Al MAS - La biografia dell’artista: Giuseppe BANCHIERI - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - La biografia dell’artista: Giuseppe BANCHIERI

Museo > Giuseppe Banchieri

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Giulianova (Teramo) Giuseppe Banchieri, Milano 1927 – Massa Carrara1994. Nato a Milano nel 1927. A seguito del trasferimento della sua famiglia trascorse infanzia e giovinezza a Firenze qui dopo aver frequentato gli studi si iscrive alla facoltà di ingegneria, poi decide di dedicarsi alla pittura frequentando prima l’Accademia fiorentina e poi ritornando a Milano, all’Accademia di Brera dove ha come maestro Aldo Carpi. Aderisce insieme a Ferroni, Cesetti, Romagnoni, Vaglieri e Boldini al movimento del Realismo Esistenziale. La sua pittura ha come soggetto la realtà quotidiana espressa in vedute di cortili, muri scalcinati, periferie e nature morte. I soggetti degli ultimi anni di attività sono trasposizioni in chiave naturalistica che sgorgano dalla memoria attraverso sovrimpressioni o riflessi. Raffinato sia nel gusto della composizione, sia nella ricerca di una assoluta purezza cromatica, ha dipinto per lo più paesaggi dei quali interpreta non la realtà visiva, ma l’atmosfera da essi suggerita. Di particolare rilievo sono le partecipazioni alle Biennali di Venezia nel 1958 e nel 1962 e alle Quadriennali di Roma nel 1959, 1965, 1972. Si è spento nel 1994 a Ronchi, di Massa (MS) ove da tempo risiedeva. Alcuni espositori della Mostra d’arte presso il Museo d’Arte dello Splendore: Francesco Piccini, Max Piccini, Italo Picini, Gennaro Picinni, Pierca (Pier Carla Reghenzi), Ugo Pierotti, Giulio Pierucci, Orazio Pigato, Rinaldo Pigola, Ottavio Pinna, Antonio Pinto, Fausto Pirandello, Marinella Pirelli, Giuseppe Pirozzi, Giuseppe Pirrone, Franco Piruca, Gianni Pisani, Valerio Pisano, Andrea Pisco, Agata Pistone, Letizia Pitigliani, Salvatore Pizzarello, Armando Pizzinato, Giovanni Pizzo, Isa Pizzoni, Pasquale Platania, Amelia Platone, Marina Poggi D'Angelo, Vito Giulio Poggiali, Biagio Poidimani, Ebe Poli, Alfonso Pone, Giovanni Pontini, Antonio Porto, Eleonora Posabella, Antonio Possenti, Neri Pozza, Concetto Pozzati, Ennio Pozzi, Pippo Pozzi, Carlo Prada, Enrico Prampolini, Esodo Pratelli, Dino Predonzani, Claudia Premoli, Mercedes Prestia, Giovanni Prini, Italo Prini, Angelo Prudenziato, Alice Psacaropulo, Enotrio Pugliese, Bruno Pulga, Domenico Purificato, Carlo Quaglia, Carlo Quattrucci, Mimì Quilici Buzzacchi, Mario Radice, Giuseppe Ragogna, Ugo Rambaldi, Carlo Ramous, Saverio Rampin, Erasmo Ranucci, Raphael (Antonietta Raphael De Simon), Juti Ravenna, Berto Ravotti, Roberto Rebecchi, Ugo Recchi, Liberio Reggiani, Renzo Regosa, Eleuterio Riccardi, Paolo Ricci, Federico Righi, Fausta Rivera, Alba Rizzo, Pippo Rizzo, Luigi Roccati, Raffaele Rocchi, Gina Roma, Alfredo Romagnoli, Giovanni Romagnoli, Bepi Romagnoni, Giuseppe Romanelli, Lilli Romanelli, Romano Romanelli, Valerio Romani Adami, Elio Romano, Leonardo Romano, Rosella Romano, Sergio Romiti, Andreina Rosa, Bruno Rosai, Mario Rossello, Enzo Rossi, Francesco Rossini, Duilio Rossoni, Bruno Rovesti, Francesco Ruberti, Nicola Rubino, Pietro Ruggeri, Giovanni Ruggero, Amedeo Ruggiero, Nino Ruju, Giovanni Russian, Corrado A. Russo, Mario Russo, Roberto Ruta, Linuccia Saba, Teresa Sacchi Notte, Oscar Saccorotti, Bruno Saetti, Brunella Saetti Frisa, Rita Saglietto Botto, Fulvio Saini, Raffaello Salimbeni, Sirio Salimbeni, Alberto Salietti, Aldo Salvadori, Salvatore, Anna Salvatore, Clara Salvatori, Salvatore Salvemini, Antonio Sanfilippo, Domenico Sangilli, Alberto Sani, Bino Sanminiatelli, Alberto Sanna, Antelma Santini, Renato Santini, Marcella Santucci, Manlio Sarra, Enrico Sartori, Mario Sartori, Alberto Sartoris, Ugo Sartoris, Aligi Sassu, Giorgio Saturni, Emma Savanco, Angelo Savelli, Salvador Saviniano, Emilio Scanavino, Ada Scarmiglia, Gino Scarpa, Enrico Schiavinato, Toti Scialoja, Nunzio Sciavarrello, Scipione (Gino Bonichi), Teresa Scorza Pennacchini, Lello Scorzelli, Wiki Scotese, Filippo Scroppo, Albano Seguri, Fioravante Seibezzi, Dolores Sella, Attilio Selva, Sergio Selva, Renato Selvi, Pio Semeghini, Gino Sensi, Tonino Sergiacomo, Guido Serra, Luigi Servolini, Carlo Severa, Giberto Severi, Gino Severini, Giorgio Sforza, Sergio C. Signori, Gino Silvestri, Celestino A. Simonini, Emilio Sobrero, Giacomo Soffiantino, Francesco Somaini, Alfonso Soon, Lisa Sotili, Luigi Spacal, Andrea Spadini, Luigi Spazzapan, Francesco Speranza, Adriano Spilimbergo, Francesco Spizzico, Raffaele Spizzico, Nino Springolo, Nino Squarza, Antonio Stagnoli, Pippi Starace, Bruno Starita, Ferruccio Stefanutti, Attilio Steffanoni, Ugo Sterpini, Vito Stifano, Giovanni Stradone, Guido Strazza, Carlo Striccoli, Alberto Sughi, Enoslito Sulpizio, Lino Paolo Suppressa, Luigi Surdi, Vittorio Tabaracci, Francesco Tabusso, Remo Taccani, Filippo Tallone, Tullio Tamaro, Orfeo Tamburi, Tancredi, Giuseppe Tarantino, Vittorio Tavernari, Gabriella Telloni, Palmiro Teofoli, Carlo Terzolo, Ampelio Tettamanti, Giovanni Thermes, Rita Thermes, Nino Tirinnanzi, Giovanni Tizzano, Francesco Tizzano, Guido Toccacieli, Almerico Tomaselli, Fiorenzo Tomea, Palmizio Tofani, Vittorio Toppani, Bibbino Toppi, Mario Toppi, Attilio Torresini, Nando Toso, Amerigo Tot, Glauco Tozzi, Mario Tozzi, Mino Trafeli, Virgilio Tramontin, Ettore Travaglini, Ernesto Treccani, Claudio Trevi, Romolo Trivelloni, Francesco Trombadori, Fernando Troso, Alessandro Trotti, Valeriano Trubbiani, Renzo Tubaro, Aldo Turchiaro, Saverio Ungheri, Angelo Urbani Del Fabbretto, Gianfilippo Usellini, Sergio Vacchi, Maria Vagliasindi, Alvio Vaglini, Gustavo Vagni, Valentino Vago, Aristide Valentino, Giorgio Valenzin, Domenico Valinotti, Valeria Vecchia, Pompeo Vecchiati, Mario Vellani Marchi, Venantino Venantini, Antonio Venditti, Venturino Venturi, Agostino Venturini, Luigi Venturini, Carlo Verdecchia, Spirito Vernetti, Pasqualino Verrusio, Libero Verzetti, Renzo Vespignani, Gino Viano, Enzo Vicentini, Franco Villoresi, Teresita Vincenzi, Fulvio Viola, Antonino Virduzzo, Giuseppe Virgili, Franco Virgilio, Raoul Vistoli, Pasquale Vitiello, Umberto Vittorini, Italo Vivaldi, Iorio Vivarelli, Giuseppe Viviani, Raimondo Volpe, Alessandro Volpi, Renato Volpini, Lucenti Vuattolo, Elio Waschimps, Remo Wolf, Dante Zamboni, Cesare Zampaloni, Tono Zancanaro, Giovanni Zanetti, Carlo Zanfrognini, Sergio Zanutto Olgeni, Maria Zappitelli, Nuarth Zarian, Ernesto Zenari, Umberto Zerbinati, Spartaco Zianna, Tullio Zicari, Giuseppe Zigaina, Alberto Ziveri, Bruno Zoni, Carlo Zuccolini.
Giuseppe Banchieri nasce a Milano nel 1927. Compie studi classici a Firenze, dopo di che comincia a dedicarsi alla pittura. Si iscrive all'Accademia di Belle Arti del capoluogo toscano e completa poi la sua formazione a Milano, dove segue i corsi di Aldo Carpi all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1955 gli viene assegnata una borsa di studio per Segovia dove espone alla mostra del Premio internazionale di pittura. L’anno dopo tiene la sua prima personale alla Galleria Pater di Milano, con presentazione di Mario De Micheli. Nel 1957 vince il Premio San Fedele. Con Gianfranco Ferroni, Floriano Bodini, Tino Vaglieri, Bepi Romagnoni e Mino Ceretti aderisce al movimento del Realismo Esistenziale. Inizia così un’intensa attività espositiva, con mostre in Italia e all’estero. Tra le altre espone alle Biennali di Venezia del 1958 e 1962 (Premio Ginori) e alle Quadriennali di Roma del 1959, 1965 e 1972. Nel 1959 è presente alla Biennale di Parigi e alla III Biennale del Mediterraneo ad Alessandria d'Egitto. Nel 1960 è premiato al Festival dei giovani a Mosca e l’anno seguente alla Biennale del Mediterraneo. Nel 1970 è tra i "Sei pittori a Milano 1955-1960" presentati da Giorgio Mascherpa alla Galleria Eunomia di Milano ed espone alla Rassegna di pittura del Premio Ramazzotti a Palazzo Reale. È presente a varie edizioni della Triennale di Milano tra gli anni '70 e '80 e sono ancora molte le personali, le collettive e le rassegne che potremmo qui ricordare. Quanto alla sua pittura: ha inizio nei toni del realismo e partecipa alla stagione esistenziale con una particolare attenzione per la natura segreta dei luoghi e delle cose, resa spesso attraverso preziose gamme di grigi. Ai temi delle periferie, delle case di ringhiera, delle biciclette poggiate ai muri seguono poi quelli delle spiagge viareggine, presentati alla Biennale del '62; degli atelier del pittore e degli “interni-esterni” che contemplano in seguito, a volte, anche l'uso di frammenti di collage fotografico e assumono negli anni '70 valenze iperrealistiche per giungere quindi alla proposta di icone quasi cristallizzate, in una riduzione cromatica a toni acidi, negli anni '80. Alla pittura Banchieri ha poi affiancato una pregevole attività incisoria. Si spegne a Ronchi (MS) nel 1994. “America” potrebbe essere il titolo che regge l’attuale lavoro del giovane Romani. E’ un tema apparentemente gratuito per un pittore che, come lui, conosce gli Stati Uniti soltanto per esperienza indiretta, attraverso i racconti di parenti e amici o per il tramite della letteratura e del cinema, e che potrebbe apparire, appunto, “letterario” perché slegato dal contesto di un’autentica esperienza esistenziale. Egli inventa, infatti, una moderna “fiaba” raccontata a se stesso e agli altri, in cui il mito si carica di segni lievitanti, e le cose e le persone appaiono irreali – d’una realtà differita, spostata verso un ordine diverso – e come viste dietro uno schermo deformante. Uno schermo che, a tratti, le confonde e le annebbia o, altrimenti, le illumina d’una nitidezza ambigua, d’una fisicità tanto stagliata e perfetta da riuscire sospetta, inquieta, allarmante. Ma proprio questo è il punto di forza della sua pittura. La sua America, tutta pensata e onirica, trova concretezza ed oggettività nel giudizio che da essa trascorre, e la scelta di Romani, apparentemente fragile e “letteraria”, non è più tale: essa affonda, invece, robuste radici nella realtà delle cose americane, nel significato globale che esse hanno assunto, oggi, nel mondo. I vertici d’alienazione, e disgregamento dell’uomo, il culto della violenza, l’ipocrisia e la cattiva coscienza d’una nazione il cui asettico benessere si nutre della miseria altrui e del più cinico taglieggiamento, la guerra permanente come condizione e funzione d’una industria macroscopica, il razzismo, lo spreco eletto a sistema… Ecco: questi temi, e gli altri capitoli neri della storia americana contemporanea, si coagulano emotivamente negli inquieti paesaggi urbani di Romani, nelle allucinate bardature dei suoi hippies, nella minacciosa lividezza dei suoi neon e delle sue maree montanti. Per questo l’America di Romani non è un paese felice anche se le sue immagini rifiutano la citazione diretta, la testimonianza esplicita. Il valore emozionale di un giudizio negativo informa di sé ogni cosa, ogni segno, ogni colore, e nell’affollata iconografia a cui dà luogo si fa strada, quasi esorcisticamente parlando, il vibrato rifiuto d’una civiltà e d’una cultura che non hanno più posto per l’uomo e l’hanno soffocato. Si tratta d’un rifiuto e d’una negazione di natura etica, dunque, a cui non occorrono circostanze precise, racconti o episodi specifici per manifestarsi: è sufficiente, per Romani, pensare l’America nei suoi oggetti, nelle sue strade, nella sua gente: il fatto che essi siano “inventati” nulla toglie alla squallida realtà di cui sono espressione. Il linguaggio pittorico a cui Romani ingiunto in questa sua prima personale milanese è nervoso, scattante, sensibile; percorso com’è da un repertorio stilistico complesso in cui, accanto a vivaci stilemi pop, convivono talvolta le materie desolate e silenziose di Banchieri e Luporini o i drammatici ambienti di Ferroni. Il pathos che lo sostiene ne riscatta, tuttavia, le attuali possibili incertezze, conferendogli una stimolante presenza espressiva ed una marcata organicità di fondo, sintomi scuri, questi, d’un talento non certo provvisorio o effimero.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
Espone l'artista Giuseppe BANCHIERI
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La "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta le opere dell'artista Giuseppe BANCHIERI.

La mostra si è conclusa con grande successo.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS l'artista Giuseppe BANCHIERI
  •    La biografia di Giuseppe BANCHIERI

Giuseppe Banchieri (Milano 1927 - Poveromo 1994)
 
Nato a Milano nel 1927, morto nel 1994 ai Ronchi di Massa Carrara, Giuseppe Banchieri, compie studi classici a Firenze e si dedica alla pittura iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti del capoluogo toscano per proseguire la formazione a Milano, ai corsi di Aldo Carpi in Accademia di Brera. Gli viene assegnata una borsa di studio per Segovia dove espone alla mostra del Premio internazionale di pittura del 1955. Del 1956 è la prima personale alla Galleria Pater di Milano, con presentazione di M.De Micheli. Nel 1957 vince il Premio San Fedele. Lavora accanto agli artefici del Realismo esistenziale Guerreschi, Ceretti, Romagnoni e con Vaglieri e Ferroni. Espone alle Biennali di Venezia del 1958 e 1962 (Premio Ginori) e alle Quadriennali romane del 1959, 1965, 1972; nel 1959 alla Biennale di Parigi e alla III Biennale del Mediterraneo ad Alessandria d'Egitto. Nel 1960 è premiato al Festival dei giovani a Mosca; nel 1961 alla Biennale del Mediterraneo. Nel 1963 partecipa alla rassegna "La nuova figurazione a Milano dal 1943 al 1963; nel 1964 alla mostra "La nuova figurazione" con Calabria, Ferroni, Giannini, Guccione, Guerreschi e Vespignani al Circolo degli Artisti di Biella. Nel 1964 espone all'Omaggio a Romagnoni alla Galleria del Centro San Fedele di Milano, nel 1965 a "Continuità figurativa: pittori d'oggi" a Salsomaggiore; espone con Vaglieri da Bergamini. Nel 1967 è Premio del Comune di Firenze al "Fiorino". Nel 1968 è primo premio della Permanente alla Biennale di Milano. Nel 1969 è invitato alla VII Biennale di Alessandria d'Egitto; nel 1970 è invitato alla III Biennale d'arte grafica italiana a Faenza. Nel 1970 è tra i "Sei pittori a Milano 1955-1960" presentati da G.Mascherpa alla Galleria Eunomia di Milano ed espone alla Rassegna di pittura del Premio Ramazzotti a Palazzo Reale. Nel 1973 espone alla rassegna "Pittura in Lombardia 1945-73" alla Villa Reale di Monza. Nel 1977 un suo dipinto entra nella Pinacoteca civica di Gallarate ed espone a "L'ultima ringhiera: arte figurativa e cultura a Milano 1950-60" alla Compagnia del Disegno. Nuclei di opere alle rassegne piacentina e milanese "Dal Realismo esistenziale al Nuovo racconto" curate da G.Mascherpa alla Pinacoteca Ricci Oddi e al Centro San Fedele rispettivamente nel 1978 e '81. Banchieri è presente a varie edizioni della Biennale di Milano lungo gli anni '70 e '80. Sue opere alle rassegne "Anni 50-60: esperienze della pittura in Lombardia" a Sestri Levante nel 1987 e "Anni '50: pittura in Lombardia, Piemonte, Liguria" al Castello di Sartirana nel 1991. Espone alle mostre monzesi sul Realismo esistenziale e sulla pittura di racconto allestite dalla Galleria Montrasio lungo gli anni '80 e alle rassegne milanesi alla Permanente "Realismo esistenziale" curata da M.De Micheli, G.Mascherpa, G.Seveso nel 1991 e "Pittura in Italia 1945-1990" nel 1992. Opere nel 1995 a "Figure della pittura: arte in Italia 1956-1968" a Conegliano Veneto e a "I luoghi dell'immagine" a Palazzo Ducale di Lucca; nel 1997 a "Guerreschi e il Realismo esistenziale: gli anni '50-60 a Milano" con scritti di M.De Micheli e F.Buzio Negri alla Galleria Civica di Gallarate e a "Figurazione e Trasgressione" a Volterra e Carmagnola; nel 1999 alla mostra "Fra storie e cose. Realismo esistenziale e dintorni" a cura di M.Corgnati a Palazzo Sertoli di Sondrio; nel 2001 a "Realismi", con testo di E.Pontiggia, alla Galleria Montrasio di Milano. Dal 1957 aveva iniziato un fervido curriculum espositivo presso gallerie private, con innumerevoli personali, a partire da quella da Bergamini di Milano, dove ritornerà nel 1961, 1963, 1966. Nel 1959 è alla galleria Elmo a Roma, nel 1963 alla Sfera di Modena, nel 1967 alla Chiocciola di Padova e alla Montrasio di Monza. Nel 1968 alla galleria Il Gotico di Piacenza, nel 1970 da Rotta a Genova e a Valdagno, Alessandria e Piacenza; nel 1972 all'Incontro di Borgomanero, da Montrasio a Monza e allo Studio F 22 di Palazzolo; nel 1977 alla galleria Santa Croce di Firenze e da Gioacchini ad Ancona; nel 1978 alla galleria Davico di Torino e da Guerrieri a Lucca; nel 1979 alla galleria San Marco dei Giustiniani a Genova, nel 1980 alla Schreiber di Brescia, nel 1981 alla Santacroce di Firenze; nel 1985 e in successive occasioni alla Galleria 32 di Milano; nel 1987 di nuovo alla Schreiber di Brescia, nel 1989 al Cannocchiale di Milano, nel 1990 ad Ancona e Forte dei Marmi; nel 1991 da Forni a Bologna, al Gabbiano di Roma, nel 1993 da Biasutti a Torino, a Pistoia e Piacenza, nel 1994 alla Galleria Comunale d'arte di Cesena; nel 1995 alla galleria Officina di Brescia. Ampie antologiche commemorative a Palazzo dei Priori di Volterra e al Castello piemontese dei Busca di Mango nel 1999. La sua bibliografia data da recensioni di G.Angelici alle mostre di giovani pittori versiliesi nel 1953. M.Valsecchi parla di Banchieri la prima volta nel 1954, nella recensione della mostra dell'artista (con Guerreschi) alla galleria Pasquini; M.de Micheli nel 1954 e in molte occasioni espositive milanesi successivamente; nel 1956 D.Morosini ne scrive su "Realismo"; recensioni a firma G.Kaisserlian, F.Russoli, R.De Grada, E.Vitali per la mostra milanese con Banchieri alla Galleria Pater mentre la mostra da Bergamini è recensita anche da G.Ballo, M.Lepore, G.Giani. L.Budigna scrive di Banchieri su "La Fiera Letteraria" in occasione del Premio San Fedele. Di D.Morosini la presentazione della personale romana del 1959, recensita da L.Trucchi su "La Fiera Letteraria" e da V.Apuleio, A.del Guercio, M.Venturoli. Autopresentazioni di Banchieri, Ferroni e Luporini nel catalogo della galleria Bergamini nel 1959 mentre è di De Micheli la presentazione per la mostra di Banchieri e Ferroni alla galleria padovana del Pozzetto nel 1961. Autopresentazioni per la collettiva con Ferroni, Sughi e Vespignani da Bergamini lo stesso anno, e ancora testi di De Micheli per la personale del '63 da Bergamini, la successiva mostra di gruppo (Aricò, Banchieri, Caminati, Cazzaniga, ceretti, ferroni, Guerreschi, Luporini, Romagnoni, Vaglieri) e per la nota sul "Realismo esistenziale" nella terza sezione della mostra "Milano 70\70" al Museo Poldi Pezzoli nel 1972. Di G.M.Farroni la presentazione per la personale anconetana e di P.C.Santini il testo per la mostra lucchese del 1978. Di R.Tassi e S.Crespi i testi per la personale milanese del 1985. Di M.De Stasio e E.Pontiggia i testi per la mostra milanese del 1992. La pittura di Banchieri, principiata, come per i coetanei, nei toni del realismo, si affaccia alla stagione esistenziale con una trepida partecipazione alla natura segreta dei luoghi e delle cose, trascritta con grafia sempre più inquieta e intrisa, in preziose gamme di grigi, delle luci polverose tipiche della pittura fiorita attorno al '60 nella metropoli lombarda. Ai temi delle periferie, delle case di ringhiera, delle biciclette poggiate ai muri o sul ciglio dei magri prati nebbiosi, seguono quelli delle spiagge viareggine, dalle preziose valenze grafiche, presentati alla Biennale del '62; degli atelier del pittore e degli 'interni-esterni' che contemplano in seguito, a volte, anche l'uso di frammenti di collage fotografico e assumono negli anni '70 valenze iperrealistiche per giungere quindi alla proposta di icone quasi cristallizzate, in una riduzione cromatica a toni acidi, negli anni '80. La figura umana è considerata in questa pittura satura di ricordi evocati attraverso coacervi di oggetti, quasi esclusivamente per l'ombra che raramente si angola negli ambienti. Banchieri ha affiancato alla pittura una pregevole attività incisoria. Bibliografia: N.Micieli, Giuseppe Banchieri, opere 1955-1981, catalogo mostra di Volterra, Viareggio 1999.

Articolo tratto dal sito web: www.arsvalue.com

 

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Giulianova
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