Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista giuliese: Gigino FALCONI - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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Al MAS - Museo d’Arte dello Splendore di Giulianova, espone l’Artista giuliese: Gigino FALCONI

Museo > Gigino Falconi

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Giulianova (Teramo) 21 marzo 1933. Pittore. Inizia a dipingere a 16 anni, nel 1952 si diploma in Ragioneria e due anni dopo ottiene la maturità presso il liceo artistico di Pescara. Lavora insegnando Disegno presso la scuola media della sua città, e affina la tecnica copiando un migliaio di dipinti e disegni, arrivando così a conoscere i segreti tecnico-coloristici. Comincia ad esporre in Abruzzo, nel 1975 abbandona l’insegnamento per dedicarsi completamente alla pittura, tiene mostre personali a Francoforte, Colonia, Düsseldorf, Parigi, New York, Toronto, Hamilton, Tokyo. «Fanciulle, violini, navi e scale prendono posto in un mondo chiaro e raggelato, scosso appena dal fremito e dagli appetiti di piccoli narcisi adolescenti. Su fondo neoclassico, allora kamp e kitsch si dividono la scena» (Ermanno Krumm) (Kamp o Camp: la prima a cercare di definirlo fu Susan Sontag nel 1964 con il saggio Note sul Camp. Suggerì che «l’essenza Camp è il suo amore per l’innaturale, per l’artificio, per l’eccesso»). «Falconi si fa amare per la qualità delle sue femmine e per quei rilievi peccaminosi che stanno nelle vene di quei corpi spesso ben distesi sulle tele, o lenzuola che siano. E mi fermo qui» (Giorgio Soavi). (a cura di Lauretta Colonnelli). Matrici filosofiche in un linguaggio di seduzione di Gigino Falconi. Gigino Falconi nasce a Giulianova (Teramo) e inizia a dipingere a sedici anni, frequentando contemporaneamente l’Istituto Tecnico per ragionieri, dove si diploma nel 1952. Nel 1954 ottiene la maturità presso il Liceo Artistico di Pescara. L’anno successivo, vincitore di concorso per la Cattedra di Disegno, assume l’incarico della docenza presso una scuola media di Giulianova, attività che abbandona definitivamente nel 1975, per dedicarsi interamente alla pittura. Alla sua prima mostra personale tenuta alla Galleria Il Polittico di Teramo nel 1961, ne sono seguite numerosissime sia in Italia che all’estero, presso accreditate gallerie e prestigiose sedi pubbliche. Le sue opere sono conservate in autorevoli collezioni museali pubbliche e private. Il metodo di lavoro del Falconi si è sviluppato per cicli pittorici così distribuiti nel corso degli anni. Non è facile ricapitolare l’ormai lungo, e soprattutto intenso, percorso di Gigino Falconi, quando si voglia darne una visione panoramica, che unisca la varietà e sfaccettatura delle formule espressive all’ininterrotto filo delle sue tematiche. E non è facile anche perché la sua produzione è stata via via commentata da testi critici di grande sottigliezza, che ne hanno dato interpretazioni insieme chiare e profonde. Come dire che, essendo Falconi un artista dalla forte matrice intellettuale, resa evidente dai soggetti stessi dei suoi quadri, e poiché questa matrice non ha prodotto opere sofisticate e cerebrali, ma, al contrario di sensuale prepotenza, egli ha stimolato a farsene interpreti commentatori di ricca e complessa cultura, insieme coinvolti dalle immagini e coinvolti nelle loro ragioni di pensiero. Tenterò dunque di riassumere, sottolineandone gli aspetti più significativi e coinvolgenti, le matrici ed i caratteri fondamentali nel percorso di Falconi; che tra l’altro si riconoscono fin dagli esordi della sua attività, ma si fanno via via più evidenti. Intanto, un sottofondo romantico, nel senso storico del termine, cioè un’imagerie ispirata alle suggestioni paesistiche degli artisti tedeschi nel cuore dell’Ottocento, ma via via spostate in un’atmosfera che non tanto si ispira all’infinitezza misteriosa dello spazio, quanto alle ambiguità delle presenze poste nello spazio medesimo: dove non esiste immediatezza di immagini, ma ogni atteggiamento e gesto, sia pure di esseri giovani e di intatta bellezza, ci proietta verso il remoto. Questo filone iconografico di forte caratterizzazione simbolica è quello dove la personalità creativa di Falconi si è manifestata con maggiore pienezza, e per il quale si è fatto riferimento al clima interpretativo dei preraffaelliti o, più estesamente, della scuola inglese fine Ottocento, corrispettivo della contemporanea letteratura. È un tipo di cultura dove s’innesta l’erotismo lesbico, tema dominante dell’ultima produzione dell’artista: i corpi nudi delle giovani donne, limpidi e intatti, posti sullo sfondo di distese marine o lacustri, paiono simboli di un’equivoca purezza; non contaminati dal dolore, ma appena dalla malinconia; non estranei a riflessioni religiose, ma estranei al pieno coinvolgimento nella passione; e il tema della musica, rappresentato in particolare dalla presenza dei violini, isola e insieme accompagna queste immagini. Che dietro la produzione pittorica fin dagli esordi fosse presente con intensità in Falconi una riflessione filosofica pessimistica, o meglio, amara e desolata, sul senso della vita, appare evidente. Ma negli anni Cinquanta, o poco oltre, la sua formula espressiva presentava tagli di tipo astratto, talora con immagini convulse di matrice espressionista, e qualche inclinazione al surreale. A poco a poco il suo linguaggio si estrapola dalle suggestioni avanguardiste e si orienta verso quello che, per intenderci, definiremo il figurativo. Ma ecco a questo punto l’impegno di rappresentare con puntiglio la realtà fisica dei personaggi, ripresi da modelli vivi, si stacca da qualunque intonazione veristica; anzi, punta su una trasfigurazione da definirsi edonistica sia per la bellezza fisica delle giovani persone rese con una splendida padronanza pittorica, sia per l’intonazione aulica dell’insieme, con evidente ricorso a matrici seicentesche o comunque antiche, ma rivissute attraverso le formule tardo-ottocentesche. I tratti malinconici o, per meglio dire, percorsi da amarezza esistenziale, si coniugano con una tale forbitezza di linguaggio e con un’esplicita seduzione delle immagini, sia sotto il profilo fisionomico, sia sotto quello stilistico, da divenire una ritmica trasfigurazione. Potremmo concludere che Falconi traduce il suo pessimismo filosofico in una coinvolgente bellezza espressiva. L’arte non nega il male del mondo; lo rende sogno.
 
 Eventi al MAS - Museo d'Arte dello Splendore Giulianova
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Gigino
FALCONI
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esposizione
temporanea
In Viale dello Splendore n° 112, la "Fondazione Museo d'Arte dello Splendore" di Giulianova (Te), presenta Le stagioni, opere dell'artista giuliese Gigino Falconi.
La mostra rimarrà aperta dal 29 Settembre al 7 Ottobre 2018, con il seguente orario: dalle ore 10.00 alle 13.00 (antimeridiano) e dalle 15.00 alle ore 17.00 (pomeridiano) - Lunedì chiuso.
La mostra è curata dalla fondazione Piccola Opera Charitas, con la collaborazione di Marialuisa De Santis (Direttrice del Museo d’Arte dello Splendore), con il patrocinio del Comune di Giulianova.
MAS "MUSEO D'ARTE DELLO SPLENDORE" GIULIANOVA
Viale dello Splendore n° 112 - 64021 Giulianova (Te)

Al MAS Gigino Falconi, presenta: Le stagioni
  •    La biografia di Gigino FALCONI

Gigino Falconi nasce a Giulianova (Teramo) e inizia a dipingere a sedici anni, frequentando contemporaneamente l'Istituto Tecnico per ragionieri, dove si diploma nel 1952. Nel 1954 ottiene la maturità presso il Liceo Artistico di Pescara. L'anno successivo, vincitore di concorso per la Cattedra di Disegno, assume l'incarico della docenza presso una scuola media di Giulianova, attività che abbandona definitivamente nel 1975, per dedicarsi interamente alla pittura. Alla sua prima mostra personale tenuta alla Galleria Il Polittico di Teramo nel 1961, ne sono seguite numerose sia in Italia che all'estero, presso accreditate gallerie e prestigiose sedi pubbliche. Le sue opere sono conservate in autorevoli collezioni museali pubbliche e private. Il suo metodo di lavoro si è sviluppato per cicli pittorici, così distribuiti nel corso degli anni:
- 1954-1956: esordisce con un universo figurativo legato ai temi della propria terra, coniugato ai canoni della coeva poetica informale.
- 1957-1962: esegue una serie di paesaggi che risentono di una personalissima rivisitazione del barocco.
- 1963-1965: realizza Documenti, primo importante ciclo di opere, di grande dimensione, eseguite a tecnica mista, composizioni di pittura e grafica testuale.
Negli stessi anni l'artista porta avanti una ricerca sulla surrealtà dello spazio costellato da fantasmi, spesso con elementi suggeriti da letture di Edgar Allan Poe.
- 1966-1968: I Mostri. Viene aiutato in questa analisi da uno studio accurato che va dal Rinascimento al Barocco con particolare attenzione a Piero della Francesca, Caravaggio, Rembrandt e Ribera.
- 1969-1975: elabora una serie di lavori incentrati sulla surrealtà del presente e della cronaca fotografica, con una figurazione più circostanziata ed evidenza di straniamento.
- 1976-1979: recupera pienamente la pittura per immagini, con soggetti ispirati all'angoscia dell'esistenza. Di particolare risalto sono due gruppi di quadri suggeriti dal Fascismo e dalla vicenda dei coniugi americani Julius ed Ethel Rosenberg.
- 1980-1985: lavora intensamente a opere incentrate sulla poetica del mistero degli spazi interni e sulle suggestioni spaesanti degli specchi. E evidente il riferimento ad ambientazioni di gusto Art Nouveau, sempre collocate in un clima di silente sospensione e di attesa.
- 1986-1988: realizza Alcyone, un importante ciclo di dipinti sulla vita e le opere di Gabriele D'Annunzio, eseguite in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del Poeta.
- 1989-1994: dipinge una serie di "nudi" e "concerti silenziosi", ambientati in paesaggi lacustri.
- 1995-1999: sviluppa in questi anni un intenso ciclo di pitture di carattere sacro. Il primo dipinto Annunciazione è del 1995. Lo realizza per il VII centenario della Santa Casa di Loreto nel cui museo l'opera viene poi esposta. Successivamente, per la chiesa di Sant'Andrea di Pescara lavora per due anni a un trittico di grandi di mensioni (cm 270 x 660), commissionatogli dagli Oblati di Maria Immacolata in occasione della santificazione del loro fondatore Sant'Eugenio de Mazenod.
- 2000-2002: realizza il ciclo Le Ossessioni, interamente dedicato al mistero dell'universo femminile.
- 2002-2005: dipinge il ciclo Il mito della Fenice.
- 2006-2009: si interessa sempre più alla natura e, attratto dal suo misterioso fascino e dalla sua mistica luce, dipinge un gruppo di quadri rappresentanti paesaggi lacustri e marini.
- 2011-2012: realizza il ciclo Ragazze per sempre ambientato nell'atmosfera romantica parigina di fine Ottocento, dipingendo un ciclo pittorico sull'"amore mercenario" come tante scene di un'unica grande pièce esistenziale, una commedia tutta al femminile. Tale ciclo viene presentato, inoltre, nella Galerie Besharat di Barbizon-Parigi e, successivamente, assieme ad un cospicuo nucleo di opere, allestisce la "suite Falconi" (di oltre 70 mq).
- 2013-2014: nell'ambito e a conclusione dei festeggiamenti del suo genetliaco e sessantesimo di attività pittorica, principiato nel marzo 2013 negli Stati Uniti ad Atlanta con una mostra personale, l'Abruzzo gli rende omaggio, nel maggio 2014, nelle sale del Museo d'Arte Moderna "Vittoria Colonna" di Pescara, inaugurando la mostra Antologica Una Vita per la pittura, curata da Giuseppe Bacci.
Esposizione scandita in sette percorsi temporali decennali e mirabilmente presentata da Vittorio Sgarbi e Giuseppe Bacci, in un'affollatissima conferenza inaugurale introdotta dal Sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, da Augusto Di Luzio e da una testimonianza appassionata dell'artista. Nel maggio 2014, nella sede del Museo Archeologico di Teramo, sono stati esposti opere inediti di grandi dimensioni del nuovo ciclo L'Amore: le sue immagini, le sue parole con un prezioso libretto contenente testi poetici dell'artista e un'introduzione di Giuseppe Lisciani.
Da dicembre 2014 a febbraio 2015 la città di Padova ha ospitato, in uno dei suoi monumenti più importanti, il cinquecentesco Palazzo della Gran Guardia, la mostra Antologica Una Vita per la pittura. Nel luglio 2015 è presente in Cina, in un'esposizione, con tredici opere e, successivamente, a Londra. Nel giugno 2016 nel complesso paleocristiano di Cimitile (Napoli), nell'ambito del Premio Cimitile, allestisce la mostra personale Infinita divina misericordia. Nel settembre 2016 espone nello stabilimento Lisciani Group di Sant'Atto (Teramo) il ciclo Abbracci (volta ottagonale) che verrà riesposto a L'Aquila nel Palazzetto dei Nobili. Nel Febbraio 2017 espone al Museo Barbella di Chieti la personale Arte, poesia e musica incontrano l'amore. Nel Settembre 2017 viene invitato alla 7a Biennale internazionale d'Arte contemporanea di Pechino (Cina). Nel gennaio 2018, nella sede del Museo Vittoria Colonna di Pescara, allestisce la mostra antologica Spaesamenti metafisici a cura di Giuseppe Bacci. Nel marzo 2018 la Galleria d'Arte Cinquantasei di Bologna gli allestisce una mostra omaggio. Viene rinvitato alla 8a Biennale internazionale d'Arte contemporanea di Pechino (Cina). Nel Settembre 2018 al Museo dello Splendore, Giulianova (Teramo), espone il ciclo Le Stagioni a cura di Marialuisa De Santis. Ha ricevuto il riconoscimento dalla Regione Abruzzo con la medaglia alla carriera artistica e il Delfino d'oro della Città di Pescara.


Altre opere del giuliese Gigino FALCONI
 

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