Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista giuliese: Gigino FALCONI - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista giuliese: Gigino FALCONI

Museo > Gigino Falconi

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La Fanciullezza di Gigino Falconi. I ricordi. Quel vaso con le volute. Le volute sono le volte dei desideri classici, sono i pensieri che si arrotolano, sono le cosce che fanno gentili pieghe; sono le mani che sfiorano il passaggio dell'amore; sono i giri larghi della passione; sono carezze; sono gli umori degli dori; sono passi leggeri; sono le maniglie delle anfore greche. Gigino era piccolo. Fermo con la matita che seguiva la dottrina di un disegno. L'immaginazione di Gigino Falconi. Visione con un fratello che fece di scultura un talento di attimi adatti. Il topolino che saltò dal quotidiano immobile alla vita di un foglio. Giochi. L'infanzia che ritorna nell'emotività di spassi di morale, di coraggio, di compunzione, di suoni, di musica, di poesia, note a nutrimento della crescita di un artista. Quel giorno la Famiglia Falconi, accolse la nascita di un altro figlio. La maternità dell'arte aveva dato luce, alla capacità visionaria di corpi a onde senza ostacoli. L'orgasmo della natura che si fonde di tratto in tratto con tutti i suoi componenti. Il piacere come punteggiatura. Linguaggio di Gigino Falconi. La storia diviene un presepe. Renato Massimo Angiolillo, il fondatore del quotidiano Il Tempo, il mecenate, il giornalista, l'ospite di quel giorno in Abruzzo, a Teramo, a Giulianova. Tanti anni fa. Si muoveva come un trovatore in cerca di storie e arte. Voleva un'anima capace di "educare di bellezza" (Fëdor Michajlovic Dostoevskij) il futuro prossimo. Parlò con gli artisti dei tanti luoghi dalle strane strade. Le vie maestre che raccontavano di un "Giovane di bottega" e quell'assegno con la cifra a uomini di onore per due dipinti, fu conservato da Gigino per mesi. Tra le mani come a pulsare un destino. La prima volta di un seno che fece l'eco di sponda a uno sguardo, a un sorriso non donato ma conquistato, al sogno di risvegli di una donna a musa e omaggio di creato. L'eccitazione vestita di un nudo che si ombra e si illumina el Falconi. La pittura tra anima e corpo cresceva in Falconi con la fiducia nata da un cappello di famiglia. Il Mago di Oz era il padre, Domenico, capace di credere nella disposizione del proprio figlio. Distanza e nutrimento; attesa e goduria; liberazione e provocazione. Gli abbracci per rendere intoccabili, eterne, eteree, per sempre le donne dalla violenza dell'uomo. Protette dall'arte come in un castello fatato. Favola e Fiaba di Gigino Falconi. La Vita senza il pattume umano, l'unto indegno di un regno senza corte. Porte socchiuse. Falconi è il Maestro dei rumori di sottofondo, quell'attimo maggiore in cui l'ardore diventa ardente di piacere e il violino, viola le viole delle aiuole segrete. L'estasi, sospesa per noi. GIGINO FALCONI - Momenti pittorici -Ascoli Piceno.
La mostra “Gigino Falconi - Momenti pittorici”, che si terrà presso il Centro d'Arte L'Idioma, in Via delle Torri 23, Ascoli Piceno. Nell'occasione sarà presentato il calendario dedicato all'artista dalla Tipografia Tacconi di Ascoli Piceno. La serata inaugurale sarà accompagnata dalle preziose note musicali del violinista Matteo Maria Mariani. Con la mostra Momenti pittorici di Gigino Falconi, curata da Giuseppe Bacci in collaborazione con la Fondazione Staurós Italiana Onlus, la sede del Centro d'Arte L'Idioma ospita una ventina di opere realizzate tra il 1996 e il 2012 dal Maestro Gigino Falconi, sulla cui pittura, raffinata e colta, Carlo Chenis così ha scritto: “L’arte di Gigino Falconi si consolida in forme temperate e assolute, cagionando estasi nostalgiche, romantici pensamenti, melanconie amorose. Quanto in icona è elegante e seducente, così da indurre all’epifania ontologica, sia nell’armonia cosmica, sia negli stati esistenziali. Quanto in icona diventa meta-figurazione carica di ridondanze simboliche e di tensioni amorose, così da produrre felicità meste, sia nella rivisitazione onirica della realtà, sia nell’ipostasi reale dell’immaginazione. Si tratta di pittura «metafisica» narrata con fascino erotizzante. Risulta, però, distante dalle presunte poetiche che contrassegnarono i «metafisici» per antonomasia, quali de Chirico, Savinio, Carrà, unitamente ad altri coevi ed epigoni. Si tratta, infatti, di una metafisica che si volge all’esistenziale sublimandolo, non di una metafisica che si chiude nell’essenziale assolutizzandolo. Falconi la illustra con un paradiso contingente che si fa metafora meta-contingente. Siffatta scenografia edenica si presenta con paesaggi ammirabili e con amori purificati. Tali visioni, oniricamente estatiche e mollemente estetiche, riconducono ad un’antropologia esistenzialista attraverso la via dell’annuncio di una dilettevole presenza, e non solo la denuncia di una tragica assenza. L’umano chiede riscatto religioso nel suo cosmo che si fa cifra divina, nel suo intimo che acclara amore benevolente. Il velo di melanconia riporta ai servaggi neoplatonici e alla sofferenza personale, poiché la materia intristisce lo spirito, la contingenza addolora il quotidiano, la finitudine temporalizza l’amore”. Estratti dal calendario della mostra: “Non è un tema d’occasione, questo scelto da Gigino Falconi: nel cuore di ogni abruzzese respira la memoria di D’Annunzio. Caso mai, il problema è vedere in che modo l’occasione si sposa con il passato interiore, con quello che l’artista si portava dietro dalla nascita. Quasi si trattasse di riprendere un discorso messo da parte tanto tempo fa e alla fine dimenticato. Qui sta il punto vero: non si può dimenticare, soprattutto quando ciascuno dalla propria parte – l’ispiratore e il traduttore - ha lavorato per le stesse intenzioni. Così dal confronto non voluto ma imposto dalla più profonda coscienza salta fuori una risposta che non è mai illustrativa o riassuntiva, ma legata a quanto c’era di più vero nell’ispirazione del Falconi. Potremmo dire che si tratta di un discorso doppio o meglio ancora di un confronto sostenuto fra l’immaginazione di ieri e ormai codificata e l’immaginazione dello spettatore che è stato sollecitato verso questo tipo di ricognizione”. Carlo Bo
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
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Gigino
FALCONI
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esposizione
temporanea
In Viale dello Splendore n° 112, la "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta Le stagioni, opere dell'artista giuliese Gigino Falconi.
La mostra rimarrà aperta dal 29 Settembre al 7 Ottobre 2018, con il seguente orario: dalle ore 10.00 alle 13.00 (antimeridiano) e dalle 15.00 alle ore 17.00 (pomeridiano) - Lunedì chiuso.
La mostra è curata dalla fondazione Piccola Opera Charitas, con la collaborazione di Marialuisa De Santis (Direttrice del Museo d’Arte dello Splendore), con il patrocinio del Comune di Giulianova.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS Gigino Falconi, presenta: Le stagioni
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Al MAS Gigino Falconi, presenta Le stagioni
 Opera: Inverno



Autore: Gigino Falcone
Titolo: Inverno
Anno: 2018
Tecnica: olio su tela, cm. 75x190


Altre opere del giuliese Gigino FALCONI
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Gli ingredienti sono quelli classici dell’  più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico  che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche, chiese e santuari, il suo verde e il suo .  
Giulianova
 Spiaggia nota, come "spiaggia d'oro del medio Adriatico", oltre a sottolineare ciò che della Città è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.

 una terra tutta da scoprire e... tutta da gustare....
 
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