei sovrani, realizza poco dopo la morte del musicista un busto a Giocchino Rossini, che il Ministro della Pubblica Istruzione, Cesare Correnti, vuole far realizzare in marmo per la sala del Consiglio dei Ministri. Grande è la soddisfazione da parte del Ministro che propone al Re di conferire allo scultore la Croce di Cavaliere dell'Ordine Mauriziano. Esegue la statua di Sua Altezza Reale Duca d'Aosta, in grandezza naturale. Progetta un edificio da adibire a Cappella gentilizia a Giulianova, in piazza della Libertà, lavoro che gli viene commissionato dall'Ing. Gaetano De Bartolomei ma che verrà seguito dall'Arch. Lupi che effettuerà delle variazioni (Cerulli, 1990). Progetta inoltre un Cenotafio in memoria dello scrittore ed archeologo Angelo Antonio Cosimo De Bartolomei.
 
1869/1870 Ottiene una medaglia d'oro per l'opera Un ritratto di donna all'Esposizione della Società Promotrice delle Belle Arti di Napoli. L'artista Giovanni Duprè elogia lo scultore Raffaello Pagliaccetti per la realizzazione dell'opera Duca d'Aosta. Esegue la statua in gesso Zena la schiava.
 
1871/1872 Questi sono anni, per lo scultore, di intensa attività artistica. Modella in marmo il busto Gioacchino Rossini, realizza un autentico capolavoro: il busto in terracotta de Il Maresciallo Moltke e due caricature, sempre in terracotta, dal titolo: Il ritorno in parrocchia e Bacio al Tabernacolo. In questo periodo inizia la sua collaborazione con la Manifattura Ginori di Doccia, dimostrando talento decorativo anche nelle arti applicate ed esegue una tazza in porcellana raffigurante il Trionfo di Venere e di Amore. Lavora sul busto in gesso Autoritratto.
 
1873 Partecipa alle Esposizioni dell'Accademia fiorentina e all'Esposizione Universale di Vienna e in quest'ultima riceve la medaglia d'oro per le opere Il maresciallo Moltke, Il ritorno in parrocchia e Bacio al Tabernacolo. Nel settore delle arti ceramiche, la Ginori ottiene un riconoscimento per la porcellana Trionfo di Venere e Amore. Il Pagliaccetti chiede un contributo finanziario all' Amministrazione Provinciale di Teramo per poter presenziare alla premiazione a Vienna, contributo che gli viene negato. Traduce in marmo Autoritratto, busto che il Consiglio d'Arte della Società Promotrice di Belle Arti di Firenze dichiara degno di Menzione Onorevole.
 
1874 Esegue su committenza Il Cenotafio ad Angelo Antonio Cosimo dove scolpisce nel rilievo centrale tre figure che rappresentano la Poesia, I'Archeologia e la Storia. Realizza il medaglione a rilievo per Luigi De Bartolomei ed il busto a Giovanni De Bartolomei sempre per la cappella. Inoltre modella, per la committenza, il busto di bambina in gesso: Emma Faldi, che sarà collocato nel cimitero di San Miniato a Firenze.
 
1875 L'Accademia Fiorentina delle Arti e del Disegno lo ammette nel Consiglio degli Accademici di merito. Il Consiglio d'Arte della Società Promotrice di Belle Arti, sempre a Firenze, lo dichiara degno di Menzione Onorevole per il busto in terracotta Il Maresciallo Moltke. L'artista traduce in marmo il busto Emma Faldi e gli viene conferita l'onorificenza della Croce di Cavaliere dell'Ordine Mauriziano. Realizza in gesso patinato il busto Giannina Milli e le terracotte Il celebrante e il suo chierico e Il celebrante.
 
1876 È premiata l'opera in gesso Il Garibaldi a Caprera all'Esposizione Universale di Filadelfia. Decide intanto di recarsi a Roma dal Pontefice Pio IX. Al suo ritorno a Firenze, inizia a modellare in creta una statua in onore del Papa Pio IX. Un giorno si reca nel suo studio il grande artista Giovanni Duprè, che rimane affascinato dalla bellezza e dalla somiglianza dell'opera con il Pontefice. Duprè dà alcuni consigli all'artista per migliorarne la precisione. L'umile maestro accetta di buon grado.
 
1877 Modella la grande statua in gesso del Pontefice Pio IX sedente, partecipa all'Esposizione Nazionale di Napoli dove riscuote un notevole successo con i due busti de Il maresciallo Moltke, uno in terracotta e l'altro in marmo. Il Netti così definisce Il Moltke «severo, calmo e teneramente modellato». Il 22 giugno riceve la medaglia di bronzo per l'opera Ritratto e per la terracotta Il celebrante e il suo chierico nella Esposizione Artistica Industriale di Firenze. Esegue il busto in gesso Gino Capponi, accademico della Crusca, filosofo scomparso l'anno precedente.
 
1878 Ultima la statua in gesso del Pio IX sedente, la espone nel suo studio, in via Leonardo da Vinci 9, dal 27 gennaio al 3 febbraio. Si recano ad ammirarla i più illustri professori fiorentini che esprimono lodi perché trattasi di una vera e propria opera d'arte e il Duprè elogia molto il Pagliaccetti per la realizzazione del magnifico lavoro. Il 7 febbraio muore il Pontefice, I'attenzione nei confronti della scultura è maggiore, viene esposta nella Sala dell'Accademia di Firenze per essere successivamente trasferita all'Esposizione Universale di Parigi, che viene inaugurata il 30 giugno. Questa volta partecipa anche l'artista, che ottiene grandi successi ma stranamente nessun riconoscimento ufficiale. Esegue un bozzetto Monumento a Ugo Foscolo per il centenario della nascita del poeta.
 
1879 Molti i consensi da parte della critica, “L'arte a Parigi” pubblica: «Or quando avremo goduto un po' di pace davanti alle miti sembianze del Pontefice Pio IX del Pagliaccetti, e ci saremo lasciati accarezzare da quel suo cristiano sorriso, dove tuttavia brilla agli angoli del labbro una così fine argutezza patrizia...». Ma le delusioni insieme alla stanchezza prendono il sopravvento tanto che ritornato a Firenze, inizia ad accusare dei malori, così decide di far ritorno alla sua Giulianova, dove rimane diversi mesi. Questo periodo è contraddistinto dalla produzione di numerosi disegni e dalla realizzazione dei gessi: Busto di donna con la testa coperta e Lucrezia Donati. Inizia il capolavoro in terracotta policroma dal titolo La cieca orfanella abruzzese che sarà portato a termine l'anno successivo a Firenze, unico esemplare in terracotta dipinta con colori ad olio.
 
1880 Intensa è la collaborazione con la Manifattura Ginori di Sesto Fiorentino, per la quale crea diverse opere in porcellana come Puttino con gallo, Vaso con Satiri e Grande giardiniera. Esegue il busto in marmo Virgo, in cui «rivela- scrive il Parroni - tutto il suo stile pieno di viva e tranquilla armonia tra il realismo del Bartolini e la serenità spirituale del Duprè». Realizza una vasta schiera di gessi: Busto virile, Busto di donna, inizia Busto di donna con collana e Busto femminile. Lavora per il medaglione in gesso di Giuseppina Rossi Sorricchio e per quello di Alessandro Ventilj che successivamente tradurrà in marmo. Con delibera del 31 dicembre il Comune di Giulianova affida allo scultore l'incarico di erigere un monumento in bronzo in onore di Vittorio Emanuele II a testimonianza dello storico passaggio del Re a Giulianova prima di incontrare Garibaldi a Teano.
 
1881/1984 Esegue numerosi disegni e il I bozzetto per il monumento a Vittorio Emanuele II. Realizza su commissione di Augusto Conti, nominato per ideare i lavori di decorazione e di scultura della facciata di S. Maria in Fiore, la statua rappresentante la maestosa figura di S. Andrea, opera che ottiene meritati consensi da parte di artisti e critici. Muore nel 1882 il maestro e caro amico Giovanni Duprè, professore di Scultura all'Accademia fiorentina. Compie il busto in porcellana del Marchese Lorenzo Ginori Lisci ed infine il II bozzetto a Vittorio Emanuele II. Fa sempre parte degli Accademici residenti nell'Accademia Fiorentina delle Arti e del Disegno.
 
1885 Gli viene conferito il diploma di cooperazione per «aver esposto nella sezione scultura delle terracotte». Plasma il piccolo gioiello in bronzo dal titolo Galvani ritratto nel momento in cui lo scienziato sta per compiere la scoperta. Esegue il III bozzetto per il monumento a Vittorio Emanuele II. Realizza i gessi de Lo scemo con le mani incrociate e Lo scemo, opere legate alla sensibilità sociale di Zola, nelle quali lo scultore mostra un crudo verismo. Viene pubblicato un lungo articolo diAugusto Conti dal titolo Pio lX sedente su Arte e Storia, dove il filosofo sottolinea il rammarico per non aver visto realizzata in bronzo la eccezionale opera Pio IX del Pagliaccetti e così scrive: «bisogna trovar modo che si fonda in bronzo l'opera del Pagliaccetti, aprire una sottoscrizione per tutti coloro che amano la memoria di Pio IX e offrirlo al Sapiente Successore di Lui, Leone decimoterzo». Lo scultore accetta di realizzare l'opera per la somma di £ 10.000 con le spese per la fusione e il trasporto a suo carico.
 
1886 Modella in terracotta la Testa di Vittorio Emanuele II: si tratta di un particolare della grande statua. Termina la statua in gesso a Vittorio Emanuele II. Il Corriere Adriatico del 16 giugno ne dà l'annuncio: «Il Professor Pagliaccetti ha compiuto il modello della statua colossale di Vittorio Emanuele II, che deve essere fusa in bronzo e la espone oggi al pubblico nel proprio studio...la statua merita di essere veduta; è lavoro d'un artista di talento e di potente efficacia nel modellare, nell'esprimersi». Inizia il busto di Augusto Conti e plasma il bozzetto per il Monumento a Donatello in occasione del quinto centenario della nascita dell'artista.
 
1887 Esegue un altro ritratto di Gioacchino Rossini, gli viene commissionato il busto di Concezio Ciafardoni, porta a termine l'opera Busto di donna con collana.
 
1888 Realizza il busto in marmo Concezio Ciafardoni. Iniziano i primi contatti con la Ditta Conversini di Pistoia, dove fonde in bronzo, grazie all'aiuto del Prof. Augusto Conti, la colossale opera del Pio IX, che sarà donata successivamente dal Comitato Fiorentino al Pontefice Leone XIII. Per tale opera verrà conferita alla Fonderia la medaglia d'oro, allo scultore e all'Ing. Papini, rappresentante della Fonderia, la Croce “Pro Ecclesia et Pontifice”. Sono fuse in bronzo, sempre dalla stessa Ditta, la statua di Garibaldi, quella del Galvani e la terracotta de Il Maresciallo Moltke. Consegna infine la statua in gesso Vittorio Emanuele II per farla fondere per la realizzazione del monumento a Giulianova. Viene eletto Membro Corrispondente della Accademia Imperiale di Belle Arti di Rio de Janeiro. Traduce in bronzo il busto del filosofo Augusto Conti. Quest'opera è donata dallo scultore stesso all'Accademia della Crusca quando il filosofo è ancora in vita.
 
1889 Viene eseguita in bronzo la statua Vittorio Emanuele II. Molte persone di Pistoia si riversano alla Fonderia per ammirarla. L'Ing. Papini chiede al Pagliaccetti di esporla a Firenze prima della consegna a Giulianova. Lo scultore accetta e il bronzo viene posto nel cortile attiguo alla Chiesa di S. Maria Novella per soli cinque giorni. Il 25 luglio viene trasferito a Giulianova e l'artista lo accompagna per seguire da vicino i lavori per il basamento, che non sarà più di sette metri come da accordi con l'Amministrazione comunale, ma di soli quattro per ragioni economiche. Il Maestro è rammaricato per il danno che il monumento subisce: essendo la figura alta come il basamento, sarebbe apparsa priva di ogni slancio di vita e di perfezione artistica. Tanta la rabbia, tanta la tristezza e la delusione che collabora manualmente alla costruzione del basamento per cercare di porre riparo. Riceve la medaglia d'oro all'Esposizione Internazionale Partenopea Permanente per la terracotta raffigurante Gioacchino Rossini. Diventa Presidente Onorario Perpetuo dell'Unione Operaia Umberto I delle Società del Mutuo Soccorso di Napoli. Ottiene dalla Scuola Dantesca Napoletana la Medaglia di Onore per l'istruzione del popolo.
 
1890 Torna a Firenze dopo il soggiorno durato cinque mesi a Giulianova e sposa Maria Niccoli, dopo lunghi anni di vita solitaria. Da questa unione non nasceranno figli ma l'artista, provato dalle delusioni della vita, ne trarrà nuova forza e ispirazione. La Commissione tecnica delle RR Gallerie di Firenze lo elegge suo membro. Porta a termine l'opera in gesso di Alessandro Ventilj e Busto femminile.
 
1891 Esegue il busto del Senatore Luigi Dragonetti e quello del Senatore Cesare Guasti.
 
1892 Viene tradotto in bronzo il busto di Cesare Guasti, oggi collocato nella chiesa di S. Domenico a Prato.
 
1893 Inizia a percepire un clima non più favorevole nella sua città adottiva, non gli vengono più commissionate opere, si sente escluso ed emarginato. Questo procura turbamento nell'animo sensibile dell'artista.
 
1894 Viene finalmente inaugurato a Giulianova il monumento dedicato a Vittorio Emanuele II, dopo essere rimasto per cinque lunghi anni abbandonato «in mezzo alla strada». Lo scultore, deluso e amareggiato per la sproporzione tra la monumentalità della statua e il ridotto basamento, rifiuta di partecipare alla cerimonia inaugurale. Spesso l'autore ripete: «Questo monumento mi disonora, perciò voglio distruggerlo...». Realizza l'opera in gesso patinato Busto di uomo.
 
1895 Esegue vari Busti femminili e Busto di donna, progetta il monumento alla poetessa Giannina Milli per il cimitero di San Miniato.
 
1896 Realizza il monumento a Giannina Milli che è posto nel Cimitero di S. Miniato a Firenze. In occasione degli ottanta anni dalla morte della poetessa (1825-1888), la statua sarà riportata a Teramo e posta definitivamente nel giardino della Villa comunale. Partecipa al Concorso per il monumento a Gioacchino Rossini da erigere nella Basilica di Santa Croce e all'Esposizione Universale di Berlino insieme a Fattori, Signorini e altri. (Torresi, 2000). Esegue il gesso Busto di giovane donna.
 
1897 Abbandona definitivamente Firenze, vende tutti i suoi beni e ritorna a Giulianova, sua città natale, «carico di onori e d'affanni, di gloria e di dolore, senza un rimpianto, senza uno sguardo al passato glorioso, vivendo modestamente». A Giulianova modella, nella solitudine della sua casa, diverse terracotte come Nudo di donna, Piccolo busto di giovane donna e altre a carattere caricaturale. Realizza un bozzetto sempre in terracotta dedicato al Senatore de Vincenzi che successivamente tradurrà in bronzo, un piccolo Garibaldi a cavallo e il gesso dedicato al padre dello scultore Andrea Pagliaccetti.
 
1898 Traduce in marmo il busto Andrea Pagliaccetti, gli vengono commissionati i busti in memoria di Maria Trifoni e di Aristodemo Ventilj che eseguirà in gesso.
 
1899 Viene eletto consigliere comunale. Realizza in marmo il busto di Aristodemo Ventilj e Maria Trifoni. Modella l'opera in gesso di Mastro Elia.
 
1900 I primi di maggio colloca il busto Maria Trifòni nella cappella gentilizia di Serafino Trifoni e l'8 maggio, mentre disegna il piccolo cancello della Cappella suddetta, viene colto da un malore. Il 10 maggio, alle tre, muore.
                                                                                                                                           Gabriella Magazzeni

Le opere dell'Artista giuliese, Raffaello PAGLIACCETTI, esposte al MAS
(Didascalie tratte dal libro-catalogo, 1989, Raffaello Pagliaccetti, di Mario De Micheli)
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu