Celestini e Cappuccini nel Santuario di Maria SS.ma dello Splendore di Giulianova (Te) - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Celestini e Cappuccini nel Santuario di Maria SS.ma dello Splendore di Giulianova (Te)

Santuario

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Anche al Santuario della Madonna dello Splendore il giorno 16 gennaio 2016 alle ore 16.00 avrà luogo L’APERTURA DELLA PORTA DELLA MISERICORDIA in occasione del Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco. Tale evento si svolgerà con il seguente itinerario: Alle ore 15.00 ci sarà il raduno dei fedeli presso l’inizio della Via Crucis che è localizzata nei pressi del Santuario. Subito dopo partirà la Via Crucis che terminerà intorno alle ore 16.00 sul piazzale del Santuario dove avrà inizio il rito di apertura della Porta della Misericordia. Occorre notare che, mentre i fedeli percorreranno la Via Crucis, le persone (es. disabili e anziani), che per vari motivi non potranno farla, si incontreranno sul piazzale del Santuario alle ore 15.30 per partecipare a un breve momento di preghiera (recita del santo Rosario) che terminerà alle ore 16.00, in concomitanza con l’arrivo dei fedeli che avranno percorso la Via Crucis, per poi procedere all’apertura della Porta. I due gruppi, coloro che hanno fatto la Via Crucis e quanti parteciperanno nel piazzale al momento di preghiera, saranno divisi da percorsi ben delineati grazie all’utilizzo di transenne e a un gruppo di volontari che saranno di supporto per l’organizzazione dell’iniziativa. Per tale motivo coloro che hanno svolto la Via Crucis entreranno per primi e, a seguire, una volta diminuito il flusso delle persone prossime all’ingresso, si aprirà l’accesso per consentire anche a coloro che sono sul piazzale di attraversare la Porta. A questo evento, oltre a un nutrito numero di fedeli, parteciperanno i parroci di Giulianova e i membri delle varie rappresentanze istituzionali.
Il Santuario di Maria Santissima dello Splendore di Giulianova (Te). Il Santuario di Maria Santissima dello Splendore (o "della Madonna dello Splendore") si trova a Giulianova Paese alla fine del Viale dello Splendore che, da quelle che erano le antiche mura settentrionali di Giulia Nuova, porta all’estrema periferia nord del paese. Nel luogo in cui esso sorge, la tradizione vuole, con molte analogie con il miracolo dell'apparizione della Madonna dell'Alno a Canzano nel 1480 e quello dell'apparizione della Madonna di Cartecchio nel 1512, che il 22 aprile 1557 la Madonna sia apparsa luminosissima su di un ulivo a Bertolino, umile contadino di Cologna intento a raccogliere legna in quei pressi, come si legge nella più antica cronaca risalente alla seconda metà del 1600, opera del padre priore don Pietro Capullo. Gli storici, a dire il vero, fanno risalire l'evento ai primi anni del 1500 per via di un riferimento all'evento nel testamento di Giosia Acquaviva datato 1523, ma in ogni caso in conseguenza di quell’apparizione lì fu fatta costruire una chiesetta, affidata poi ai Padri Celestini. Accanto alla chiesa questi costruirono un monastero che abitarono per lungo tempo ed oggi, tra pericoli di soppressione ed avvicendarsi di “potenti”, è giunta ai nostri giorni una splendida realtà di Fede. La struttura che oggi vediamo, retta dal 1847 dai Padri Cappuccini, è il frutto di numerose modifiche ed ampliamenti: tra gli interventi più recenti, nel 1857 fu innalzata la torre campanaria con la cuspide ad otto vele diritte; il 28 agosto 1927 fu posta la prima pietra dell’attuale convento; negli anni dal 1937 al 1959 venne ulteriormente ampliata la Chiesa e nel 1946 essa, quale dono votivo dei fedeli per il termine della Seconda Guerra Mondiale, venne dotata di un nuovo Altare maggiore. Tra il 1990 ed il 2000 sono stati restaurati i piani superiori del convento per ospitare un Museo d’arte ed ampi locali a pianterreno per ospitare una ricca biblioteca. Lungo la Via Bertolino, un tempo solo un sentiero di campagna, nel 1998 è stata collocata un’artistica Via Crucis con sculture in bronzo realizzate dall’artista Ubaldo Ferretti di Grottammare (Ap). L’interno della Chiesa di Maria Santissima dello Splendore è a croce latina ed è decorato con grandi pitture murali eseguite nel 1954 dall’artista giuliese Alfonso Tentarelli (1906-1992) su progetto di Padre Giovanni Lerario (1913-1973); vi è custodita una statua lignea della Madonna con il Bambino benedicente, di autore ignoto e risalente al XV secolo. Il 15 agosto 1914 con una solenne cerimonia sul capo della Madonna fu posta una corona in argento laminato d'oro e "tempestata di gemme" cesellata dalla famiglia Migliori di Giulianova. Intorno al 1950 la statua è stata inserita in una raggiera, simbolo della luce divina, posta sopra un tronco di albero per rievocare l’ulivo su cui apparve la prima volta. Vicino al tronco, dalle cui radici sgorga l’acqua benedetta, vi è la statua di Bertolino in adorazione. Notevole, nell’adiacente sacrestia, è la pala cinquecentesca raffigurante la Vergine con il Bambino in gloria e i santi Pietro, Paolo, Dorotea e Francesco, opera attribuita al Veronese (1528-1588). Pure nella sacrestia è il bel tabernacolo ligneo con inserti d’ebano realizzato tra il 1720 ed il 1723 e attribuito ai maestri “marangoni”, cioè gli ebanisti cappuccini, fra’ Serafino da Nembro, fra’ Michele della Petrella e fra’ Stefano da Chieti. Del pittore Giacomo Farelli (1629-1706) sono i quadri ad olio su tela presenti nel coro e rappresentanti l’Immacolata Concezione, l’Annunciazione dell’Angelo a Maria, la Natività di Gesù e l’Assunzione di Maria al cielo. Gli interventi di recupero e valorizzazione avviati a partire dal 1986, oltre ad aver interessato la facciata della chiesa hanno condotto alla realizzazione di un nuovo portico adornato di mosaici. L’acqua della polla sorgiva creatasi a seguito dell’apparizione miracolosa e situata sotto l’altare maggiore della chiesa di Maria Santissima dello Splendore, è stata opportunamente canalizzata e raccolta in apposite vasche nei giardini del convento, dove è stato realizzato un tempietto impreziosito da mosaici artistici e bassorilievi in marmo raffiguranti scene del Vecchio e del Nuovo Testamento; il piccolo belvedere è adornato delle statue bronzee di San Michele Arcangelo, nostro difensore dal Male, che schiaccia la testa di Satana, e di San Francesco, nostro richiamo alla natura, rappresentato con le braccia alzate per glorificare il Signore. L'ampliato piazzale di accoglienza è dominato da una grande statua, anch’essa in bronzo, del Cristo, sotto cui campeggia la scritta "Ego sum via veritas et vita".
 
Celestini e Cappuccini nel Santuario di Maria SS.ma dello Splendore di Giulianova (Te)
Per circa due secoli e mezzo il Santuario rimase affidato alla cura spirituale dei Monaci Celestini che abitavano il monastero attiguo. La soppressione “napoleonica” nel 1807 costrinse i monaci a lasciarlo: solo il priore Ignazio Tomassetti, ospite dell’arciprete Andrea Castorani, assicurò il servizio del Santuario fino alla propria morte, avvenuta nel 1824.
Dopo, nel 1847, su richiesta delle autorità civili e religiose, la Cappella-Santuario fu affidata ai frati cappuccini d’Abruzzo, i quali da allora ne hanno avuta sollecita cura. Tra l’altro costruirono subito - per il 3° centenario dell’apparizione - un bel campanile recentemente restaurato, e progressivamente ingrandirono e abbellirono l’ambiente sacro, perché per tutti potesse essere davvero luogo di esperienza materna/paterna di Dio, luogo di pace e di riconciliazione con Lui, con se stessi e con il prossimo.
 
L'eterno ritorno dell'uguale (più spesso detto soltanto eterno ritorno), è una teoria filosofica di Friedrich Nietzsche che si ritrova genericamente nelle concezioni del tempo ciclico, come quella stoica, per cui l'universo rinasce e rimuore in base a cicli temporali fissati e necessari, ripetendo eternamente un certo corso e rimanendo sempre se stesso. In senso più specifico l'eterno ritorno è uno dei capisaldi della filosofia di Nietzsche che tuttavia secondo Eugen Fink rappresenta « il pensiero più abissale della filosofia di Nietzsche, [una teoria che] sta in una singolare penombra. Apparentemente manca di una precisa rielaborazione e impronta concettuale; è più simile a una oscura profezia, alla rivelazione divinatoria di un segreto, che a una rigorosa esposizione filosofica». » La concezione dell'eterno ritorno viene proclamato per la prima volta da un demone nella La gaia scienza del 1882: « Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere! » Nietzsche ebbe l'intuizione di questa teoria durante un suo soggiorno in Engadina: « Nell’estate del 1881 Nietzsche, che all’epoca ha 37 anni, si trova a Silvaplana in Engadina, un luogo di montagna vicino a un bellissimo lago dove passeggia nel pomeriggio, mentre le sere scrive. Durante una passeggiata, Nietzsche ha questa immagine del tempo che lo spaventa e lo attrae, l’immagine dell’eterno ritorno: visto che il mondo è composto da un numero infinito di elementi e questi elementi non si creano e non si distruggono (poiché si parte dall’ipotesi che Dio non esista) e allora per forza di cose questi elementi dovranno riaggregarsi nella stessa maniera per un numero infinito di volte.»
Come raggiungere il Santuario di Maria SS.ma dello Splendore
In auto: uscita autostrada A14 - Casello: TERAMO-GIULIANOVA-MOSCIANO SANT'ANGELO, proseguire in direzione di Giulianova Alta, quindi seguire le indicazioni della segnaletica per il Santuario della Madonna dello Splendore. (Ampio parcheggio).
In treno:  dal parcheggio della stazione ferroviaria (Piazza Roma), servirsi del bus della linea "1", e scendere direttamente sul piazzale del Santuario della Madonna dello Splendore.
 
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