Al MAS - La biografia dell’artista: Giuliano VANGHI - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - La biografia dell’artista: Giuliano VANGHI

Museo > Giuliano Vangi

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Giulianova (Teramo) Giuliano Vangi – Un’artistica catarsi. Ci sono esperienze nella nostra quotidianità che ci segnano intimamente, ci lasciano qualcosa dentro, arricchendoci. Esperienze di ogni genere, che possono indurci in un’ideale Catarsi spirituale. Può essere un ricordo, un’emozione, una musica, un particolare avvenimento. E l’arte? Può regalare all’uomo contemporaneo un’ascesi spirituale? Ovviamente, ed è proprio ciò che si sperimenta inoltrandosi nella scoperta della mostra personale dello scultore Giuliano Vangi, allestita nei due padiglioni espositivi del Macro Testaccio, a Roma. Questo evento, curato da Gabriele Simongini, progettato dall’architetto Mario Botta, ha portato nelle architetture industriali del Museo le sculture figurative di Vangi, artista ottantatreenne, insignito in Giappone del Praemium Imperiale nel 2002 e poco conosciuto dal pubblico italiano. Le opere, disposte lungo i due padiglioni, seguono un percorso evoluzionistico del pensiero dell’artista stesso, al cui centro vi è l’uomo di oggi: un uomo universale; ci siamo noi, la nostra solitudine, la violenza, la rassegnazione e il bisogno di speranza. L’ingresso è classico, due sculture a latere, quasi fossero propilei di un tempio, ci invitano a procedere. Sono Ulisse e Persona, statue possenti, sgusciate e modellate da blocchi di granito che guidano il nostro sguardo su una scena truce, che si staglia, luminosa, vibrante, su un fondale argenteo: è una decapitazione. Così attuale, così realistica che ci scuote internamente, quasi potesse essere una premonizione, un monito, ed è il titolo stesso dell’opera a farci riflettere: “C’era una volta”. L’ atmosfera è plumbea, il colore dominante è il nero degli allestimenti e delle sculture che, se fruite a 360°, mostrano la loro seconda natura, una natura amorfa, fatta di gole profonde, orridi e cretti che ci fanno immaginare aspri paesaggi. Camminando, sperimentiamo le differenti sfaccettature della medesima natura umana: la violenza verso i propri simili, le lotte fratricide con Ares e Il Vincitore, ma anche la violenza verso gli animali simboleggiata da Uomo e Animale e Uomo e Caprone ed infine la violenza verso la società con la colossale opera intitolata “Veio”. C’è forse qualcosa di diverso dalla quotidianità che ognuno di noi vive? Forse sì, perché a differenza dei telegiornali, delle radio, dei new media qui, ogni gruppo statuario invita ed obbliga ad una pausa e non possiamo sfuggirgli. Non possiamo che riflettere e parlare di temi profondi che segnano la natura umana a cui oggi siamo fin troppo “abituati”. Il punto di unione tra i due padiglioni è una scultura corale in bronzo: Katrina, una moderna Zattera della Medusa di Géricault, che vuole rappresentare il clìmax del rapporto uomo|natura quello in cui la natura si ribella e vince, inesorabilmente, sull’uomo seminando distruzione. Il sentimento che si respira in questo padiglione è diverso, lo percepiamo immediatamente dal mutamento cromatico, lo spazio è costruito con pannelli espositivi blu klein, i temi che plasmano le sculture sono mutati così come lo sono i materiali. È il padiglione dei metalli e del legno. Le statue non sono altro che momenti della nostra contemporaneità. Ecco quindi Ragazzo in piedi, un uomo che digrigna i denti e stringe i pugni, arrabbiato con il mondo stesso in cui vive, per la mancanza di sicurezza, di prospettive. A fianco, Duemilaundici un Indignado Madrileño fissato nella materia durante uno slancio sovversivo che ci fa pensare alla possanza di Zeus o di Poseidone di Campo Artemisio. Successivamente una foresta di uomini soli, la solitudine è l’elemento conduttore nella poetica di Vangi, che ci danno le spalle mentre con il loro sguardo contemplano un paesaggio lontano che altro non è che un desiderio, un anelito, un soffio di speranza. Speranza che finalmente si concretizza nell’unica scultura femminile della mostra: Ragazza con i capelli biondi. Una visione angelica che si erge con la sua gracilità, sullo sfondo oro, bionda, vestita di bianco, incarnazione di una possibilità, di positività che permette al visitatore di prendere fiato e di riflettere sulla necessità di amore e speranza che oggi ci accomuna. Forse solo uno scultore che non possiamo definire “contemporaneo”, nel senso stretto del termine, poteva regalarci un lieto fine, forse proprio la sua lunga esperienza del mondo lo distoglie dal dilagante pessimismo che avvolge i più giovani, artisti e non. O forse, rimettendoci alle parole di Arturo Martini: “L’arte non è interpretazione, ma trasformazione”, ed è proprio di questa trasformazione che sentiamo il bisogno.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Giuliano VANGHI
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La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta le opere dell'artista Giuliano VANGHI.

La mostra si è conclusa con grande successo.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS l'artista Giuliano VANGHI
  •    La biografia di Giuliano VANGHI

Giuliano Vangi (Barberino di Mugello13 marzo 1931) è un pittore e scultore italiano.
 
LA BIOGRAFIA DI GIULIANO VANGI
Ha studiato all'Istituto d'Arte e all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1950 al 1959 insegnò presso l'Istituto d'Arte di Pesaro. Nel 1959 si trasferì in Brasile dove si dedicò a studi astratti, lavorando cristalli e metalli quali ferro e acciaio.
Nel 1962 ritornò in Italia e si stabilì prima a Varese e poi a Pesaro. Fece parte dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, dell'Accademia di San Luca e dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon di Roma. Ha esposto in molte sedi prestigiose in Italia e all'estero, tra cui ricordiamo la prima importante esposizione Italiana a Palazzo Strozzi nel 1967. Negli anni successivi si susseguirono numerose mostre in tutto il mondo.
Giuliano Vangi ha realizzato numerosi monumenti collocati in contesti prestigiosi, come la statua di San Giovanni Battistaa Firenze, La lupa in Piazza Postierla a Siena, Il Crocifisso ed il nuovo Presbiterio per la Cattedrale di Padova, il nuovo altare e ambone del Duomo di Pisa, Varcare la Soglia, la grande scultura il marmo al nuovo ingresso dei Musei Vaticani, una scultura in legno policromo per la Sala Italia di Palazzo Madama a Roma, Donna in movimento per una piazza in centro a Pontedera (PI), un ambone in pietra garganica sul tema di Maria di Magdala per la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo (FG) dedicata a Padre Pio e realizzata in collaborazione con l'architetto Renzo Piano, la Cappella la nuova cappella del cimitero comunale di Azzano (LU), creata assieme all'architetto Mario Botta, con il quale ha collaborato anche per il Santuario del Beato Giovanni XXIII a Seriate (BG).
 
GIULIANO VANGI , MAESTRO DEL PALIO DI ASTI
Giuliano Vangi ha realizzato nel 1994 i due sendalli per la festa del santo Patrono san Secondo ad Asti. Uno dei due, come tradizione è stato offerto il primo martedì di maggio al patrono ed è conservato nella collegiata di San Secondo. Il secondo è stato consegnato al vincitore della corsa del Palio di Asti la terza domenica di settembre. Quell'edizione fu vinta dal comune di Moncalvo.
 
GIULIANO VANGI NEI MUSEI
  • Museo d'arte “Costantino Barbella” sez. d'arte moderna di Chieti
  • La Permanente, Milano


Biografia di Giuliano Vangi. Giuliano Vangi (Barberino di Mugello 1931) studia all'Istituto d'arte di Porta Romana e alla Scuola libera del nudo all'Accademia di Firenze. Dal 1950 insegna a Pesaro dove realizza ritratti in terracotta policroma prima di accedere a figure femminili di grandi dimensioni, in vari materiali, dalle caratteristiche statuarie e ieratiche, che tengono conto della lezione mariniana. Tra 1955 e 1967 esegue un bassorilievo in travertino per il palazzo della Dogana ad Ancona. Dal 1959 al 1962 risiede in Brasile esponendo a San Paulo ed entrando in contato con artisti latinoamericani. Abbandonata la figura, compie una ricerca sugli elementi strutturali puri e sull'interazione tra strutture e ambiente in opere presentate al Museo di San Paulo nel 1960, alla Biennale nella stessa città nel 1961 e successivamente in centri statunitensi. Rientrato in Italia nel 1962, insegna a Varese proseguendo in un lavoro di ricognizioni tra forma e spazio circostante e ritrovando una figura problematica, dalle molteplici afferenze. Le sue nuove sculture lignee moltiplicano le possibilità d'angolo di lettura e imprigionano forti energie. Vi si trovano accostati materiali diversi. Il rapporto con lo spazio, sovente claustrofobico, è mediato da particolari tecnici. Vangi allestisce un'antologica alla Strozzina di Firenze nel 1967 con presentazione di C.L.Ragghianti e partecipa al premio del Fiorino, alla Biennale di Carrara e alla Biennale del Bronzetto. Espone a Londra nel 1969 alla mostra A season of italian art alla Grosvenor Gallery e nel 1971, in personale, alla Bedford House Gallery; nelle maggiori città tedesche tra 1969 e 1971. Vince il Premio del Fiorino nel 1971 e il Suzzara nel 1973. Espone alla Quadriennale di Roma nel 1972, a Docunenta 6 a Kassel, alla Triennale europea della scultura a Parigi. Insegna all'Istituto d'arte di Pesaro. Nuove personali in gallerie private di varie città tedesche alla metà degli anni '80. Disegni a Modena nel 1988; mostre alla Fondazione Ragghianti di Lucca e alla Nuova Promotrice di Torino nel 1989; alla chiesa di Sant'Agostino in Bergamo nel 1991. Una vasta rassegna, nel contesto delle Celebrazioni galileiane - Arte e scienza, è dedicata all'artista a Castel Sant'Elmo di Napoli nel 1991. Vangi giunge all'opera attraverso un'ampia fase progettuale disegnativa. Impiega fusioni di diversi metalli nella stessa statua, con un perfetto controllo della modulazione cromatica delle superfici come nell'Uomo seduto del 1974; bronzo ne “Le Pianacce”, marmo bianco di Carrara nel bassorilievo della Donna sulla spiaggia del 1978; marmi diversi e pietre preziose in Elena del 1980; in travertino la Figura nel paesaggio del 1989. Affronta nelle sue figure il costume moderno. La Donna seduta, la Donna con le mani avanti, La pietra nera sono capolavori del 1990. A Vangi sono stati assegnati il premio Presidente della Repubblica all'Accademia di San Luca in Roma nel 1983; il Premio Bargellini a Firenze nel 1990. È Accademico dell'Accademia del disegno di Firenze, dell'Accademia di San Luca e dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon di Roma. La sua bibliografia principia negli anni '60 con la critica brasiliana e comprende, oltre ai citati, i nomi di Russoli, Bussmann, Krimmel, De Micheli, Santini, Gralnick, Tassi, Sager, Sgarbi, Testori, Steingräber, Carli, Calvesi. Bibliografia: M.Calvesi, N.Spinosa, A.Zichichi, Vangi a Castel Sant'Elmo, Roma 1991. In mostra alcune tra le più importanti opere realizzate dall’artista negli ultimi anni: le sculture monumentali dedicate all’antichità in pietra etrusca e granito come Etruria (2009) e Ulisse (2010), i bronzi dedicati all’uomo contemporaneo che esaltano il movimento e il contesto in cui è inserita la figura, legni policromi, terrecotte e disegni. L’esposizione e’ stata realizzata dall’assessorato alla cultura del comune di Forte dei Marmi con la consulenza di Enrico Mattei, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Toscana e della Provincia di Lucca. Il catalogo è edito da Bandecchi e Vivaldi con testo critico di Philippe Daverio che sarà presente all’inaugurazione sabato 2 luglio alle 18.30. Giuliano Vangi, scultore figurativo di fama internazionale, a cui nel 2002 è stato dedicato un museo in Giappone a Mishima, è nato a Barberino di Mugello nel 1931. Si è formato all’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dopo aver insegnato presso l’Istituto d’Arte di Pesaro, nel 1959 si trasferì in Brasile. Nel 1962 ritornò in Italia dove cominciò ad esporre le proprie opere e aderì ad importanti istituzioni culturali come l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e l’Accademia di San Luca e l’Accademia dei Virtuosi al Pantheon di Roma. Nel 1967 fu protagonista a Firenze, a Palazzo Strozzi, di una importante mostra curata da Carlo Ludovico Ragghianti. Da allora sono seguite molte esposizioni in sedi prestigiose anche all’estero. Ha realizzato numerosi monumenti collocati in contesti prestigiosi tra i quali: la statua di San Giovanni Battista a Firenze, La lupa in Piazza Postierla a Siena, Il Crocifisso ed il nuovo Presbiterio per la Cattedrale di Padova, il nuovo altare e ambone del Duomo di Pisa, opere nel santuario dedicato a Padre Pio a San Giovanni Rotondo e Varcare la Soglia, la grande scultura il marmo al nuovo ingresso dei Musei Vaticani.  Nelle sue opere è centrale la figura umana ritratta con forti connotazioni esistenziali ed espressionistiche e spesso ricorre il tema della lotta dell’uomo contemporaneo contro le avversità. Vangi scolpisce materiali diversi – il marmo bianco statuario di Carrara, i graniti, l’acciaio, il bronzo, il legno e l’avorio – realizzando anche sculture policrome.

Giuliano Vangi
Giuliano Vangi nasce nel 1931 a Barberino di Mugello a Firenze. Studia all'Istituto d'Arte, allievo di Bruno Innocenti, e in seguito all'Accademia di Belle Arti. Dal 1950 al 1959 insegna presso l'Istituto d'Arte di Pesaro. Tra il 1959 e il 1962 si trasferisce in brasile dove si dedica a studi astratti, lavorando cristalli e metalli quali ferro e acciaio. Le sue opere iniziano ad attirare l'attenzione pubblica: vince il Primo Premio al Salone di Curitiba, espone al Museo di San Paolo e partecipa ad una mostra itinerante negli Stati Uniti.

                
                  Giuliano Vanghi, Jaco                Giuliano Vanghi, Ragazza con cappotto

Nel 1962 ritorna in Italia e si stabilisce a Varese; insegna per alcuni anni all'Istituto d'Arte di Cantù. Dopo il suo rientro in Italia recupera la figurazione, ricorrendo a quelle doti plastiche dalla straordinaria forza espressiva che esprime lo spirito del tempo. Dal 1978 risiede a Pesaro. Fa parte dell'Accademia del Disegno di Firenze, dell'Accademia di San Luca e dell'Accademia dei Virtuosi al Pantheon di Roma. Ha esposto in molte sedi prestigiose in Italia e all'estero, tra cui ricordiamo la prima importante esposizione Italiana a Palazzo Strozzi nel 1967. Negli anni successivi si susseguono numerose mostre in Europa a Monaco, Vienna, Stoccarda, Asburgo, Francoforte, Londra. Nel 1981 inaugura la sua prima personale a New York presso la Sindin Gallery, e nel 1988 invece porta le sue opere in Oriente per la prima mostra a Tokyo presso la Gallery Universe. In Italia sono state allestite sue personali a Milano, Firenze, Bologna, Parma, Trieste, Grosseto, Roma, Carrara, Lucca, Ancona, Bergamo, Brescia.

           
                   Giuliano Vanghi, Elena                       Giuliano Vanghi, Clelia

È stato presente ripetutamente alle più prestigiose rassegne d'arte, dalla Biennale di Venezia, a Documentata di Kassel, dal FIAC di Parigi ad Art di Basilea, dalla Biennale di San Paolo alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Scultura di Carrara. Ha inoltre partecipato a numerose collettive sia in Italia che all'estero. Tra le sue mostre personali più recenti, memorabili rimangono le mostra di Napoli del 1991 a Castel Sant'Elmo e la grande antologia del 1995 a Firenze, al Forte del Belvedere. Nel 2000 l'artista ha esposto agli Uffizi alla mostra "Studi per un crocifisso e opere scelte 1988-2000"; nel 2001 l'Ermitage di San Pietroburgo gli dedica un esposizione personale e nello stesso anno si inaugura una grande mostra al Museo di Hakone in Giappone.
Vince nel1983 il premio del Presidente della Repubblica dell'Accademia di San Luca e nel 1994 è nominato Professore Onorario presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara; nel 2002 gli viene assegnato il Praemium Imperiale per la scultura. Lo stesso anno, nell'ambito della manifestazione "Italia in Giappone 2001", voluta da Umberto Agnelli e dal Ministero degli Affari Esteri, lo stretto legame tra l'artista e il Giappone è definitivamente sancito dall'inaugurazione a Mishima e di un Museo a lui dedicato, che si sviluppa su una superficie di 30000 mq. (2000 coperti, il resto a parco), che contengono oltre 60 sculture e altre 40 opere, tra modelli in gesso policromato, disegni, opere di grafica oltre ad un grande mosaico di 20 m. posto all'ingresso; nell'area verde presenta tra le altre 3 sculture monumentali: La scala del cielo, Stratificazione e L'uomo nel canneto, Progettato dall'architetto Munemoto, è la prima volta che un intero museo giapponese viene dedicato a un artista straniero vivente.
Giuliano Vangi ha realizzato numerosi monumenti collocati in contesti prestigiosi, come la statua di San Giovanni Battista a Firenze, La lupa in Piazza Postierla a Siena, Il Crocifisso ed il nuovo Presbiterio per la Cattedrale di Padova, il nuovo altare e ambone del Duomo di Pisa, Varcare la Soglia, la grande scultura il marmo al nuovo ingresso dei Musei Vaticani, una scultura un legno policromo per la Sala Garibaldi del Senato, un ambone in pietra garganica sul tema di Maria di Magdala per la Chiesa di San Giovanni Rotondo dedicata a Padre Pio, inaugurata il primo luglio 2004, e realizzata in collaborazione con l'architetto Ronzo Piano, la Cappella la nuova cappella del cimitero comunale di Azzano (Lucca) inaugurata nell'ottobre del 2002 creata assieme all'architetto Mario Botta, con il quale ha collaborato anche per Il Santuario Beato Giovanni XXIII a Seriate (Bergamo) inaugurato nel maggio 2004. Nel 2004 espone prima a Milano alla Rotonda Besana poi a Pietrasanta.
Giorgio Segato

Giuliano Vangi e’ nato a Barberino di Mugello (Firenze) nel 1931 e fin da ragazzo rivela, con disegni pregni di sapienza tecnica e formale, ciò che sarà il suo futuro d’artista. A Firenze si diploma all’Istituto d’arte e frequenta l’accademia e la scuola del Nudo. Insegna alcuni anni all’Istituto d’arte di Pesaro, poi si trasferisce, dal 1959 al 1962, a Sao Paulo in Brasile. Durante il soggiorno brasiliano si dedica alla ricerca astratta, lavorando cristallo e metalli quali il ferro e l’acciaio, con risultati eccellenti, che lo pongono all’attenzione generale: ottiene infatti il 1 Premio al Salone di Curitiba, espone poi in alcune gallerie d’arte di Sao Paulo e Rio de Janeiro, nel Museu de arte di Sao Paulo, partecipa alla VI Bienal de Sau Paulo nel 1961 e ad una mostra itinerante collettiva in alcuni Musei degli Stati Uniti. Rientrato in Italia recupera la figurazione, ricorrendo a quelle doti plastiche dalla straordinaria forza espressiva con accenti drammatici e di grande verità esistenziale; esprime cioè lo spirito del tempo, l’aria grave della guerra fredda, i nuovi fermenti della contestazione sessantottina. Contemporaneamente insegna all’Istituto d’arte di Cantù, insegnamento che lascerà dopo alcuni anni. Tutta l’opera di Vangi ha come fulcro l’uomo: con le sue sofferenze, i dolori, i dubbi, le certezze, le speranze; poiché per Vangi l’arte e’ essenzialmente affermazione dell’esistenza. Egli concepisce le sue sculture in diversi materiali, realizzandole, secondo la specifica esigenza, in legno, in marmo, pietre varie con incastri sorprendenti, in avorio, e nei metalli più disparati. Dopo la prima mostra personale in Italia, a Palazzo Strozzi a Firenze nel 1967, organizzata dal Professor Carlo Ludovico Ragghianti, inizia per Vangi una proficua stagione di mostre in Italia e all’estero, fra cui le personali alla Galleria Il Milione di Milano, Toninelli di Roma, alla Permanente a Milano, oltre ad altre a Stoccarda, Monaco, Francoforte, Amburgo, Londra, ecc. Nel 1981 espone alla Sindin Gallery a New York e poi alla Gallerie Universe a Tokyo. Nel 1989/90 c’è una magnifica antologica alla società Promotrice delle Belle Arti di Torino, ritenuta da Roberto Tassi “la più bella mai vista negli ultimi trent’anni” (La Repubblica del 17gennaio 1990). L’anno successivo le opere di Vangi- un ciclo di bronzi, marmi e legni policromi per la maggior parte inediti – sono accolti negli spettacolari spazi di Castel Sant’Elmo a Napoli. Altro fondamentale omaggio gli è tributato nel 1995 con l’imponente esposizione al Forte di Belvedere a Firenze, da dove le sculture campeggiano sul panorama fiorentino. Nello stesso anno partecipa alla Biennale di Venezia con una sala personale. Nel 2001 vi sono personali all’Ermitage di Sanpietroburgo e all’Open-air Museum di Akone in Giappone. Nel 2002 la personale alla Galleria Park Ryu Sook a Seoul in Corea. Nel 2002 viene inaugurato in Giappone, nella città di Mishima, ai piedi del monte Fuji, il Museo Vangi, un edificio di circa 2.000 mq che sorge in un parco di 30.000 mq: le opere, circa un centinaio, fra sculture e disegni, sono collocate in parte nel grande parco e in parte nel magnifico edificio. Le più recenti esposizioni personali sono: nel 2004 alla Rotonda della Besana a Milano, dove è presentata anche, fra le altre, “Il Grande Racconto”, una opera in marmo ora stabilmente collocata nell’Open-air Museum di Akone in Giappone; nel 2007 in occasione della “Primavera Italiana in Giappone”, all’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo; nel2008, alla Galleria Nove di Berlino; nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia e al Festival di Spoleto ad una mostra nel Palazzo Racani Arroni. Sempre nel 2011 vi è una grande mostra nel Palazzo Pretorio di Barberino di Mugello. Ancora nel 2011 presso il centro espositivo Materima, Casalbeltrame, si inaugura la mostra “DiVino dall’antichità’ ad oggi – Marino Marini, Giuliano Vangi e gli Etruschi”, dove viene esposto il grande gruppo scultoreo “Contemplazione” in pietra di Apricena, ora stabilmente collocato in una collezione privata a Seoul, Corea. Infine, nel 2012, le mostre alla Farsettiarte di Cortina d’Ampezzo e alla Galleria Farsetti di Firenze. Molte opere sono state commissionate a Vangi da enti pubblici statali e religiosi: nel 1996 la Lupa per la piazza Postierla di Siena, il San Giovanni Battista per il Lungarno di Firenze; ne 1997 il presbiterio, l’altare, l’ambone, la cattedra vescovile e il grande crocifisso per il Duomo di Padova, nel 1998 la gigantesca scultura “Donna con albero” per la nuova sede della Banca d’Italia a Vermicino; nel 1999 la scultura “Varcare la soglia” per il nuovo ingresso dei Musei Vaticani; nel 2000 il “San Tommaso d’Aquino” per la città di Roccasecca; nel 2001 l’ambone, l’altare per il Duomo di Pisa; nel 2002 la “Ragazza in piedi” per il Comune di Pontedera; sempre nel 2002 esegue la scultura “Giobbe” per la cappella progettata dall’ arch. Mario Botta ad Azzano; nel 2004 l’abside nella chiesa di Giovanni XXIII a Seriate progettata dall’arch. Mario Botta; ancora nel 2004 l’ambone per la chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo progettata dall’ arch. Renzo Piano; nel 2005 esegue una lunga serie di sculture collocate nel parco del Golf Club nei pressi di Seul in Corea. Nel 2008 presenta nel Giardino dei Nobili a Materima, Casalbeltrame, due grandi sculture in pietra di Apricena (Percorso e Agorà) destinate a due collezioni private in Corea. Mentre nel 2009 la Fuji Television di Tokyo inaugure nella propria sede la grande scultura di granito “Florentia”, sempre nel 2009 nel Museo Vangi a Mishima viene inaugurato il gruppo scultore o in pietra di Apricena “Primavera”. Nel 2012 c’è la consacrazione dell’altare, l’ambone, e la cattedra vescovile nel Duomo di Arezzo, che sarà visitato poco dopo dal Papa Benedetto XVI.
Giuliano Vangi nasce nel 1931 a Barberino di Mugello a Firenze. Studia all’Istituto d’Arte e in seguito all’Accademia di Belle Arti. Dal 1950 al 1959 insegna presso l’Istituto d’Arte di Pesaro. Tra il 1959 e il 1962 si trasferisce in Brasile dove si dedica a studi astratti, lavorando cristalli e metalli quali ferro e acciaio, da questo momento le sue opere iniziano ad attirare l’attenzione pubblica. In Italia ha realizzato numerosi monumenti collocati in contesti prestigiosi come la statua di San Giovanni Battista a Firenze, La lupa in Piazza Postierla a Siena, Il Crocifisso ed il nuovo Presbiterio per la Cattedrale di Padova e molti altri. Vangi è un artista contemporaneo soprattutto perché riesce ad interpretare i nostri tempi egregiamente. Oggi la nostra civiltà è pienamente vittima del consumo, dell’effimero, con modelli di vita, di comportamento che si “sforzano” di essere più sostenibili, ciò porta l’uomo contemporaneo a sentire la sua esistenza sempre più precaria, turbata e a vedere il presente e il futuro sempre più incerti. Vangi è cosciente di questo sentimento diffuso e quasi naturalmente allarmato di questa situazione, la traspone direttamente nell’evento plastico, nell’evento scultoreo. L’uomo contemporaneo è il soggetto privilegiato delle sculture di Giuliano Vangi: l’uomo del nostro tempo considerato nel rapporto con la condizione esistenziale, con lo spazio vivibile, di relazione, ma ancora di più con lo spazio interno e psichico. La scultura di Vangi avverte e comunica la minaccia di riduzione dello spazio di vita e il contrarsi dello spazio psicologico con straordinaria immediatezza, e non soltanto nelle sue inflessioni più stravolte e più dolenti, ma in una davvero sorprendente varietà di situazioni, di punti di vista. La materia è la materia del corpo e varia a seconda dell’energia che Vangi intende esprimere, concentrare, implodere, racchiudere o liberare, proiettare: legni policromi, marmi e pietre in composizioni variegate, bronzi, luminose fusioni in nichel, avori, con una sensibilità per il che il materiale interviene a facilitare. Proprio per l’imponenza dei soggetti la cornice espositiva del magnifico loggiato della Pescheria e la chiesa del Suffragio con la sua originale pianta ottagonale ben si adatta all’imponenza delle sue opere. Anche la Galleria Ca’ Pesaro 2.0 ospiterà sculture e disegni. Il doppio evento – che prevede anche un catalogo – rappresenta la tappa conclusiva di un’indagine più ampia su Vangi che celebra un rapporto ormai consolidato: quello tra il maestro della scultura nato a Barberino del Mugello e Pesaro, ormai sua città d’adozione. Il ‘percorso’ dedicato allo scultore comprende anche la ‘Scultura della Memoria’ in piazza Mosca – nel cuore del centro storico -, un’opera monumentale e suggestiva in cui trovano forma l’arte, la musica, il teatro e la poesia, simboli culturali delle Marche ma anche valori essenziali per l’artista. Il progetto ‘Vangi per Pesaro’ è promosso dal Comune ed è realizzato col sostegno di Giancarlo Selci, fondatore di Biesse Group, realtà industriale d’eccellenza che condivide con l’amministrazione la volontà di promuovere cultura e bellezza per la comunità. La mostra in Pescheria è un’esposizione ‘forte’ – così la definisce l’artista -, perché la scultura di Vangi è violenta e drammatica, così come violenta e drammatica è l’esistenza dell’uomo contemporaneo; si tratta di un lavoro incentrato sulla figura umana. La ‘chiave’ è ancora una volta l’individuo, con le sue paure, angosce e speranze in un mondo segnato allo stesso tempo da instabilità e violenza ma anche bellezza e poesia. Vangi non può fare a meno di dare forma a tutto ciò, e lo fa anche attraverso l’uso davvero sapiente della materia. I materiali scelti ogni volta aiutano a rappresentare un’idea, idea che dovrebbe essere compresa e interpretata da tutti, non solo gli addetti ai lavori. Una scultura capace di parlare ad un pubblico ampio, in grado di non lasciare indifferenti le persone: questo vuole l’artista. E così la presenza dei disegni in mostra – grandi e piccoli, policromi e in bianco e nero – consente di rendere visibile agli occhi e alla mente dei visitatori il lungo percorso preparatorio che ha condotto all’esito finale. ‘Quando penso una scultura’, – spiega Vangi ‘comincio a disegnare per fermare l’intuizione, poi arrivano i bozzetti in terracotta per simulare tutte le dimensioni e di nuovo i disegni. Alla fine, tutto viene lasciato ‘decantare’, a volte anche per anni; il tempo serve a capire se un’idea funziona, la scultura richiede tempo’. E ancora a proposito di Vangi e Pesaro, artista e città hanno in comune un legame molto forte con il Giappone. A Mishima, dal 2002 sorge il Museo Vangi, la prima struttura espositiva permanente che il paese del Sol Levante ha intitolato ad un artista occidentale. La superficie è di oltre 30.000 mq di cui solo 2.000 coperti: nel parco in collina vivono alcune tra le maggiori installazioni dello scultore. Mishima fa parte della stessa prefettura (Shizuoka) di Kakegawa, città gemellata con Pesaro dal 2016 in virtù di un sodalizio avviato nel segno di Gioachino Rossini, genio della musica di tutti i tempi di cui nel 2018 ricorrono i 150 anni della morte.
Giuliano Vangi. Giuliano Vangi, probabilmente il più importante tra gli scultori italiani in attività, è toscano; nasce a Barberino del Mugello, nel 1931, dopo aver frequentato l’Accademia a Firenze, ed aver insegnato per qualche anno, si trasferisce in Brasile, dove riceve, come artista astratto, i primi riconoscimenti ufficiali. Nel ’62 ritorna in Italia e recupera la figurazione nel suo lavoro, realizzando opere dalla straordinaria carica espressiva tanto che, nel 1967 tiene a Palazzo Strozzi a Firenze, la prima grande mostra personale. Negli anni successivi è presente ripetutamente alle più prestigiose rassegne d’arte, dalla Biennale di Venezia, a Documentata di Kassel, dal FIAC di Parigi ad Art di Basilea, dalla Biennale di San Paolo alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Scultura di Carrara. Nel 2001 l’Ermitage di San Pietroburgo gli dedica un’esposizione personale e nello stesso anno si inaugura una grande mostra al Museo di Hakone in Giappone. Nel 2002 gli viene assegnato il Praemium Imperiale per la scultura. Lo stesso anno, nell’ambito della manifestazione “Italia in Giappone 2001”, lo stretto legame tra l’artista e il Giappone è definitivamente sancito dall’inaugurazione a Mishima e di un Museo a lui dedicato, che si sviluppa su una superficie di 30000 mq, che contiene oltre 60 sculture ed altre 40 opere. Un evento questo dal carattere straordinario, visto che è la prima volta che un intero museo giapponese viene dedicato ad un artista straniero vivente. Giuliano Vangi ha realizzato numerosi importanti monumenti,  come la statua di San Giovanni Battista a Firenze, La lupa in Piazza Postierla a Siena, Il Crocifisso ed il nuovo Presbiterio per la Cattedrale di Padova, il nuovo altare e ambone del Duomo di Pisa, Varcare la Soglia, la grande scultura il marmo al nuovo ingresso dei Musei Vaticani, una scultura in legno policromo per la Sala Garibaldi del Senato, un ambone in pietra garganica sul tema di Maria di Magdala per la Chiesa di San Giovanni Rotondo dedicata a Padre Pio, realizzata in collaborazione con l’architetto Renzo Piano. Da molti anni la Fonderia Mariani, fonde le opere del Maestro, quali ad esempio quella facente parte della grande installazione “Veio” e “Stazzema”, dedicata alle vittime dell’ecidio Nazista di Sant’Anna, del 12 agosto 1944.
 

Gli ingredienti sono quelli classici dell’  più bello: spiagge tranquille, immensa e pulita sabbia, dolci colline immerse in verde ecologico  che offrono una panoramica su un mare dai mille colori. Su una di queste colline e sul suo declivio è situata Giulianova Paese con la sua allegria, con i suoi musei,  monumenti, pinacoteche, chiese e santuari, il suo verde e il suo .  
Giulianova
 Spiaggia nota, come "spiaggia d'oro del medio Adriatico", oltre a sottolineare ciò che della Città è giustamente noto, permette al turista e al residente, di scoprire molte prospettive ancora poco conosciute.

 una terra tutta da scoprire e... tutta da gustare....
 
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