Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Aligi Sassu - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Aligi Sassu

Museo > Aligi Sassu

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Aligi
SASSU
Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 27 luglio al 30 settembre 1997, "Aligi Sassu", Il sacro,dipinti, acquerelli e disegni dal 1930 al 1994 e I Promessi Sposi, 58 acquerelli dal 1943 al 1944, curatore della mostra, Alfredo Paglione.
Museo d’Arte dello Splendore.
Il seme e l’albero.
 
Poca favilla gran fiamma seconda
 
Così succede negli eventi piccoli e grandi (piccoli e grandi... ma dov’è il metro?), benché l’uomo non abbia la facoltà di prevederlo; fa parte del mistero del nostro passaggio nel mondo. La piccola scintilla produce un incendio; il seme e la radice racchiudono la forza dell’albero. La scintilla del bello, che è possesso di ogni creatura, era nascosta anche in me come un seme perduto fra tante occupazioni e preoccupazioni. Che quel seme poi sarebbe germogliato, come avrei potuto prevederlo? A smuoverlo dal suo letargo fu l’amico Gigino Falconi che all’inizio degli Anni Ottanta mi portò con sé a Milano dove era in atto una sua esposizione personale in una Galleria in via Brera, la via degli artisti, della grande Pinacoteca e Biblioteca e dell’Accademia.

Aligi Sassu, Deposizione, 1944, olio/tav., 54,5x40cm.

Il proprietario della Galleria mi preparò una cartella di grafiche firmate da artisti famosi. Mai visto o sperato tanto ben di Dio!, anche perché nella mia rigida impostazione francescana, non mi sarei mai permesso di spendere delle somme destinate ai ragazzi svantaggiati. Il proprietario infatti pensava che volessi usarle per beneficenza e perciò vi allegò il listino dei prezzi. No!, gli dissi, il tuo regalo è un seme che resterà con noi, e che si svilupperà e produrrà frutti. I giovani con delle difficoltà varie, come gli altri e più degli altri, hanno il diritto e il bisogno di essere educati al bello. Così, tra il seme nascosto nel mio spirito e il dono - seme del benevolo gallerista nacque e via via si sviluppò in me l’idea che il bello e quindi l’Arte, come è una componente essenziale dello spirito dell’uomo così è essenziale al recupero e alla salvezza della persona umana in qualunque modo compromessa. L’Arte, così come la Bellezza, salverà il mondo.

Aligi Sassu, Crocefissione, 1954, olio/tela, 70x50 cm.

L’incontro occasionale col gallerista e la cara e dolce Consorte, certo per una loro umana e cristiana apertura, si sviluppò in un rapporto di fraterna amicizia che si è consolidata negli anni, con il desiderio ed impegno comune di realizzare qualche cosa di bello per il nostro Abruzzo così amato da loro e da me. E l’occasione puntualmente si presentò. Sulla splendida collina di Giulianova si staglia il Santuario della Madonna dello Splendore e il suo campanile svettante con la guglia conica, incuneato nel grande Convento dei Cappuccini dove ampi spazi vuoti attendevano un impiego dignitoso. Come Superiore della comunità nutrivo un grande desiderio che l’innominato amico vi potesse esporre la sua collezione di Arte contemporanea. L’idea piacque soprattutto perché in quel luogo si coniugavano storia e fede, arte e natura per la bellezza della costruzione immersa nella luminosità unica del nostro cielo e nel verde della collina che declina dolcemente, con una splendida visuale verso il mare Adriatico.
I Superiori della Provincia cappuccina d’Abruzzo con intel-ligenza e generosità seppero cogliere l’irrepetibile occasione.
Confesso che in questi anni di preparazione del Museo mi sono posto domande che forse anche altri si porranno: che senso ha un Museo di Arte contemporanea (non di Arte sacra) vicino al Santuario della Madonna, in un Convento di religiosi? Paolo VI ha voluto che nei Musei Vaticani fosse presente una vasta esposizione di Arte contemporanea e ha auspicato nel suo famoso discorso agli artisti nella Cappella Sistina (1964) un ravvicinamento tra la Chiesa e gli artisti chiedendo venia per la frattura verificatasi tra l’Arte e la Religione nei due ultimi secoli e dava le motivazioni per questo riavvicinamento: motivi storici che valgono certamente per il nostro Convento e Santuario in quanto la committenza dell’Arte nei secoli passati era soprattutto della Chiesa e delle persone di Chiesa. Motivazioni più profonde sono date dalla vicinanza tra Arte e Fede; se infatti la pittura è la capacità di far vedere l’invisibile nel visibile la “Fede è sostanza di cose sperate ed argomento delle non parventi”. La vera grande Arte è sempre profondamente religiosa; essa però ha una esigenza fondamentale che la distingue da quell’Arte che nega Dio e disumanizza l’uomo, cioè la disponibilità dell’artista, appartenga ad una confessione religiosa o a nessuna confessione. Le Corbusier, il giorno della inaugurazione del Convento di La Tourette, al Card. Pierre Gerlier che gli domandava come mai un non credente potesse realizzare un’opera cosi impregnata di sacro, rispose: “Io non so se sono non credente, questo io so, di essere disponibile”. Anche nella rappresentazione veristica della condizione umana, nel male che è nel mondo e nella infelicità dell’uomo, che gli artisti colgono con la loro straordinaria sensibilità, noi possiamo leggere l’esigenza di salvezza che l’uomo attende proprio nella sua impossibilità di uscire dal tunnel. In questo senso io amo soprattutto l’Arte di Georges Rouault che rappresenta l’infelicità delle prostitute, dei clowns, e perfino dei giudici come una situazione umana che può essere salvata solo dalla presenza del Cristo crocifisso e risorto. Dovrebbe essere compito della Teologia una lettura approfondita dell’Arte in genere e particolarmente dell’Arte contemporanea per scorgervi tanto spesso la disperazione che attanaglia l’uomo e l’artista del nostro tempo per la mancanza di senso; ma proprio questa situazione tragica dell’uomo e del cosmo intero insieme con lui, grida, attraverso la intuizione dell’Arte, la “speranza teologale” di essere liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare “nella libertà della gloria dei figli di Dio”.

Aligi Sassu, Deposizione, 1973, olio/tela, 99x81 cm.

Il Museo che ci apprestiamo ad aprire è denominato Museo d’Arte dello Splendore, perché vuole richiamare la Madre del Signore che con tale titolo viene onorata nel Santuario a Lei dedicato. Ma si è voluto anche sottolineare la bellezza di Colei che ha ispirato la prima poesia d’amore nel Medioevo e poi l’Arte di innumerevoli pittori, scultori, miniaturisti... con la sua bellezza intatta come la luce, con la sua tenerezza materna e col suo indicibile dolore. Però la parola splendore definisce anche l’importanza essenziale del bello nei confronti di tutta la realtà. “Se al vero manca lo splendore e l’impronta della bellezza la conoscenza della verità resta pragmatica e formalista, non approda alla gioia della contemplazione” (S. Tommaso).
Nei dialoghi con Paolo VI Jean Guitton racconta: “Mi vuol dire, filosofo — mi disse il Papa, all’improvviso — come definirebbe la bellezza?” Guitton: “Non definisco la bellezza perché la bellezza ha la caratteristica di non poter essere definita. Ma se fossi obbligato a rispondere, se fossi proprio obbligato...” Paolo VI: “Si, lo consideri un obbligo”. Guitton: “... direi che la bellezza è un’irradiazione, una fosforescenza, più che una luce. Oppure, come diceva un antico, uno splendore. E’ la proiezione verso l’esterno (ma non a grande distanza, quasi come un vapore, un alone, un’aureola) della ragione più interna delle cose. Per questo la bellezza è più interiore dell’interiore, ed è oltre ogni forma, ogni segno. Anche oltre l’opera che la ricorda. Anche nelle cose belle del mondo, la bellezza è  ‘oltre’”. Paolo VI: “Noi diremmo che la bellezza ha certamente un rapporto con l’uomo, cosa che lei ha dimenticato di dire. La bellezza è l’uomo intimo; è l’io nella sua sintesi più larga (la più penosa, se si vuole) ma anche la più gioiosa”.
Alla vigilia dell’apertura il mio auspicio è questo: che il Museo d’Arte dello Splendore, sotto la protezione di Maria, aiuti a scoprire la bellezza del Creato, la bellezza dell’Uomo e la bellezza di Cristo, splendore della gloria del Padre (Splendor paternæ gloriæ, S. Ambrogio) che rivela l’uomo a se stesso ed è via a Dio, al Dio trinitario, l’Invisibile che è aldilà della tenda dove il cuore dell’uomo vive più che al di qua, sospinto dalle sue ansie e aspirazioni più profonde.
La natura, l’arte, la poesia, la musica, la teologia che qui avranno sede possano comunicarci un po’ di quella serenità contemplativa che riconcilia l’uomo con se stesso, col prossimo, con la vita.
Giulianova, maggio 1997
 
                                              Padre Serafino Colangeli

Alcune opere di Aligi SASSU esposte al Museo d'Arte dello Splendore - Giulianova
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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