"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995 - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995

Rivista

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 

CAVALLI, CAVALIERI, TAZZE E BICCHIERI

 
di Giulio Di Michele
 
Mi appoggio ad un vecchio aneddoto nostrano per alzare il velo che copre i ricordi di un passato non troppo recente ma neanche molto lontano. Quel passato, che si pose... a cavallo tra il XIX° e il XX° secolo, rammenta un momento entusiasmante per l’ippica giuliese che ebbe il suo ippodromo, la sua scuderia, un mecenate ed una folla di appassionati. Nel 1896 una circolare informava della costituita Società Ippica Abruzzese e del forte interesse dei bagnanti per le riunioni sportive, con particolare riferimento alle corse al trotto. Fu in questo periodo che Giulianova cominciò a costruire la sua fama di buon luogo di villeggiatura estiva. E non fu una semplice meteora! Lo conferma, nel 1910, una nota, che apparve su un giornale locale, “L’Abruzzo Sportivo”, con l’informazione che il Ministro dell’Agricoltura aveva assegnato un premio di lire 500 che fece raggiungere la bella cifra di lire 3.000, ai premi da mettere in palio per le tre giornate di gara del 14, 18 e 21 agosto.
 
Una circolare ed una nota su “L’Abruzzo Sportivo” confermano l’operosità della Società Ippica Abruzzese presieduta dal Comm. Francesco Ciafardoni.
     Ed eccoci a qualche ricordo significativo di cavalli e cavalieri: Faenza! Il nome di una cavallina briosa e leggiadra, dagli umori variabili e con mille capricci! Quando meno telo aspettavi ti arrecava danno, quando temevi che lo facesse ti esaltava offrendoti la gioia incontenibile di una gara perfetta, coronata da una strepitosa vittoria! Era fatta così! E tu la prendevi per quello che era, impulsiva ed anche un po’ cattivella, con quel pizzico di aria distratta, come si addice ad una gran dama.







Un manifesto, ben divulgato anche nelle zone limitrofe, ci da l’elenco dei cavalli e dei proprietari per le corse al trotto del 29 agosto e per quelle al galoppo del 31 agosto 1897.

Il tutto stava nei primi metri. Rompeva subito se non aveva voglia di correre, lasciando gli spettatori con un palmo di naso. Ma nelle giornate buone era bellissimo osservare il suo trotto elegante, fatto di cadenze ritmiche, con la sicurezza che non ci sarebbero stati avversari in grado di contrastarla. Fu allora che nacque il grido, ancora in voga oggi: parte Faenza!

  

L’ippodromo della Torre ospitava buone riunioni di corse al trotto e al galoppo. Una veduta, in quattro sezioni, mostra la grande affluenza di pubblico per le gare del 21 agosto 1898.











L'ultima licenza per l’anno 1910 che testimonia ancora l’immatura scomparsa di un cavaliere e gentiluomo tenacemente attaccato alla sua terra, ai problemi della sua città, alla voglia matta di migliorarne le condizioni di vita attraverso la sua lunghissima attività di Sindaco e di munifico cittadino.
 
Uno dei personaggi da ricordare, animatore e assiduo dell’Ippodromo della Torre: il barone Bianchi di Senigallia, aria serena e classica bonomia marchigiana. Non riusciva a spuntarla quando sul sellino avverso sedeva l’allenatore della scuderia Ciafardoni, Luigi D’Ascanio detto Sagò. E si arrabbiava e perdeva quella flemma, quel distacco, quella signorilità che gli erano congeniali.
Don Francesco, che ne comprendeva lo stato d’animo, da perfetto gentiluomo ed anfitrione inappuntabile, gli consentiva, di tanto intanto, la gioia di tagliare per primo il nastro ma il nobile marchigiano, dopo un po’. comprese l’antifona e fu ancora più felice di essere ospite del nostro ippodromo dove, oltre tutto, lo colmavano di premure e gentilezze.




  
Queste due fotografie ci mostrano Don Francesco all’uscita delle scuderie.

 Mosè! Un cavallo rimasto per diverso tempo sulla cresta dell’onda. Andatura possente ma regolare. garretti d’acciaio, corsa di testa anche in dirittura d’arrivo per sfrecciare sicuro davanti a tutti e tagliare vittorioso il traguardo. Mosè ebbe un compito importante: salvare il buon nome della scuderia con le sue sfavillanti vittorie e nitrire di gioia di fronte alla ricompensa dello zuccherino.
 Sulla costa abruzzese. ed anche oltre, l’ippodromo della Torre polarizzava gli interessi ippici dell’epoca con le sue corse di cavalli al trotto, al galoppo e lo sfoggio di casacche tra tante bandiere che garrivano al vento.
 Ottima pista che si cercò di ampliare ma non se ne ebbe il tempo per alcuni incidenti di percorso non proprio...ippici.
 Concorrenti e spettatori persero il loro ippodromo ma il nome di Giulianova. ancora oggi. appare sul programma di una gara ippica, che annualmente si corre a Bologna, e ci rammenta che cento anni fa... anche questa nostra cittadina ebbe il suo momento di gloria…
 E le tazze, i bicchieri? Per ora non ho tempo ma il prossimo anno vi racconterò come iniziavano e finivano le famose cene del celeberrimo avvocato Attilio Re.

La pubblicazione è stata curata da: Mario Orsini e Pierino Santomo.
Tutti i diritti riservati agli autori. Riproduzione anche parziale di testi e foto sono da concordare con i curatori della rivista "Madonna dello Splendore”.
 

La Rivista “Madonna dello Splendore” nasce, con il primo numero, nel 1982 da una timida idea di Padre Candido Donatelli, Pierino Santomo, Mario Orsini e Sergio Di Diodoro. Si pensa ad un’iniziativa editoriale che non vada oltre la raccolta di qualche scritto divulgativo sulla Festa e di qualche rara foto d’epoca. Ed è subito successo. La Rivista è ricercata, letta, bene accolta. Pur nella sua veste tipografica, all'inizio umile, è diventa, di anno in anno, un corredo importante della manifestazione e nel corso degli anni cresce sempre di più. Aumenta di conseguenza l’impegno dei curatori che estendono la collaborazione a chiunque voglia scrivere di Giulianova, della sua storia, e della festa in generale. La rete di interventi, pertanto, comincia ad estendersi e documenti inediti e preziosi cominciano a diventare oggetto di studio, di analisi, di pubblicazione. Entrano a far parte della rosa dei redattori nomi illustri, storici, giornalisti, ricercatori. Artisti di fama dipingono copertine e disegnano immagini della Madonna. Si va alla ricerca di foto rare negli archivi e nelle abitazioni private della città, si riportano aneddoti e vicende del passato, storie destinate, diversamente, a perdersi per sempre nella notte della dimenticanza. Si scrive, insomma, la storia di Giulianova e della sua Festa, ma il racconto è arricchito da continui riferimenti a tutto il tessuto socio culturale, all’arte, alla musica, all’urbanistica, alla letteratura, alla poesia, alla scienza. Una silloge di tutto ciò che riguarda la città, senza nessuna imposizione tematica, né tanto meno ideologica. Così nel tempo la Rivista si fa grande e si affranca dalla primitiva immagine di modesto libello per assumere i connotati di una testata ormai emancipata; la voce ufficiale della Festa più importante dell’anno.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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