Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Ruggero Savinio - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista: Ruggero Savinio

Museo > Ruggero Savinio

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 
MAS - Museo d'Arte dello Splendore.

Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova () - Italy


Ruggero
SAVINIO
Al Mas, Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, dal 28 marzo al 30 maggio 1999, “Ruggero Savinio", opere da 1986 al 1998, a cura di Nicoletta Pallini Clemente.
Elenco opere esposte al Museo d’Arte dello Splendore-Giulianova, di Ruggero Savinio
Dipinti a olio su tela e su tavola
 
01. Ruggero Savinio - Fortuna, 1987. Olio su tela, 170x137 cm. Collezione privata, Monza.
Fa parte di una serie di quadri con figure antiche, panneggiate e atteggiate, spesso desunte, come anche in questo caso, dalla statuaria antica. L’autore ricorda le visite ai musei, a Roma, che accompagnavano il lavoro su questi quadri, ma vorrebbe allontanare un sospetto: quello di una propensione classicista assolutamente lontana dalle sue intenzioni. Quello che compare in questi dipinti è, semmai, forse un fantasma del mondo antico. La corrosione e la febbre sono moderne, ed esprimono l’ansia di uno sguardo di oggi sopra un mondo franato da secoli.
 
02. Ruggero Savinio - Rovine, 1986. Olio su tela, 150x125 cm. Collezione privata, Santhià.
E’ una delle versioni di un tema iniziato nel 1984, in coincidenza con un primo ritorno dell’autore a Roma durante qualche mese d’inverno, Il paesaggio rappresentato qui, come in alcuni quadri precedenti della stessa serie, è quello dell’esedra imperiale nello Stadio di Domiziano. La scelta delle rovine come tema di pittura vuole tener conto dell’ampio insieme di significati connessi alla rovina, da quello del ruit hora a quello della fragilità e incessante trasformazione della materia.
 
03. Ruggero Savinio - Rovine, 1990. Olio su tela, 120x100 cm. Collezione privata, Santhià.
 
04. Ruggero Savinio - Rovine, 1990. Olio su tela, 100x80cm. Collezione privata, Tronzano Vercellese.
Ancora un quadro d rovine. Il paesaggio è qui il Ninfeo della Domus Flavia, sul Palatino. Un personaggio astante, come i riguardanti della pittura antica e romantica, è una presenza frequente nei paesaggi dell’autore, che raramente sono vuoti di figure. Il grumo azzurro fra i muri e il suolo riproduce un colpo di luce sulla fotografia da cui il quadro è tratto. Il caso ha suggerito la caduta catastrofica di un lembo di cielo sulla terra, quasi ad aumentare il senso di rovina.
 
05. Ruggero Savinio - La Molla, 1990. Olio su tela, 160x139,5 cm. Collezione privata, Monza.
E’ il primo di due quadri molto simili dipinti nella casa di Cetona. La Molla è appunto il nome della casa. Significa: bagnata. All’autore, che viveva nella casa in un periodo di ansia e cambiamento, aveva fatto pensare allo strumento meccanico. Dietro la finestra aperta s’intravede il monte Cetona, che è un po’ il nume tutelare dei luoghi. La dedica a Vuillard vuole essere un omaggio a un pittore che ha saputo portare le immagini d’intimità domestica a un’altezza monumentale e a volte al vero e proprio dramma.
 
06. Ruggero Savinio - Autoritratto, 1989. Olio su tela, 40x30 cm. Collezione privata, Roma.
 
07. Ruggero Savinio - Ritratto di Annelisa, 1990. Olio su carta intelata,59x42cm. Collezione privata, Roma.
 
08. Ruggero Savinio - Ritratto di Titina, 1990. Olio su tela, 56x45 cm. Collezione privata, Roma.
 
09. Ruggero Savinio - Ritratto di Edoardo Cacciatore, 1990. Olio su tavola, 64x48 cm. Collezione privata, Roma.
 
10. Ruggero Savinio - La Molla di sera, 1992. Olio su tela, 150x95 cm. Galleria La Sanseverina, Parma.
 
11. Ruggero Savinio - Parco, 1992. Olio su velluto, 185x140 cm. Collezione De Santis-Marini, Milano.
Un paesaggio romano. Rappresenta un angolo del parco di Villa Carpegna, settecentesca. Per la sua recente paternità l’autore frequentava spesso i giardini della città dove era tornato a vivere. I parchi, e l’albero che è quasi un emblema di Roma, il pino, entreranno d’ora in avanti assai spesso nei suoi quadri.
 
12. Ruggero Savinio - Giardino, 1993. Olio su tavola, 120x85 cm. Per cortesia della Galleria Appiani Arte Trentadue, Milano.
Un quadro dettato dalla presenza del figlio. Rappresenta il bambino in un paesaggio di alberi fioriti, in una posa eloquente, da eròta o San Giovannino della pittura antica.
 
13. Ruggero Savinio - Giardino, 1993. Olio su tela, 120x85cm. Collezione privata, Roma.
Un altro quadro della stessa serie. L’interesse del pittore era appuntato, oltre che sul suo bambino, anche sulla apparizione frequente dei bambini nella pittura, dai dipinti pompeiani a Leonardo, fino a certi quadri di Previati che lo inquietavano nelle sue visite giovanili alla Galleria d’Arte Moderna, a Roma.
 
14. Ruggero Savinio - Albero, 1993. Olio su tela, 130x116cm. Collezione privata, Udine.
Un altro albero; stavolta un eucalipto, tipico del paesaggio maremmano dove fu piantato per prosciugare con la sua tenacia idrovora i luoghi paludosi. E’ un albero che l’autore aveva spesso sotto gli occhi per aver frequentato a lungo le coste della Maremma.
 
15. Ruggero Savinio - Primavera, 1995. Olio su tavola, 130x116cm. Collezione privata, Roma.
Anche qui lo sfondo paesistico rappresenta il lago di Burano chiuso dai cespugli della casa maremmana. Al centro un albero di ciliegie carico di frutti. La figura sulla sinistra, iniziata come ritratto della bambina Gemma, è diventata poi anche una figura in corsa, come qualche drammatica Ninfa o Furia antiche.
 
16. Ruggero Savinio - L Angelo custode, 1994. Olio su tavola, 49x35 cm. Collezione privata, Roma.
Un altro quadro che mette in scena il bambino. Lo spunto fu la visita all’interno di una chiesa, San Pietro in Montorio, al Gianicolo. Il rapporto del bambino con l’Angelo è un altro tema della devozione e della pittura antica cui l’autore ama talvolta ripensare.
 
17. Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Olio su tela, 120x100 cm. Collezione privata, Roma.
Il paesaggio alle spalle delle figure è un braccio di mare a Rodi, verso la costa turca. L’autore si è rappresentato sdraiato sul greto con i due bambini ai suoi piedi. La diurna luce invernale della fotografia, scattata il 1° gennaio del ‘95, è diventata una oscurità notturna con le accensioni cromatiche e le fosforescenze dei sassi e del mare.
 
18. Ruggero Savinio - Viaggio di nozze, 1995. Olio su tela, 130x116 cm. Collezione privata, Roma.
Il titolo è allusivo a una situazione privata, e anche a certi dipinti della pittura romantica. I personaggi, autobiografici, sono rappresentati su una spiaggia di Rodi, sotto un cielo notturno.
 
19. Ruggero Savinio - La conversazione di Burano, o la Tempesta, 1995. Olio su carta intelata, 150x130 cm. Collezione privata, Roma.
Ancora il tema della conversazione, ambientato questa volta davanti al piccolo lago di Burano, in Maremma, visto dalla casa che l’autore abitava con la famiglia durante l’estate. Il quadro porta memoria di certi idilli di un pittore molto amato dall’autore, Hans von Marées, oltre che del capolavoro di Giorgione alluso nel titolo.
 
20. Ruggero Savinio - Giardino, 1996. Olio su tela, 126x107 cm. Collezione privata, Roma.
 
21. Ruggero Savinio - La conversazione di Bitrano. o la Tempesta, 1996. Olio su tela, 60x50cm. Collezione privata, Roma.
 
22. Ruggero Savinio - Giardino, 1997. Olio su velluto, 120x100 cm. Collezione privata, Roma.
Si tratta della seconda versione di un quadro dipinto due anni prima. Il paesaggio è quello del Giardino del Lago, a Villa Borghese, a Roma, col laghetto e il tempio di Esculapio in fondo. L’uomo e il bambino sono allusivi a situazioni di autobiografia e anche a personaggi visti in questo luogo che l’autore frequentava spesso in quel periodo, e che ama molto. Gli accadde anche di scoprire che un pittore prediletto, il Piccio, aveva tracciato un rapido schizzo di questo stesso luogo in un suo viaggio da Milano a Roma, compiuto a piedi, come sempre viaggiava.
 
23. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 120x100 cm. Collezione privata, Roma.
Questo quadro fa parte di una serie iniziata l’anno precedente nella casa di Capalbio. La forma chiara sopra l’uscio è una testa di gesso dell’Ercole Farnese che l’autore si è trascinato dalla casa di Milano nelle sue varie abitazioni. L’interno con figure, in forza di un colore acceso, giallo arancio che riprende certe tonalità già praticate dall’autore alcuni decenni prima, vuole innalzare il sentimento d’intimità domestica a una certa sacralità da antica pittura.
 
24. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 120x100 cm. Collezione privata, Roma.
 
25. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 100x 85cm. Collezione privata, Roma.
 
26. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 152x130 cm. Collezione privata, Roma.
Un altro dipinto di Stanze. Qui l’interno vuole riferirsi alla casa di Cetona, dove la finestra protetta da una ringhiera di ferro battuto è aperta di notte sopra la pianura verso l’Umbria.
 
27. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su tela, 152x130 cm. Collezione privata, Roma.
 
28. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Olio su velluto, 90x63 cm. Collezione privata, Roma.
 
29. Ruggero Savinio - Istmo, 1997. 0lio su tela, 120x100 cm. Collezione privata, Roma.
 
30. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su carta intelata, 160x110 cm. Collezione privata, Roma.
Questo dipinto fa parte di una serie di quadri ai quali l’autore sta lavorando attualmente. Dopo lo spazio chiuso delle Stanze, di nuovo un’uscita all’aperto. Lo spazio è però, ancora una volta, scandito e limitato da una serie di piani d’acqua e rocce. L’apertura è data. quindi, come promessa, o invito.
 
31. Ruggero Savinio - Roma, 1998. Olio su tela, 100x80cm. Collezione privata, Roma.
 
32. Ruggero Savinio - Roma, 1997. Olio su tela, 146x110cm. Collezione privata, Roma.
 
33. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su tela, 130x82cm. Collezione privata, Roma.
 
34. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su velluto, 120x80cm. Collezione privata, Roma.
 
35. Ruggero Savinio - Spiaggia, 1998. Olio su tavola, 80x60cm. Collezione privata, Roma.
Il personaggio rappresentato qui, sorta di autoritratto, si muove su una spiaggia vuota, ricordo delle spiagge maremmane frequentate talvolta d’inverno. Il gesto che compie, privo di un vero significato, testimonia l’interesse del pittore per i gesti che la pittura rappresentava, e che, per una sorta di ammutolimento moderno, non rappresenta più tranne che in pochi artisti. Uno di questi è un altro pittore segreto, autore di una serie straordinaria di autoritratti sulla spiaggia, a volte in compagnia di un bambino: Christian Bérard. Anche a lui si è voluto rendere qui un omaggio.
 
36. Ruggero Savinio - Porta, 1998. Olio su tela, 30x24 cm. Collezione privata, Roma.
 
37. Ruggero Savinio - Porta, 1998. Olio su tela, 160x110 cm. Collezione privata, Roma.
Il tema della porta, trattato dapprima per accompagnare la raccolta poetica Chi varca questa porta di sua moglie Annelisa Alleva, è stato accostato dall’autore a certe immagini di false porte viste nelle tombe egiziane, e, soprattutto, ad alcuni quadri di Joseph Sima sul tema del passaggio, intitolati Orphée. A Sima, grande pittore segreto, l’autore ha voluto dedicare questo quadro.
 
38. Ruggero Savinio - Stanze, 1998. Olio su tela, 180x135 cm. Collezione privata, Roma.
 
39. Ruggero Savinio - Porta, 1998. Olio su tela, 179x150 cm. Collezione privata, Roma.
 
40. Ruggero Savinio - La conversazione dell’autunno, 1998. Olio su tela, 150x118 cm. Collezione privata, Roma.
 
41. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Olio su tela, 160x120 cm. Collezione privata, Roma.
 

Dipinti su carta
 
42. Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
 
43. Ruggero Savinio - Albero, 1993. Tecnica mista su carta intelata, 55x40cm. Collezione privata. Roma.
 
44. Ruggero Savinio - Albero, 1993. Tecnica mista su carta intelata, 55x39,5 cm. Collezione privata, Roma.
 
45. Ruggero Savinio - Viaggio di nozze, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
 
46. Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
 
47. Ruggero Savinio - Notturno, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
 
48. Ruggero Savinio - La conversazione dell’autunno, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
 
49. Ruggero Savinio - Alla sera, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42 cm. Collezione privata, Roma.
 
50. Ruggero Savinio - La conversazione di Burano, o la Tempesta, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 57x42cm. Collezione privata, Roma.
 
51. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Tecnica mista su carta intelata, 50x35 cm. Collezione privata, Roma.
 
52. Ruggero Savinio - Rodi, 1995. Tecnica mista su carta intelata, 50x35 cm. Collezione privata, Roma.
 
53. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata, 80x60cm. Collezione privata, Roma.
 
54. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata, 55x40cm. Collezione privata, Roma.
 
55. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Tecnica mista su carta intelata, 44x32cm. Collezione privata, Roma.
 
56. Ruggero Savinio - Giardino, 1996. Tecnica mista su carta intelata, 55x37cm. Collezione privata, Roma.
 
57. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Tecnica mista su carta intelata, 44x32cm. Collezione privata, Roma.
 
58. Ruggero Savinio - Istmo, 1998. Tecnica mista su carta intelata, 46x38 cm. Collezione privata. Roma.
 
59. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata, 60x49 cm. Collezione privata, Roma.
 
60. Ruggero Savinio - Stanze, 1997. Tecnica mista su carta intelata, 72x5O cm. Collezione privata, Roma.
 
61. Ruggero Savinio - Porta, 1998. Tecnica mista su carta intelata. 46x37 cm. Collezione privata, Roma.

Alcune opere di Ruggero SAVINO esposte al Museo d'Arte dello Splendore-Giulianova
Il Museo d'Arte dello Splendore, museo di arte contemporanea, occupa gran parte dell'ex Convento-Studentato di Giulianova (Te) - Italy, opportunamente restaurato, ed è stato inaugurato il 27 luglio 1997. 
Il Museo è composto da tre piani espositivi: 
Il piano terra è adibito alle mostre temporanee; dalla sua inaugurazione sono stati presentati importanti eventi espositivi come "Aligi Sassu e il Sacro" (27 luglio 1997), "Giorgio Morandi pittore ed incisore" (14 dicembre 1997), "Robert Carrol" (19 aprile 1998), "i Cascella, cinque generazioni di artisti abruzzesi" (4 luglio 1998) e "La Bibbia" di Marc Chagall (13 dicembre 1998). Oltre alle mostre temporanee si svolgono, in un ampio salone, conferenze e concerti. 
Il secondo piano, inaugurato il 14 dicembre 1997, ospita la prima parte della collezione permanente del Museo stesso; suddivisa in otto sale monografiche, comprende un vasto numero di opere di altrettanti artisti italiani e spagnoli, di rilevante importanza nella storia dell'arte del dopoguerra. I dipinti esposti sono di Aligi Sassu, Franco Francese, Giuseppe Banchieri, Armando De Stefano, Alberto Gianquinto, Gaston Orellana, Carlos Mensa e José Ortega. 
Con l'apertura del terzo piano,  il 4 ottobre 1998, è stata completata la collezione permanente con l'esposizione "Nel segno dell'immagine", cento opere di pittura e scultura di ottantacinque artisti italiani e stranieri, curata da Alfredo Paglione. Le opere esposte costituiscono, indubbiamente, una vasta panoramica dell'arte figurativa degli ultimi quarant'anni, in grado di documentare alcune delle tendenze più significative, attraverso diverse tecniche ed espressioni. Fra gli artisti presenti Ugo Attardi, Claudio Bonichi, Ennio Calabria, Arturo Carmassi, Mimmo Germanà, Giancarlo Ossola, Ruggero Savinio, Mario Schifano, Renzo Vespignani e, tra gli scultori, Floriano Bodini, Pietro Cascella, Lopez Garcia, Giuliano Vangi. Una collezione tutta da vedere, che ha arricchito notevolmente il patrimonio artistico e culturale della nostra cittadina.
 

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
 
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