Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Alberto Giaquinto - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Alberto Giaquinto

Museo > Alberto Giaquinto

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L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Alberto
GIAQUINTO
Al MAS, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 20 dicembre 2003 al 31 gennaio 2004, opere dell’Artista Alberto Giaquinto, “Gesu' Giaquinto”, a cura di Enzo Di Martino.
Il Gesù di Gianquinto - Gerosolima: perche'?
 
È presente in questa mostra un quadro che forse tocca il suo culmine artistico, ma non solo. Gesù, altissimo, muove i passi risoluti ed insieme esitanti verso Gerusalemme; nel lato superiore la scritta in rosso: Gerosolima perché. Che cosa poi rappresentano quei tre piedi di Gesù se non la traduzione del passo del Vangelo di Giovanni: Ora l’anima mia è turbata, e che devo dire? Padre salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! (Giov. 12,27-28) Nel suo ingresso a Gerusalemme l’ora è imminente e questo lo riempie d’angoscia; ma il desiderio di compiere la volontà del Padre lo rende risoluto ad andare: proprio qui è l’altezza misteriosa e vertiginosa di Gesù.

Alberto Giaquinto, Gesù: il calendario dei profeti, 1998. Olio su tela, cm.195x97.

Si è detto che il Gesù di Gianquinto è il Gesù di un laico. Non so fino a che punto Gianquinto fosse laico; direi di più: non so fino a qual punto un artista vero — e Gianquinto lo era — possa essere laico.
Ma questo suo continuo ritornare alla passione di Gesù pone un interrogativo per lui: Gianquinto perché? Chissà quante volte nel silenzio della tua coscienza te lo sei posto e non so dove sia giunta la tua risposta razionale, ma il sentimento ti spingeva verso il “tuo Gesù” e certamente derivava da una sua presenza affascinante e drammatica al tuo spirito, di una tale intensità e urgenza da costringerti a tradurre l’immagine interiore in linee e colori scabri ed essenziali, così vicini all’essenzialità del Vangelo.
Questo tuo interrogativo ora lo poni a chi si professa credente e a chi si ritiene non credente.
Secondo il Vangelo di Giovanni la risposta ha inteso darla Caifa, sommo sacerdote e politico, di pochi o nessuno scrupolo che giustificava politicamente la condanna di Gesù con queste parole al Sinedrio: Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia uno solo per il popolo e non perisca la Nazione intera. E l’evangelista Giovanni integra e corregge: Caifa essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la Nazione e non per la Nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio dispersi. (Giov. 11,50-52)
Chi sono i figli di Dio, i dispersi per i quali Gesù va a Gerusalemme incontro alla morte? Per Giovanni tutti gli uomini sono potenzialmente figli di Dio, ma nessuno è perfettamente figlio, lo è solo in divenire e Gesù deve morire per condurre in unità tutti gli uomini di tutta la terra.
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Era l’alba — così da sommo artista l’evangelista Giovanni inizia la narrazione dell’ultimo giorno di Gesù quando fu condotto al Pretorio da Pilato; alle ore 15.00 tutto sarà compiuto. Era l’alba della sua “ora” quando avendo amato i suoi li amò fino all’estremo limite; l’ora in cui fu trafitto con i chiodi e un soldato aprì il costato con la lancia e ne uscì sangue e acqua; perché da quel momento gli uomini volgessero lo sguardo a colui che avevano trafitto. E i credenti riconoscessero nel trafitto la rivelazione suprema dell’amore del Padre; affinché Gesù innalzato attirasse a se i figli dispersi, tutti, ovunque dispersi: viventi, morti, condannati, crocifissi, vittime della violenza per condurli alla salvezza che l’Apocalisse così descrive come un grandioso affresco: Apparve una moltitudine immensa che nessuno poteva contare e di ogni nazione, razza, popolo e lingua... Chi sono costoro vestiti in bianche vesti? Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello... E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi. (Ap. cap. 7)
Chi si professa non credente, ma è attento e pensoso, riconosce che Gesù è l’uomo che è vissuto per gli altri e ha dato la sua vita per tutti e pertanto si pone l’interrogativo: perché? E stata una follia essere per gli altri? Questo amore incondizionato che tocca il fondo dell’umanità è solo una comunione d’amore con tutti i crocifissi della terra? Oppure apre all’uomo un “oltre” in cui cercare a tentoni il perché della vita, della sofferenza, dell’amore e della morte?
Grazie Gianquinto che con la tua arte ci hai posto il perché più essenziale per ogni uomo che viene nel mondo e che non riesce ad uccidere il principio della speranza che è in lui.
 
Padre Serafino Colangeli
Presidente del Museo d’Arte dello Splendore
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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