Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Arnulf Rainer - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Arnulf Rainer

Museo > Arnulf Rainer

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Arnulf
Rainer
Al MAS, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 13 marzo al 2 maggio 2004, opere dell’Artista Arnulf Rainer, “Sotto la croce”, a cura di Enzo Di Martino e Friedhelm Mennekes.
ARNULF RAINER: “SOTTO LA CROCE”
Il disagio, oltre la pittura
 
L’avventura espressiva di Arnulf Rainer appare una delle più complesse e difficili da decifrare nel panorama dell’arte europea del XX secolo.

Arnulf Rainer, Cristo, 2003, tempera su copia laser su cartone, 59,5x42 cm

Egli stesso, forse rendendosene conto, ha lasciato numerosi scritti apparentemente esplicativi che accompagnano “ambiguamente” nel tempo il suo lavoro, anche se a volte si ha l’impressione che essi configurino in realtà una ulteriore “trappola immaginativa” che l’artista ha posto sul suo cammino.
Viene da pensarlo quando, ad esempio, dopo avere affermato che “la pittura è una forma visuale della coscienza spirituale”, dichiara invece che si può “essere artisti e disprezzare l’arte, perché i quadri e le poesie...sono l’insensato tentativo di portare il contatto a perfezione nell’estasi dell’esperienza invece che nell’unione durevole”. Del resto anche il suo percorso di ricerca risulta difficile da seguire, flutto com’è di sequenze cicliche, di sobbalzi improvvisi e ritorni sui propri passi, di interessi folgoranti ma anche dissonanti con le precedenti esperienze, in una continua ed inestricabile commistione di pittura e fotografia, di opera e comportamento.
Altri studiosi, del resto, hanno già rilevato come la “discontinuità” sia una caratterizzante precipua dell’opera di Rainer, posta in una posizione di centralità nella sua ricerca riflessiva ed ideativa.
Giungendo nel 1964 al punto di mettere in relazione, con un testo lucido ed appassionato, “il bello e la follia”, affermando in questa occasione che l’arte “riesce a trasformare in oro il fango della degenerazione ed in saggezza ciò che è insensato”.
Un passaggio estremamente significativo che l’ha condotto più tardi a realizzare le famose fotografie del suo volto, le “Photoposen”, nelle quali mima smorfie ed urla, paure e lacrime, come “esibizioni in uno stato di sollecitazione e di nervosa eccitazione”.
Fotografie sulle quali l’artista interveniva poi con segni e tracce di “accentuazione, negazione o esaltazione” espressiva.
E’ dunque evidente che Arnulf Rainer non persegue affatto una coerente “ideologia estetica” ma, nel disagio di chi non può essere indifferente perché creatore egli stesso, avanza pretese di perfezione che hanno però a che fare soltanto con un suo personale mondo istintuale dalle caratteristiche a volte perfino mistiche e religiose, certamente e fortemente spirituali.
E’ solo per tale via, del resto, che possono essere compresi i suoi interessi per l’arte dei malati psichici - come ha fatto Dubuffet teorizzando l’Art Brut - o le sue sperimentazioni sulla pittura realizzata ad occhi chiusi o, ancora, quella eseguita sotto l’effetto di allucinogeni.
Ecco perché, allora, la sua ricerca pittorica, come ha dichiarato egli stesso esplicitamente, poteva anche consentire di “abbandonare la pittura” o permettere di andare “oltre i limiti della stessa pittura”.
In questa prospettiva la lettura degli scritti di Rainer sul suo lavoro costituisce una preziosa ma forse anche pericolosa fonte di informazioni, utili e fuorvianti allo stesso tempo, redatti infatti come una sorta di diario nel quale egli da conto a se stesso, non agli altri, del suo acceso immaginario, della sua coinvolgente visionarietà.

Enzo Di Martino
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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