Guida turistico-culturale di Giulianova: Giulianova moderna - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Guida turistico-culturale di Giulianova: Giulianova moderna

Giulianova > Guida turistica
 

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Giulianova e l’interferenza del Mons. Giuseppe Acquaviva nella vita all’interno degli Aragona. Con l'ordinazione episcopale avutasi il 5 settembre successivo, presente il cardinal nipote Ludovico Ludovisi come dedicante principale, la sede titolare diveniva effettiva ed era la stessa che, dal 1589 al 1601, era stata appannaggio di un parente per agnazione con il quale ci siamo imbattuti alcune pagine addietro, l’arcivescovo idruntino Marcello Acquaviva d'Aragona, zio di quell'Andrea Matteo principe di Caserta e marchese di Bellante grande collezionista floreale e in quanto tale spesso in competizione con il nostro novello monsignore. La passione per la natura artificiosa dell’arcivescovo Giuseppe, motivo anche della corrispondenza intrattenuta con il presbitero ed accademico dei Lincei Giovanni Ciampoli, già allievo di Galilei e proprio dal 1621 segretario dei Brevi per volontà di Gregorio XV, doveva necessariamente cedere il passo alle incombenze, né poche né poco impegnative, connesse alla missione di nunzio straordinario presso il re Filippo IV di Spagna per conto del pontefice, incarico finalizzato non solo all'alleanza da stringere contro i turchi ma anche a porre fine alla guerra in Valtellina e per il quale il 16 ottobre riceveva le prime istruzioni. Senza dubbio questo delicato incarico diplomatico, peraltro già svolto a Venezia nel 1590 ma come semplice nunzio dall'appena nominato arcivescovo Marcello, implicava la sussistenza di alcuni fondamentali requisiti: appartenenza all'aristocrazia; intenso rapporto fiduciario col papa; capacità di conquistare l'amicizia del re; favor da parte del cardinale nipote. E che l'arcivescovo di Tebe adempisse a tutte le condizioni era proprio il cardinal nipote Ludovisi ad attestarlo nella missiva spedita il 27 ottobre seguente a Baldassarre di Zunica in cui elogiava mons. Giuseppe per “i pregi e […] la divotione al pontefice ed alla Corona spagnola”. Giulianova in Abruzzo nell’Ultra e Citra, 1620. Manifestazione concreta della “divotione” riservata a Gregorio XV era il busto in bronzo che lo ritraeva commissionato da mons. Giuseppe al fonditore Sebastiano Sebastiani, marchigiano di Recanati, e realizzato probabilmente su alcuni modelli di Gianlorenzo Bernini prima del 9 novembre, data in cui l'artista veniva liquidato su mandato dell'arcivescovo di Tebe già partito alla volta della Spagna per far valere le sue capacità individuali ma anche con la prospettiva di conseguire quei vantaggi, diretti o indiretti, di cui la sua famiglia aveva assoluta necessità considerando che lo Stato abruzzese dei duchi d'Atri, stimato 178.000 ducati, proprio in quest'anno 1621 veniva interamente affittato a Girolamo Merlino, un nobile sulmonese di secondo piano sposatosi però con una Pignatelli dei duchi di Montecalvo.

. Ammirevole e splendente , si estende lungo la  del Medio Adriatico per circa 5 km e ogni anno risorge tra il fiume Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno di tantissimi turisti che visitano e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un dalle innumerevoli e ambientali. si raggiunge via Autostrada A14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’ di , Giulianova è distante solo 50 chilometri.

 
La paranza  a Giulianova. La paranza, dotata di un solo albero a vela latina, con fiocco e bompresso, è stata, dal 1700 fino agli anni ‘50 del XX secolo, La regina indiscussa delle barche da pesca del medio-adriatico. Il suo nome deriva da una voce napoletana “paro”, paio, che si riferisce alla navigazione in coppia adottata per trascinare la rete fissata a poppa di ciascuno scafo, in modo da strisciare sul fondo. Quelle di maggiore tonnellaggio raggiungono una lunghezza di 15 metri dall’asta di poppa a quella di prua, con il caratteristico albero in lance posto al centro dell’imbarcazione. Il timone, di robusto noce, lunghissimo, assicura buona manovrabilità. Dalla chiglia piatta per facilitarne l’approdo, le fiancate e la prua bene arrotondate, per opporre valida resistenza alle onde, le paranze venivano costruite da esperti maestri d’ascia e calafatai. Con il vento favorevole raggiunge una velocità di 12 miglia orarie ed è dotata di una sola rete da pesca, del peso di circa 180-200 kg con un’imboccatura conica di circa 6,50 - 7,00 metri. L’equipaggio è composto, oltre che dal “parò”, capo, da un mozzo (mere) e da circa 6-7 marinai durante l’inverno, 8-9 durante l’estate. Vengono imbarcati, in qualità di apprendisti, anche bambini di 7-10 anni, detti “minirilli”, piccoli, termine dialettale che allude alla loro giovanissima età, destinati all’analfabetismo e soggetti al potere assoluto del “parò”. L’età, il Coraggio e l’esperienza determinano i rapporti di subordinazione fra queste categorie di lavoratori, sottoposti al rigore ed alla ferrea legge di bordo che non è mitigata neppure dagli stretti legami di parentela esistenti fra i membri dell’equipaggio. Quando il mare era calmo, l’equipaggio si riuniva a poppa e consumava il pasto in allegria. Il “parò” offriva da bere al pescatore più anziano e, fra uno scherzo ed una barzelletta, cercava di mantenere alto il morale della “ciurma”. Al rientro dalla campagna di pesca, cominciava la parte più faticosa del lavoro per scaricare il pescato, selezionato per qualità e conservato in ghiacciaia, e per rifornire i natanti per la successiva partenza. Durante i periodi di sosta forzata, si eseguivano i lavori di manutenzione dello scafo, delle reti, del sartiame e delle vele, per assicurare un elevato grado di efficienza e sicurezza durante la stagione della pesca.

La storia di Giulianova: La Giulianova moderna

Dopo secoli di vita cittadina entro il perimetro quattrocentesco, nella seconda metà dell’Ottocento, sotto una vivace spinta demografica e con il miglioramento dell’economia locale, si ha l’espansione extramuraria dell’abitato collinare, il cui principale nodo urbano è costituito dall’attuale piazza della Libertà. Anche il sottostante litorale, fino all’Unità d’Italia sostanzialmente deserto, grazie all’entrata in funzione nel 1863 del tronco ferroviario Ancona-Pescara e quindi, nel 1884, della strada ferrata per Teramo, registra una sempre più vivace attività sia commerciale che industriale. È qui infatti che Luigi Crocetti crea nel 1888 una società, la prima in Abruzzo, per la costruzione di mattonelle e lavori in cemento, presto emulato da altri imprenditori. Grazie anche alla “scoperta” del turismo balneare, con la costruzione nel 1874 dello stabilimento balneare e la presenza dal 1896 di un frequentatissimo Ippodromo, l’abitato a valle si infittisce di nuove costruzioni estendendosi progressivamente nelle aree la Giulianova moderna adiacenti alla stazione. Ma la borgata “Marina”, nome della germinazione litoranea di Giulianova, pur condividendo strettamente le dinamiche di crescita comuni agli altri insediamenti costieri, tuttavia rispetto ad essi avrà caratteri distinti, mancando di produrre il ribaltamento delle gravitazioni.

Giulianova - veduta del porto


E difatti nel 1934, quando la frazione ormai ha superato per abitanti lo stesso capoluogo e da tempo costituisce l’epicentro dinamico trainante dell’intero territorio, si opterà per la fusione amministrativa tra l’abitato collinare, che allora come oggi conserva saldamente la sede municipale, con quello litoraneo, che perciò assume la nuova denominazione di Giulianova Spiaggia e dove nel 1936 la già solida vocazione balneare, rappresentata dall’imponente Kursaal realizzato nella parte inferiore nel 1913 come club marino e ultimato in stile liberty sedici anni dopo come albergo assai prestigioso, viene rafforzata dalla costruzione del lungomare monumentale.

Giulianova - Gara velica


Nei decenni successivi al secondo dopoguerra, l’espansione urbana privilegia, seguendo uno schema a scacchiera, le aree litoranee meridionale e settentrionale e quindi quella valliva occidentale, non pregiudicando lo sviluppo armonico della città. Oggi, infatti, Giulianova, pur avendo una delle più alte densità demografiche della provincia, è tra i centri costieri abruzzesi a disporre del più alto coefficiente di zone verdi presentandosi nelle vesti di una elegante località, culturalmente assai vivace e apprezzata dai turisti per il finissimo arenile, per le sue dotazioni ma anche per le ricche testimonianze artistiche e monumentali.

La pesca a Giulianova ai tempi delle barche a vela. Il mondo della pesca con le barche a vela a Giulianova, segnatamente nel periodo che va dagli ultimi decenni dell’ottocento agli anni quaranta del secolo scorso, mi ha sempre incuriosito e questa curiosità mi ha spinto a studiarlo, per conoscere il modo di vivere, i rapporti familiari, i rapporti di lavoro dei pescatori di allora. In altri paesi a noi vicini ed anch’essi adagiati sulle rive del mare Adriatico, qualcuno s’è preso la briga di raccontare la storia e le storie dei pescatori, con buoni risultati. Penso, perciò, che anch’io, forse con qualche ragione in più di altri, essendo discendente di una stirpe di pescatori e pescatore io stesso, possa cimentarmi nell’opera di rievocazione di quel mondo, perché non ne vada persa la memoria. Tutto quello che mi accingo a scrivere l’ho appreso direttamente dai miei genitori, dai miei zii e da mio nonno. Quest’ultimo, Andrea Marà (1875-1940 ), fu una specie di capo carismatico della marineria giuliese nei primi anni del Novecento, quando, ancor giovane, assunse, al posto del fratello primogenito Domenico Marà (1862-1947) il comando delle lancette di famiglia, fino ad allora condotte dal capofamiglia Pasquale Marà ( 1832-1902). Altre notizie di quel periodo le ho desunte dai racconti ascoltati quando, anch’io giovanissimo, iniziai ad andare per mare sui pescherecci, dai vecchi pescatori giuliesi, che in quegli anni, reduci tutti dalla pesca sulle barche a vela, spendevano gli ultimi anni della loro ormai logora vita sulle barche a motore. Se la vita dei marinai, oggi, è dura, faticata e pericolosa, cerchiamo di immaginare come fosse quella dei pescatori di allora, costretti ad affidare la sopravvivenza loro e delle loro famiglie al mare, non sempre calmo e prodigo, anzi. Le giornate in cui era possibile avventurarsi in mare, erano, in effetti, molto poche, per molti e svariati motivi.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano il territorio.
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Guida turistica-culturale realizzata dall'Amministrazione Comunale di Giulianova (Te) Abruzzo - Italy.
Fotografia Giovanni Lattanzi - Testi: Sandro Galantini - Contributi di Gabriella Magazzeni, Laura Ripani, Francesco Tentarelli - Grafica ed impaginazione Andreas Waibl (Waibl & Di Luzio).

 
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