Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Marc Chagall - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Marc Chagall

Museo > Marc Chagall

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Marc
CHAGALL
Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 13 dicembre 1998 al 31 gennaio 1999, Marc Chagall “La Bibbia”, 105 incisioni dal 1931 al 1939, a cura di Enzo Di Martino.
La Bibbia, il grande libro di Chagall
Le origini, l’ebraismo
 

Marc Chagall era ebreo, come è noto, e questo fatto costituisce necessariamente il punto di partenza di qualunque riflessione e di qualsiasi commento sui dipinti conservati al Musée du Message Biblique, o sulle incisioni che illustrano La Bibbia.

La discesa verso Sodomia. «Partirono poi quegli uomini e si incamminarono verso Sodoma. Abramo li accompagnava per congedarli».

Magari solo per dire che, in quanto pittore, egli è stato più volte tentato di contravvenire al dettato biblico che vieta la rappresentazione visiva di Jahvé.
E tuttavia, pur trovandosi in questa particolare condizione esistenziale, Chagall ha realizzato con la sua opera una straordinaria ed medita sintesi visiva della cultura ebraica, per molti secoli indifferente all’arte figurativa, così come a questa è stata a lungo estranea La Bibbia.
Le origini dell’artista hanno comunque un ruolo importante nella concezione di quest’opera perché Chagall è nato nel 1887 a Vitebsk, in Russia, da una modesta famiglia di ebrei osservanti, ed in quel villaggio ha trascorso tutta la sua infanzia.

E’ qui dunque, nell’isolamento delle interminabili serate d’inverno, che egli ha ascoltato le prime mitiche storie dei profeti biblici e conosciuto la storia, le vicende e le leggende del suo popolo.
Giacobbe benedetto da Isacco. «Isacco adunque chiamò Giacobbe e, dopo averlo benedetto, gli diede questo comando: “Non prender moglie tra le figlie di Canaan: ma parti e va nella Mesopotamia di Siria e prendi là una moglie”».
Chagall stesso, del resto, ha scritto di ricordare con struggente nostalgia i primi anni della sua vita, che vedeva quale un favoloso periodo magico nel quale ogni avvenimento assumeva il carattere della ritualità, come quando suo nonno uccideva gli animali secondo il rito ebraico, o quando vedeva le figure anziane della sua gente nella Sinagoga come dei profeti. Fondamentali appaiono in questa prospettiva di memoria le figure del padre Zachar, «fragile, segreto, taciturno, pieno di una silenziosa tenerezza verso gli esseri e le cose», e della madre Feiga-Ita, invece molto comunicativa, «vibrante, energica e gioiosa». Anche il villaggio di Vitebsk, con le sue piccole case di legno decorate, assume nell’immaginario di Chagall la dimensione irrinunciabile della storia e della memoria, una sorta di «archetipo dipinto della terra natale», rimasta sempre viva nel tempo, nel suo cuore e nel suo lavoro.

Il sogno del Faraone. «Mi pareva in sogno di stare sulle rive del Nilo, e che dal fiume uscissero sette vacche belle e grasse, e si misero a pascolare nella giuncaia».


Chagall non ha mai dimenticato questo straordinario e forse decisivo periodo di formazione, ed ha dunque un senso affermare, come è stato già fatto da altri, che queste incisioni ispirate alla Bibbia sono forse «una metafora poetica della sua biografia». Appaiono, come quasi tutta la sua opera, di carattere onirico-favolistico e non a caso egli stesso ha detto in una occasione, «non vedevo La Bibbia ma la sognavo». Questa è forse la ragione per la quale Carlo Bo ha scritto a questo proposito che «sognando gli episodi della Bibbia, Chagall non ha voluto mettersi sullo stesso piano della creazione», desiderando invece solo immaginarla visivamente.
Egli ha dunque vissuto questa straordinaria avventura espressiva come ebreo e come artista, da un lato affermando che la Bibbia «non rappresenta il sogno di un solo popolo ma di tutta l’umanità», dall’altro dichiarando che quel libro «è la più grande sorgente di poesia di tutti i tempi».

La partenza di Giacobbe per l’Egitto. «E Giacobbe partì da Betsabea, e i figli di Israele fecero salire Giacobbe, loro padre, con i bambini e con le donne sui carri mandati da Faraone, per trasportarlo. Presero pure con sé il loro bestiame e quanto possedevano nella terra di Canaan. Così Giacobbe giunse in Egitto con tutta la sua stirpe».

Occorre anche riflettere, tuttavia, sul fatto che il suo linguaggio espressivo si forma attraverso un lento, difficile e forse doloroso processo di distanziamento da un ambiente che nella sua cultura negava obbligatoriamente la figurazione.
«Si fa fatica ad immaginare la forza trasgressiva che ha portato il giovane Chagall ad affermare la sua volontà di essere pittore», è stato scritto, «se si ignora l’interdetto alla rappresentazione della figura umana che, in una famiglia ebrea di stretta osservanza come la sua, ha il valore di un dogma».
Quel processo di distanziamento prende l’avvio a vent’anni, nel 1907, quando l’artista lascia Vitebsk per San Pietroburgo che era allora la capitale intellettuale della Russia imperiale, e certamente la città russa più aperta alle influenze artistiche e culturali dell’Occidente.
Nel 1910 egli è però già a Parigi per «forgiare i suoi mezzi espressivi» ma, pur partecipando alle esperienze delle avanguardie artistiche del tempo, resterà sempre ancorato alle sue origini.
Non a caso più tardi Apollinaire dirà che «il sovrannaturale diventa in Chagail il suo clima familiare», mentre André Breton affermerà che «la metafora è il suo specifico linguaggio».
Il percorso ideale di questo lungo e difficile cammino — relativamente alla sua radicata cultura ebraica — vedrà nella vita di Marc Chagall un punto di arrivo quando il pittore si reca nel 1931 in Palestina e «La Bibbia prende allora, nel suo immaginario, la dimensione tragica della terra d’Israele».
Non è certo un caso, perciò, che egli dia inizio all’illustrazione del Grande Libro proprio quell’anno, quando cioè prende coscienza — moralmente e poeticamente — della rivelazione decisiva secondo la quale «La Bibbia è inseparabile dalla Terra sulla quale si fonda, ed opera nel suo cuore la mirabile fusione tra la sua Vitebsk e Gerusalemme». Ecco perché tutto il lavoro di Chagail assume allora, visibilmente e clamorosamente, la connotazione dell’opera di «un artista in esilio».
                                                                                                                                               Enzo Di Martino

Alcune opere di Marc CHAGALL esposte al Museo d'Arte dello Splendore-Giulianova
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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