"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995 - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995

Rivista

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 

L’OSPEDALE e LA “CONGREGAZIONE di CARITA” di GIULIANOVA
Un documento inedito


 
di Sandro Galantini (*)
 
Il registro delle deliberazioni della “Congregazione di Carità” di Giulianova, conservato senza segnatura tra i documenti del fondo archivistico in possesso della Biblioteca “P. Candido Donatelli” annessa al Convento della Madonna dello Splendore, contribuisce a lumeggiare ulteriormente - dopo gli attenti e reiterati studi dello storico Riccardo Cerulli e di Mario Montebello - segmenti non irrilevanti della storia giuliese, per la quale, non è inopportuno rammentare, raramente soccorrono documenti dotati di incontrovertibile efficacia probatoria, giacchè eventi di varia natura - tra questi, soprattutto, quelli bellici, siano essi remoti o prossimi - hanno disperso o distrutto la gran mole dei documenti relativa alla città (si pensi, in proposito, alla perniciosa perdita del rilevante archivio acquaviviano custodito nella sede giuliese di quella onusta e potentissima famiglia).
L’arco cronologico cui le deliberazioni afferiscono, si distende tra il 1909 ed il 1918; dieci anni di intensa attività della “Congregazione” che permettono anche la ricostruzione, sebbene non nei dettagli, di eventi ed aspetti socio-economici riguardanti la realtà cittadina di inizio secolo. Il voluminoso registro (mm 460 x 300), con coperta in cartoncino spesso, consta di 175 fogli rigati numerati progressivamente, e di una addenda contenente l’indice delle deliberazioni per gli anni 1910/11/12, di complessivi undici fogli non numerati. Tra i fitti scritti in bella grafia contenuti nel registro, al punto 19 della seduta tenuta “l’Anno mille novecento nove addì diciotto Novembre” e presieduta dal “Sig. Tito dottor Orsini. con l’intervento dei Componenti Signori 1° Quercetti Dottor Attilio 2° Crocetti Luigi 3° Capone Braga Gaetano 4° Bindi Dottor Ernesto 5° Pedicone Francesco 6° Caravelli Ottavio. Assente i componenti Signori 1° Migliori Cav. Ernesto 2° Trifoni Giustino”, si riferisce dei “Provvedimenti per i Ricoverati nell’ex Convento dei Cappuccini”. A questo proposito. è utile rammentare che il vecchio Ospedale di S. Rocco. ubicato sino alla fine dell’800,nello stabile attualmente occupato dall’Orfanotrofio. risultando ormai inadatto sotto il profilo logistico e carente sotto quello relativo ai mezzi, venne trasferito nel convento che era stato occupato in passato dai Celestini - uno dei tre ordini monastici, cioè Minori conventuali, Cappuccini e, appunto, Celestini, in passato presenti in città - poi dei Cappuccini annesso al Santuario dello Splendore (si rimanda, in proposito, a R. Cerulli, Giulianova 1860, Teramo, Abruzzo Oggi, 19682, p. 342 n. 142 e passim).

Una veduta del Convento dei Cappuccini; importanti lavori di restauro, la sistemazione del Passo della Madonna, la Via Crucis, ne stanno modificando radicalmente l’aspetto.
 
Annota dunque il verbalizzante che “Il Presidente riferisce di aver iniziato delle pratiche per situare i quattro ricoverati dell’ex Convento dei Cappuccini presso persone che potrebbero averne cura”. Si tratta, in sostanza, di provvedimenti urgenti ed indifferibili, come si direbbe oggi, a tutela dei quattro ricoverati presso l’Ospedale, resi necessari dalla improrogabile prosecuzione dei lavori, già iniziati, di ristrutturazione dell’edificio adibito ad Ospedale. Lavori onerosi, come si apprende dai rilievi contenuti nel successivo punto 20 della seduta. Dall’esame “attento ed accurato del fabbricato in tutte le sue parti”, per i “maggiori lavori richiesti, (...) particolarmente per il fatto che, le mura del primo hanno bisogno di rinforzi, parecchie piccole volte debbono essere abbattute e sostituite con altre a travature di ferro; mentre s’impone la necessità di munire lo Spedale d’un locale (cucina)”, la Congregazione delibera all’unanimità di stanziare la somma di lire quattromila nel proprio bilancio relativo all’anno 1910 “in aumento della somma di lire 8188.39 già deliberata per l’appalto dei lavori in corso”.
 
Viale dello Splendore in una cartolina degli anni 20. E’ ben visibile, in fondo, l’ospedale.
 
I lavori in argomento, come si evince dalla lettura del punto 22 relativo alla seduta del 24 novembre 1909, erano stati affidati ad Emidio Pagliaccetti, l’appaltatore risultato aggiudicatario in seguito a gara esperita a cura della stessa Congregazione e firmatario del conseguente contratto. Tra le molte attività poste in essere dalla Congregazione - non escluse le spese necessarie per i giudizi intentati dalla Congregazione stessa, ovvero per resistere a cause contro questa promosse -, quella relativa all’Ospedale appare la più onerosa ed assorbente. Nel punto 26 della seduta 29 maggio 1910 si stimano in duemiladuecento lire le spese per la sistemazione della facciata dell’Ospedale; nella seduta del 28 agosto la Congrega delibera il pagamento all’appaltatore di lire milleseicento “come dallo stato di avanzamento del Direttore dei lavori dell’erigendo Ospedale”. Nella seduta del 28 novembre si parla ancora di Ospedale, e segnatamente della destinazione di alcuni locali, secondo la richiesta dell’Autorità Comunale, a luoghi di cura e ricovero di “individui eventualmente affetti da malattia infettiva”, stabilendosi tuttavia una limitazione temporale, essendo circoscritto il ricovero non oltre “la fine di febbraio 1911”.
Segnala lo spirito di liberalità presente in alcune famiglie giuliesi la “offerta di elargizione della Sig.ra Antonietta Ciafardoni in favore dell’Ospedale Civile”, ammontante a lire 18.79; così come è agevole rilevare un legittimo orgoglio municipalistico tra i membri della congregazione nell’apprendere delle onoranze rese al concittadino Vincenzo Bindi - notizie fatte pervenire dalla Deputazione Provinciale di Terra di Lavoro e dalla Scuola Normale femminile di Capua -. insignito della medaglia dei Benemeriti della Pubblica Istruzione (cfr. sul punto A. Marroni. Catalogo dei periodici abruzzesi posseduti dalla Biblioteca civica “Vincenzo Bindi” di Giulianova. Con la biografia di Vincenzo Bindi. Roseto degli Abruzzi. l’Officina. 1984. p. 6).
Nel complesso. dunque. il registro della ‘‘Congregazione della Carità’’ restituisce frammenti di un attivismo decisamente rilevante in seno alla Giulianova del primo decennio del ‘900: si intersecano cifre. progetti, speranze e immagini di un’umanità ormai distante, nel linguaggi o come nello spirito che informava propositi e comportamenti, se è vero, come è vero, che la strada dall’Ospedale fu costruita grazie al personale contributo di lire 10.000 dell’allora sindaco De Bartolomei (in proposito R. Cerulli. op. cit. p. 342), un gesto che, se paragonato alla realtà attuale, non può che sembrare fiabesco, come annota esattamente Riccardo Cerulli.
* Mi sia consentito dedicare questo intervento a P. Serafino Colangeli, sempre prodigo di utili consigli e dotalo di rara sensibilità culturale. A lui debbo la possibilità generosamente accordatami di attingere testi e documenti di innegabile efficacia euristica per i miei studi storici.
 
La pubblicazione è stata curata da: Mario Orsini e Pierino Santomo.
Tutti i diritti riservati agli autori. Riproduzione anche parziale di testi e foto sono da concordare con i curatori della rivista "Madonna dello Splendore”.
 

La Rivista “Madonna dello Splendore” nasce, con il primo numero, nel 1982 da una timida idea di Padre Candido Donatelli, Pierino Santomo, Mario Orsini e Sergio Di Diodoro. Si pensa ad un’iniziativa editoriale che non vada oltre la raccolta di qualche scritto divulgativo sulla Festa e di qualche rara foto d’epoca. Ed è subito successo. La Rivista è ricercata, letta, bene accolta. Pur nella sua veste tipografica, all'inizio umile, è diventa, di anno in anno, un corredo importante della manifestazione e nel corso degli anni cresce sempre di più. Aumenta di conseguenza l’impegno dei curatori che estendono la collaborazione a chiunque voglia scrivere di Giulianova, della sua storia, e della festa in generale. La rete di interventi, pertanto, comincia ad estendersi e documenti inediti e preziosi cominciano a diventare oggetto di studio, di analisi, di pubblicazione. Entrano a far parte della rosa dei redattori nomi illustri, storici, giornalisti, ricercatori. Artisti di fama dipingono copertine e disegnano immagini della Madonna. Si va alla ricerca di foto rare negli archivi e nelle abitazioni private della città, si riportano aneddoti e vicende del passato, storie destinate, diversamente, a perdersi per sempre nella notte della dimenticanza. Si scrive, insomma, la storia di Giulianova e della sua Festa, ma il racconto è arricchito da continui riferimenti a tutto il tessuto socio culturale, all’arte, alla musica, all’urbanistica, alla letteratura, alla poesia, alla scienza. Una silloge di tutto ciò che riguarda la città, senza nessuna imposizione tematica, né tanto meno ideologica. Così nel tempo la Rivista si fa grande e si affranca dalla primitiva immagine di modesto libello per assumere i connotati di una testata ormai emancipata; la voce ufficiale della Festa più importante dell’anno.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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