Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Marc Chagall - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Marc Chagall

Museo > Marc Chagall

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Marc
CHAGALL
Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 13 dicembre 1998 al 31 gennaio 1999, Marc Chagall “La Bibbia”, 105 incisioni dal 1931 al 1939, a cura di Enzo Di Martino.
La Bibbia, il grande libro di Chagall

L’incisione e l’illustrazione
 
La natura favolistica dell’opera di Chagall ha condotto l’artista quasi inevitabilmente all’illustrazione di alcune grandi opere letterarie. A cominciare dalle ventidue acqueforti e puntesecche del Mein Leben del 1922, fino a giungere alle straordinarie «committenze incisorie» di Ambroise Vollard, dopo il ritorno a Parigi nel 1923. Tenendo a mente, perciò, in particolare le novantasei acqueforti per Le Anime Morte di Gogol — iniziate nel 1923 e pubblicate nel 1948— e le centonovantotto incisioni per le Favole di La Fontaine, realizzate tra il 1927 ed il 1930, e pubblicate nel 1952.

Incontro di Mosè e Aronne. «E il Signore disse ad Aronne: “Va’ incontro a Mosè nel deserto”. E Aronne gli andò incontro fino al monte di Dio, e lo baciò. E Mosè riferì ad Aronne tutte le parole che il Signore l’aveva incaricato di dire...».

Per giungere infine alle stupefacenti centocinque tavole della Bibbia, incise tra il 1931 ed il 1939, riprese dopo la guerra tra il 1952 ed il 1956, e pubblicate a Parigi da Tériade subito dopo.


Può apparire sorprendente un tale interesse per l’incisione calcografica in un artista che ha sempre fatto del colore l’elemento preminente per la manifestazione del suo mondo immaginativo. Ma Chagall stesso ha dichiarato a questo proposito che «qualcosa mi sarebbe mancato se, a parte il colore, non mi fossi impegnato, ad un certo momento della mia vita, anche con l’incisione».
La verità è che il mondo favolistico di Chagall e la sua immaginazione di derivazione onirica, si prestano molto bene alla traduzione visiva attraverso gli scarni ed essenziali mezzi espressivi dell’incisione all’ acquaforte.
Senza contare che un artista «narrativo» come Marc Chagall è quasi istintivamente attratto dalle maggiori possibilità comunicative che il linguaggio dell’incisione consente: forse per la possibilità di ordinare in sequenza le immagini, o per la loro tiratura in molti esemplari, o, infine, per la particolare «lettura» più riflessiva che esso naturalmente reclama.
Il pasto della Pasqua. «Mosè convocò tutti gli anziani d’Israele e disse loro: “Andate, prendete un animale per ciascuna delle vostre famiglie, e immolate per la Pasqua”».

Davvero sorprendente è invece la qualità formale degli esiti che per tale via l’artista ha conseguito, dimostrando di possedere naturalmente la coscienza delle specifiche qualità espressive dell’incisione ed anche del diverso equilibrio dei valori tonali al quale essa obbliga.

Il passaggio del Mar Rosso. «E i figli di Israele entrarono in mezzo al mare all’asciutto, mentre le acque stavano a guisa di muro alla loro destra e alla loro sinistra. E gli Egiziani e tutta la cavalleria di Faraone, e i suoi cani e cavalieri entrarono dietro a loro in mezzo al mare».

Si potrebbe in effetti scrivere un saggio su Chagall incisore, dissertare sulla sua armoniosa tessitura dei bianchi e dei neri, sottolinearne la miracolosa contrapposizione tonale, anche nello scontro a volte drammatico che essi determinano in alcune immagini. Oppure rimarcare la valenza evocativa di quel suo segno così minuto e particolare, mai descrittivo, spesso fatto di piccoli «gesti», minuscoli tratti incrociati e sovrapposti, a volte infittiti nella ricerca del nero più profondo e misterioso.
Sulle caratteristiche del segno inciso di Chagall si potrebbe scrivere un lungo testo perché esso non appare mai uguale ad un altro ed assume, perfino sulla stessa lastra, valori evocativi sempre diversi e tutti estremamente sensibili.
Davide vincitore di Golia. «Allora Davide, che non aveva alcuna arma in mano, corse e, in piedi accanto al Filisteo, gli tolse la spada, l’estrasse dal fodero e finì Golia, troncandogli la testa».

Così come va notato il rapporto speciale che Chagall stabilisce con la lastra — un rapporto, insistito, da vero incisore, «rembrandtiano» si potrebbe dire — come quando ad esempio ne «tormenta» accanitamente la superficie per fare emergere una immagine, solo quell’immagine, come nel caso delle mitiche «Tre Croci» del maestro olandese.
E’ interessante notare, infine, che Marc Chagall sembra trovare nel linguaggio incisorio perfino una maggiore libertà espressiva, una sorta di accentuata disinibizione nel definire visivamente i suoi arcaici personaggi e nell’ordinare le sue sorprendenti composizioni di figure nello spazio.
Una possibilità, questa, che gli consente una più libera costruzione favolistica dell’immagine — a volte perfino con accenti che potremmo definire arbitrari — fornendo descrizioni fantastiche ma accettabili dei grandi eventi biblici, dando volti inventati e tuttavia credibili ai personaggi della storia e del mito.
                                                                                                                                          Enzo Di Martino

Alcune opere di Marc CHAGALL esposte al Museo d'Arte dello Splendore-Giulianova
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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