Al MAS - La biografia dell’artista: Floriano BODINI - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - La biografia dell’artista: Floriano BODINI

Museo > Floriano Bodini

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MAS di Giulianova. Il Museo Enrico Butti in collaborazione con il Museo Floriano Bodini di Gemonio, ospita nell’autunno, il progetto ed i bozzetti dei bronzi del maestro utilizzati per la “Via Sacra di Viggiù”. Nel decennale dalla scomparsa di S.E. Monsignor Gianni Danzi ho voluto ospitare al Museo Butti di Viggiù una serie di elaborati grafici e a bassorilievo di un’opera che sembra passi inosservata agli occhi di un pubblico a volte distratto. Dal 28 ottobre al 10 dicembre 2017, data importante poiché sarà la II^ domenica d’Avvento e la giornata che ricorda la Beata Vergine di Loreto dove Monsignore è stato Arcivescovo, è possibile visitare una mostra inerente in primis la realizzazione di 21 medaglie (presenti alla mostra) volute da Giovanni Paolo II° nel XXV° anno del suo pontificato (1978-2003) quando proclamò Anno del Rosario “Rosarium Virginis Mariae” il periodo che va dalla fine del 2002 a quella del 2003; in secondo luogo l’esposizione mostrerà la volontà di Monsignor Danzi di collocare 21 bassorilievi in bronzo di 26 cm. di diametro fusi e offerti da S.E. a Viggiù. Sei stazioni accompagnano infatti dal 2008 la via sacra del Rosario che sale al colle Sant’Elia; esse sono state realizzate con monoliti/steli di Pietra di Saltrio dove sono incastonati i bronzi dello scultore Floriano Bodini rappresentanti i Misteri del Rosario: della gioia, della luce, del dolore e della gloria, cinque bassorilievi per ogni stazione.  Per la prima volta i 21 bassorilievi riuniti ed esposti eccezionalmente per questo evento mostrano tutto lo spessore di uno scultore dall’innata creatività capace di vedere spesso oltre il tangibile. Sono tondi con una modellazione sottile e tendenti allo stiacciato in gergo tecnico e schiacciato nella lingua comune con appena percepibili variazioni di spessore molto care a Floriano. Catalogo nel museo. (I.C.) Il museo offre una ricca biblioteca di oltre 6.000 titoli in continuo aggiornamento, con uno sguardo particolare agli autori del realismo esistenziale e alla storia della scultura. Nel 2016, grazie al contributo di Fondazione comunitaria Onlus del Varesotto, dell’Archivio Storico della Valcuvia nella persona di Gianni Pozzi e dell’amministrazione comunale, è stato possibile dare avvio alla digitalizzazione e messa in rete dei primi 1.600 volumi, ora disponibili al prestito oltre che alla consultazione in loco. Ricercatori, studiosi, studenti e appassionati possono registrarsi al sistema bibliotecario e trovare qui l’elenco dei testi di scultura, pittura, arti artigiane, fotografia, architettura disponibili. Dove si possono ammirare le opere dello scultore Floriano Bodini. Un suggerimento per la visita ai luoghi ed alle opere di Floriano Bodini. Duomo di Milano, Monumento a Paolo VI, 1989, marmo di Candoglia, 520 x 217 x 132 cm; Museo Diocesano Milano, Ritratto di un Papa, 1968, bronzo, 234 x 163 x 77 cm e Colombe, 1970, bronzo, 58 x 83 x 75 cm; Palazzo Agip (Eni), San Donato Milanese Volo di colombe, 1997, bronzo, 230 x 430 x 250 cm; Museo d’Arte Sacra dei Contemporanei, Villa Clerici (Niguarda) Ritratto di un Papa, 1968, bronzo, 234 x 163 x 77 cm;  gesso del monumento al Cardinal Ferrari, 1994, 293 x 148 x 132; bozzetto di Santa Brigida di Svezia, 1999, 68,5 x 31 x 27 cm, mosaici e altre opere; Università Cattolica di Milano Ritratto di Paolo VI, 1970, bronzo, 137 x 75 x 46 cm; Cimitero Monumentale, Tomba Formenton Macola: Nike, 1985, marmo di Carrara, tratto EO, n.15A; Tomba Santambrogio: Ragazza e cane, 1982, bronzo, 140 x 90 x 76 cm, sezione B, n.150; Tomba Mariani: Lamento sull’ucciso, bronzo, 180 x 21 x 98 cm, sezione Acattolici n.55; Tomba Bassino, angelo guerriero, 1958, bronzo, 180 x 73 x 65; Palazzo Sormani Biblioteca Comunale, Milano Ritratto di Emilio De Marchi, 1959, bronzo, 89 x 35 x 27 cm; Basilica del Corpus Domini, Milano, Ritratto di Padre Beccaro, 2005, marmo, 130 x 70 x 60 cm; Duomo di Monza, Vetrate della Vocazione di S. Matteo,Vetrata di Maria Vergine con Figlio e Vetrata di San Gregorio Magno; Santuario di Rho, altare, ambone, sede, 1994; Basilica Di S. Giuseppe, Seregno, altare, ambone, sede, 1999-2000; Sacro Monte di Varese, Monumento a Paolo VI, 1986, bronzo, 500 x 330 x 330 cm; Museo Baroffio e del Santuario al Sacro Monte di Varese, La croce, 1952-53, olio su tavola; Madre e figlio, 1956, legno di noce; Maternità, 1958, olio su tavola; Madonna di Loreto, 1994, bronzo; Madonna con bambino, 1957, bronzo; Madonna del Sacro Monte, 1997, marmo; Basilica di San Vittore, Varese, Altare, ambone, sede, arredi sacri, 1991; Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Castello di Masnago, Varese, Ritratto della Signora Clarke, 1960, piombo, 49x24x16 cm; Ritratto della Signora Clarke, 1960, terracotta, 48x24x21 cm; Bozzetto preparatorio Monumento dei Sette di Gottinga ad Hannover, 1993, bronzo, 123x153x60 cm; Pontefice, 1970, bronzo, 55x29x35 cm; Villa Recalcati, Varese, Idea per il Monumento a Paolo VI, 1983, bronzo, h 72 cm; Tondo, 1999, marmo; Museo Civico Floriano Bodini, comune di Gemonio (VA); Museo MAGA, Gallarate, Idea critica per un monumento all’eroe, 1970, bronzo, 57x65x30 cm; Comune di Casciago, Fonte di Sant’Agostino, 1986, marmo di Carrara, 230x190x180 cm; Chiesa Parrocchiale San Lorenzo, Canonica di Cuvio, Altare, 2000, marmo di Candoglia, 100x100x200 cm; Comune di Viggiù, Via Sacra del Rosario e Gesso della Santa Brigida; Basilica di Santa Maria Assunta, Gorla Maggiore, altare, ambone, sede, 2004; Chiesa Parrocchiale di San Rocco, Gemonio, bassorilievo e ambone; Cimitero, Azzio, 2 tombe famiglia Bodini; Chiesa Parrocchiale Santa Maria Annunciata, Brunello, vetrata, 1998; Chiesa SS. Pietro e Paolo, Rovello Porro, altare, ambone, sede, 2002-2006.
Samuele Arcangioli al Museo Bodini. Omaggio al Lamento sull’ucciso a cura di Lara Treppiede. testi di Sara Bodini, Luca Pietro Nicoletti. Il Museo Civico Floriano Bodini celebra vent’anni di attività: Nel ventennale del Museo, si vuole rendere omaggio a una delle opere più significative conservate nello stesso, Il lamento sull’ucciso, realizzata da Floriano Bodini in bronzo e presentata come la si vede oggi nel 1962 alla XXXI Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Esempio della fase giovanile dell’artista, attivo tra i protagonisti del Realismo Esistenziale, l’opera in fase di lavorazione, è stata soggetto di uno scatto fotografico di Pepi Merisio, con cui vinse il Premio Populary Photography USA nel 1960. In quegli anni ebbe inizio tra i due un’amicizia e una stima profonda. È oggi come vent’anni fa, al centro del cortile del museo, per scelta dello stesso Bodini, quale fulcro del percorso espositivo e testimone del tempo che passa. Il progetto di Samuele Arcangioli: Il progetto artistico a firma di Samuele Arcangioli nasce da un’esperienza provata in prima persona. Nell’estate 2018, infatti, l’artista ha vissuto all’interno del Museo Civico Floriano Bodini per cinque giorni interi, notti comprese. In quest’occasione unica, ha avuto modo di osservare ogni ambiente del Museo in istanti differenti della giornata, così come il continuo alternarsi di luci e ombre sulle opere d’arte. Libri, cataloghi e ricerche, hanno permesso l’approfondimento in questi giorni dello studio dell’artista la vita, le opere e la sua collezione. Dopo una personale analisi e la ricerca di un legame forte con alcuni di questi stessi lavori, realizzati dallo scultore in vari periodi del percorso artistico, Samuele Arcangioli viene attratto dal complesso scultoreo collocato al centro del cortile, Il lamento sull’ucciso. Un’opera del 1961, tanto cruciale per la carriera di Bodini, quanto risolutiva per il percorso espositivo del Museo. Rappresenta una sorta di meridiana che, accanto all’albero di cachi, rimasto come testimone della natura dell’edificio quale cascina rurale settecentesca, segna il trascorrere del tempo con quella mano urlante verso l’alto quasi fosse uno gnomone. Proprio la mano, la cuspide di tale figura bronzea, diviene l’elemento di studio per Arcangioli. Sull’opera posiziona le sue mani in un dialogo intenso con la materia. Dalla carta al tessuto trova strumenti di analisi e supporti per una singolare riproduzione. Mani che si moltiplicano, si ricreano, si ripetono sempre differenti. Queste stesse mani sono esposte nella sala al piano superiore del Museo, mentre proprio ai piedi dell’opera modello vengono presentate riproduzioni di una mano a raggera, in un’esplosione, a coinvolgere il visitatore e a ricondurre ancor più l’attenzione verso la scultura di Floriano Bodini. Il percorso espositivo comprende inoltre le fotografie dell’artista al lavoro al Museo, realizzate da Gianmarco Taietti e una selezione di scatti storici d’archivio, che ritraggono la scultura Il lamento sull’ucciso e Floriano Bodini. Un legame che si ripete e che in questo progetto viene valorizzato, è l’amicizia e la reciproca stima tra artista e fotografo, oggi Samuele e Gianmarco, ieri Floriano e Pepi. Il catalogo: La mostra sarà impreziosita dal catalogo in cui verrà presentato il progetto di Samuele Arcangioli con un’intervista di Lara Treppiede e un testo di Sara Bodini, a cui farà seguito una seconda parte dedicata all’opera di Floriano Bodini Il lamento sull’ucciso con un saggio a firma di Luca Pietro Nicoletti. A Milano dal 1936, frequenta prima il Liceo Artistico, per diplomarsi poi nel 1954 all'Accademia di Brera come allievo di Francesco Messina. Nel 1953 partecipa alla prima mostra, "Incontri della Gioventù", presso la Villa Belgioioso a Milano. Presenta la sua prima personale presso la Galleria Amici delle Arti di Gallarate (1958) e nel 1968 la Galleria Gian Ferrari di Milano dedica una mostra all'opera "Ritratto di un Papa" (oggi nei Musei Vaticani). Negli anni '50 è uno degli artisti del gruppo milanese "Realismo esistenziale". Insegna prima al Liceo Artistico, poi all'Accademia di Brera, e quindi dal 1978 all'Accademia di Carrara, di cui è Direttore sino al 1987, e dal 1991 Presidente; dal 1987 al 1998 assume la cattedra di scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt. Dal 1970 realizza numerose opere monumentali in marmo, tra cui: "Paolo VI", Duomo di Milano (1989); "Cardinal Ferrari", Duomo di Parma (1994); altare maggiore, Santuario della Santa Casa di Loreto (1994); "Monumento ai caduti del lavoro", Carrara (1995); altare, ambone e sede, Grotte Vaticane (1999); "Santa Brigida di Svezia", Basilica di San Pietro in Vaticano; "Porta bronzea", S. Giovanni in Laterano (2000). Tra le altre, in bronzo realizza il "Monumento a Paolo VI", Sacro Monte, Varese (1986); "Volo di colombe", sede AGIP, San Donato Milanese (1997); "I sette di Gottinga", Hannover (1998); "A Stradivari", Cremona (1999), oltre a numerose sculture ora in musei italiani e internazionali. Partecipa a mostre pubbliche di grande rilievo in Europa, Stati Uniti e Sud-America, tra cui: A.C.A. Gallery, New York (1960); Biennale Internazionale d'Arte di Venezia (1962; 1982); Quadriennale di Roma (1965; 1972, di cui negli anni '90 è Consigliere); Biennale al Middelheimpark, Anversa (1965); Biennale di San Paolo, Brasile (1967); "Scultura Italiana Contemporanea", Museo Nacionale de Bellas Artes, Buenos Aires (1967); Hakone Open-Air Museum, Giappone (1972); personale, Civica Galleria d'Arte Contemporanea, Lissone (2002); antologica, XI Biennale Internazionale di Scultura, Carrara (2002). Tra le numerose onorificenze ricevute, si ricordano: "Premio Presidente della Repubblica per la Scultura", Accademia Nazionale di San Luca (1977); "Premio Bolaffi" (1979); "Premio per la Scultura Michelangelo Buonarroti", Roma (1997); premio alla carriera, Città di Suzzara (1998); "cittadinanza onoraria", Città di Carrara (2001). Nel 1999 viene inaugurato il Museo Civico "Floriano Bodini" a Gemonio. Muore nel 2005 a Milano, che nel 2007 gli conferisce un Famedio al Cimitero Monumentale. Nel 1969 soggiorna per la prima volta a Carrara, dove poi vive e lavora; realizza opere presso il Laboratorio Nicoli e la Fonderia Tommasi e partecipa a numerose mostre nell'area apuo-versiliese, dove nel 2001 riceve anche il "Premio Michelangelo" a Carrara.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Floriano BODINI
HomeNote Biografiche

La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta le opere dell'artista Floriano BODINI.

La mostra si è conclusa con grande successo.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS l'artista Floriano BODINI
  •    La biografia di Floriano BODINI

Floriano Bodini (Gemonio, 8 gennaio 1933 – Milano, 2 luglio 2005)
E' stato uno scultore, incisore e medaglista italiano. È presente con numerose opere in musei e collezioni pubbliche e private e ha realizzato monumenti in vari contesti nazionali e internazionali.

La biografia di Floriano Bodini
Floriano Bodini nasce l'8 gennaio 1933 a Gemonio, in provincia di Varese, da Ada Mascioni e Antonio Bodini, primo di tre figli.
Il nonno materno Virgilio Mascioni, della famiglia degli organari, è pittore e affreschista e avvia il nipote alla passione per l'arte.
Nel 1936 la famiglia si trasferisce a Milano dove tornerà nel 1946, dopo il periodo dello sfollamento. Qui, concluso il Liceo Artistico, Bodini viene indirizzato alla scultura da Vitaliano Marchini e frequenta i corsi di Francesco Messina all'Accademia di Brera.
Nella metà degli anni '50, con Giuseppe Banchieri, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi, Bepi Romagnoni, Tino Vaglieri e Giuseppe Martinelli, fa parte del gruppo milanese di giovani artisti definito Realismo Esistenziale.
La prima personale è alla Galleria Amici delle Arti di Gallarate, con presentazione dell'amico pittore Giuseppe Guerreschi.
Espone dal 1952 nelle principali rassegne giovanili internazionali e riceve numerosi premi.
Nel 1964, edita dai Quaderni di Imago, viene pubblicata la prima monografia a cura di Luciano Bianciardi e Duilio Morosini, con fotografie di Pepi Merisio.
Nel 1962 è invitato alla XXI Biennale d'arte di Venezia, esponendo sette opere.
Nel 1968 espone la scultura "Ritratto di un papa", in legno di cirmolo, alla Galleria Gian Ferrari. L'opera, che suscita un enorme interesse di critica[6], sarà in seguito collocata nei Musei Vaticani.
Lo scultore ha anche un'intensa attività di grafica, di cui nel 1973 esce il primo catalogo generale "Un diario spietato", di Enzo Fabiani.
Insegna, giovanissimo, al Liceo Artistico a Brera e all'Accademia di Carrara, di cui è direttore fino al 1987, mentre dal 1991 al 1994 ne è presidente.
Lascia l'insegnamento a Carrara per assumere la cattedra di scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt dal 1987 fino al 1998.
A partire dal 1970, dopo il legno e il bronzo, la sua ricerca si allarga all'uso del marmo, materiale essenziale per il ciclo delle grandi opere pubbliche, che inizierà negli anni '80.
Lavora nel suo studio a Milano e nei laboratori di marmo prima di Carrara, poi di Viggiù.
Nel 1982 partecipa alla Biennale di Venezia con una personale alla carriera.
Espone continuativamente con personali e collettive in Italia e all'estero.
Nel 1998, il Comune di Asti, ha commissionato a Bodini, la realizzazione dei due sendalli per la festa del santo patrono san Secondo.
Uno dei due, come tradizione, è stato offerto il primo martedì di maggio al patrono ed è conservato nella collegiata del Santo.
Il secondo è stato consegnato al vincitore della corsa del Palio, la terza domenica di settembre. Quell'edizione fu vinta dal comune di Castell'Alfero.
Nel 1998 viene inaugurato a Gemonio il Museo civico Floriano Bodini, con un'ampia donazione dell'artista di opere sue e di suoi contemporanei e un'ingente collezione di libri.
Muore a Milano il 2 luglio 2005 e il 2 novembre 2007 Milano gli conferisce l'onore del Famedio al cimitero monumentale quale cittadino che è entrato a fare parte della storia della città.
 
Le opere monumentali di Floriano Bodini
  • il monumento in marmo a Publio Virgilio Marone (Brindisi),
  • il monumento in bronzo a Paolo VI (Sacro Monte di Varese),
  • il monumento in marmo di Candoglia a Paolo VI (duomo di Milano),
  • l'altare maggiore del duomo di Varese,
  • il monumento al cardinale Ferrari nel duomo di Parma,
  • il complesso dell'altare maggiore del santuario della Santa Casa di Loreto,
  • il monumento in marmo ai Caduti sul lavoro della città di Carrara,
  • l'altare maggiore del santuario di Rho,
  • l'altare delle Grotte Vaticane a San Pietro (Roma),
  • il volo di colombe in bronzo per la sede Agip di San Donato Milanese,
  • il monumento a Stradivari a Cremona,
  • il complesso bronzeo dei Sette di Gottinga per la piazza del Parlamento di Hannover (Germania),
  • la porta santa per la basilica di San Giovanni in Laterano (Roma),
  • l'altare dell'eucaristia a San Giovanni Rotondo nel complesso architettonico di Renzo Piano,
  • il monumento a Paolo VI nell'Aula Nervi in Vaticano.
  • l'altare maggiore e il battistero, ultima opera dell'artista, nella chiesa parrocchiale di Rovello Porro (CO).
  • l'altare maggiore e il pulpito del santuario della Santa Casa a Loreto (AN).
  • il monumento in marmo a santa Brigida di Svezia in una nicchia della basilica di San Pietro in Vaticano.
 
Floriano Bodini, Maestro del Palio di Asti
Nel 1998, il comune di Asti, ha commissionato a Bodini, la realizzazione dei due sendalli per la festa del santo patrono san Secondo.
Uno dei due, come tradizione, è stato offerto il primo martedì di maggio al patrono ed è conservato nella collegiata del Santo.
Il secondo è stato consegnato al vincitore della corsa del Palio, la terza domenica di settembre. Quell'edizione fu vinta dal comune di Castell'Alfero.
Nel 1999 il Soroptimist International Club di Asti ha commissionato la Pergamena d'Autore, tradizionale premio conferito al partecipante del Palio di Asti che meglio ha figurato durante la sfilata del corteo storico. L'opera denominata Bozzetto, una tecnica mista 25x35 è stata assegnata al Borgo Don Bosco.
 
Note
  • ^ Giovanni Bonanno, Floriano Bodini - Maestro della scultura esistenziale, Caltanissetta, Edizioni Lussografica, 2015, p. 87, ISBN 978-88-8243-370-3.
  • ^ Arturo Bodini, Stefano Bodini, L'ansia della ricerca, Varese, Varese Può, 2015, p. 23.
  • ^ Flavio Arensi, Bodini Esistenziale, in Flavio Arensi, Nicola Loi, Maria Stuarda Varetti (a cura di), Floriano Bodini, Lucca, Maria Pacini Fazzi, 2016, p. 10, ISBN 978-88-6550-504-5.
  • ^ Giuseppe Guerreschi, Presentazione mostra personale, Floriano Bodini, Gallarate, Galleria Amici della Arti, giugno 1958.
  • ^ Mario De Micheli, Scultura italiana del dopoguerra, Milano, Schwarz Editore, 1958, p. 270.
  • ^ Dino Buzzati, Singolare statua di Papa Paolo VI, in Corriere della Sera, 24 maggio 1968.
 

Biografia di Floriano Bodini. Floriano Bodini (Gemonio di Varese 1933), dopo il liceo artistico studia all'Accademia di Brera sotto la guida di Francesco Messina. Muove i suoi primi passi nel mondo artistico milanese all'affacciarsi della generazione del Realismo esistenziale. La sua attenzione all’arte sacra, che lo condurrà nel tempo ad esprimersi in opere monumentali su tutto il territorio nazionale, data dalla serie di crocifissi lignei del 1956. La prima personale data al 1958 con presentazione di Giuseppe Guerreschi. I grandi bronzi di clima esistenzialista, crudi nel loro sapore di cronaca quotidiana e dalla plastica tormentata, sono dominati da un alto senso del tragico. Nel 1964 è edita la sua prima monografia nella collana I Quaderni di Imago, a cura di L. Bianciardi e D. Morosini. Attorno alla metà degli anni sessanta nascono forti ritratti e ampi gruppi figurali. Nel 1968 viene esposta la memorabile scultura in legno Ritratto di un Papa (monografia a cura di M.de Micheli) che verrà poi collocata nei Musei Vaticani. Nel 1969 allestisce una personale al Kunstverein di Amburgo e una al Museo di belle arti di Anversa; nel 1971 al Kunstverein di Braunschweig: valgano da sole a significativa campionatura delle innumerevoli rassegne in un curriculum che annovera altresì le più significative rassegne di gruppo nazionali e internazionali. Attorno al settanta l’artista principia una serie di bronzi che costituisce la ‘biografia inquieta’ degli affetti domestici. La superficie levigata dei corpi è incisa da una tipica grafìa geometrizzante. Nel 1973 viene pubblicato il catalogo generale della sua opera grafica: Un diario spietato a cura di E. Fabiani. A partire dal 1970, dopo l'impiego di legno e bronzo, Bodini trova nel marmo nuove suggestioni plastiche, lavorando negli studi di Carrara e successivamente a Viggiù presso Varese. Nel 1977 riceve dall'Accademia Nazionale di San Luca il Premio Presidente della Repubblica per la scultura e nel 1978 il Premio Bolaffi. Nel 1977 gli viene assegnata la cattedra di Tecnologia del marmo all'Accademia di Brera, nel 1978 la Cattedra di Scultura all'Accademia di Carrara di cui è direttore fino al 1987 e presidente dal 1991 al 1994.stato fino agli inizi del 1998 titolare della Cattedra di Scultura presso l'Università di Architettura di Darmstadt in Germania. Nel 1985 si apre il ciclo delle grandi opere pubbliche: Monumento a Virgilio in marmo a Brindisi; Monumento a Paolo VI in bronzo al Sacro Monte di Varese; statua di Paolo VI nel Duomo di Milano, altar maggiore del Duomo di Varese, statua del Cardinal Ferrari per il Duomo di Parma, complesso dell'altar maggiore del Santuario della Santa Casa di Loreto, Monumento in marmo ai Caduti sul Lavoro per la città di Carrara, altar maggiore del Santuario dell'Addolorata di Rho, leggio in marmo per il Duomo di Sarzana. Nel 1996 riceve a Roma il Premio Michelangelo per la scultura e nel 1997 il Premio Milano città d'Arte. Nel 1997 esegue per la nuova sede AGIP di San Donato Milanese l’imponente bronzo Volo di colombe. Nel 1998 realizza l’altare del santuario di Saronno. Vinto nel 1993 il concorso internazionale per il Monumento ai Sette di Gottinga, per la piazza del Parlamento di Hannover in Germania, termina l’opera nel 1998 realizzando un vasto complesso bronzeo di possente plastica, scandito da una quinta architettonica. Nel 1998 monografia a cura di C. Pirovano per le edizioni della Galleria Montrasio di Monza. Nello stesso anno la città di Suzzara, in occasione del III Premio Dino Villani, gli dedica il premio alla carriera ed una mostra antologica a cura di M. Rosci. Nel 1999 esegue in marmo la statua di Santa Brigida di Svezia per la Città del Varicano. Vasta l’attività disegnativa che comprende anche progetti per arredi di culto e vetrate. Notevole il corpus di medaglie celebrative realizzate. Un Museo laboratorio per l’artista è allestito a Gemonio. Bibliografia: C. Pirovano, Bodini, Monza 1999. Floriano Bodini ( Gemonio, 1933 - Milano, 2005). Durante gli anni dell'adolescenza frequenta studi artistici a Milano e sceglie di concludere la sua formazione presso l'Accademia di Brera. Verso la metà degli anni Cinquanta entra a far parte del gruppo milanese del Realismo Esistenziale, a cui partecipano giovani e famosi artisti. La sua produzione ritrattistica esprime disagio e malinconia esistenziale che egli traduce in potente forza espressiva e drammatica, impressa nei volti delle sue sculture. Nel 1962 partecipa alla Biennale di Venezia e nel 1968 espone la scultura Ritratto di un Papa, che verrà collocata all'interno dei musei Vaticani. Inizia sin da giovane a insegnare presso il Liceo Artistico e l'Accademia di Brera. Sino al 1987 è direttore dell'Accademia Carrara. Dal 1987 al 1998 assume la cattedra di scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt. I materiali che utilizza per scolpire, sono preferibilmente il legno e il bronzo, ma successivamente prenderà in considerazione il marmo.
 

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