"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995 - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995

Rivista

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 

PER UN BENE CULTURALE DINAMICO

 
di Ludovico Raimondi
 
I beni bibliografici, artistici e museali fanno parte di quel patrimonio della cultura di Giulianova di cui tanti (troppi) non hanno conoscenza nè coscienza.
 
Madonna delle tre corone. Olio su lamina di rame (8x11cm.) Opera di Pompeo Batoni: esposta nella Pinacoteca V. Bindi di Giulianova
 
In parte ciò è da ascrivere alla generale decadenza culturale che, negli ultimi lustri, si è registrata nella nostra città, schiacciata da messaggi, più o meno demagogici, di spicciola quotidianità.
Le responsabilità, tuttavia, sono diventate un virus dal quale le Istituzioni non sono immuni o non hanno saputo preservarsi. Per esempio, gli apparati scolastici: soltanto per intraprendenza di pochi, singoli insegnanti è tuttora possibile realizzare un rapporto diretto fra gli studenti e la Biblioteca (intesa come sede di riferimento anche dei musei).
La burocratizzazione degli ordinamenti del settore (proprio il male che era nelle intenzioni debellare) ha limitato, o addirittura impedito, la “istituzionalizzazione” di tale rapporto: fruizione e frequentazione delle strutture primarie, pubbliche e private, di consultazione, di ricerca, di arricchimento delle basi e dei programmi didattici.
Nemmeno le Amministrazioni Comunali che si sono succedute negli anni, tuttavia, hanno fatto abbastanza affinché fossero pienamente conosciuti e valorizzati, con una adeguata disponibilità di risorse e di strumenti, i loro tesori nascosti.
Alla radice, probabilmente, delle difficoltà di istituzionalizzare il rapporto bene culturale-scuola-città è la miopia oscurantista di concepire il bene bibliografico, artistico e museale come statico e non dinamico: una casa di riposo di libri e opere, una voce passiva dei bilanci, e non - come sarebbe più giusto - un Servizio alla cittadinanza. o meglio un Investimento nel futuro della cittadinanza.
Il tema è atavico, dibattuto da sempre. Guai, però, farsi vincere dal fatalismo, a costo di essere provocatori. Ecco, allora, che la dinamicità va “inventata”, affinché i nostri patrimoni non sopravvivano ma vivano, non si adagino sul passato ma si muovano nel presente proiettandosi nel futuro. Come? Ponendosi pochi, significativi, attuabili obiettivi. Non libri dei sogni bensì progettualità concreta.
 
"Vittorio Emanuele II° a cavallo” (1892) di Michele Cammarano (Pinacoteca V. Bindi - Giulianova)
 
Scuola e Comune, innanzitutto: istituire un gruppo di lavoro (ristretto) per studiare e applicare piani che consentano di avvicinare i beni culturali ai giovani (e viceversa) attraverso incontri, ore di lezioni mirate, dibattiti, interscambi. Creare la “cultura della lettura”, non soltanto del libro, ma di qualsiasi testimonianza dell’espressione di crescita della città, delle sue memorie storiche.
Il Coordinamento, un altro passo fondamentale per mirare gli obiettivi ad ogni livello. Questa Piccola Città ha Intelligenze in disparte, emarginate dallo strapotere della politica e dal macchiavellismo dei nuovi yuppies. Si dia loro un nuovo motivo di contributo progettuale, per il pieno recupero dell’esistente e lo sviluppo del nuovo. Due anni fa abbiamo presentato, in questa stessa rivista, il progetto di Sistema Bibliotecario Coordinato ed Integrato. Comune, Centro Servizi Culturali e Centro Culturale “San Francesco” (con il coinvolgimento prossimo del “Museo dello Splendore”) hanno introdotto, quantomeno nei presupposti di principio, un concetto dinamico dei beni bibliografici e artistici. Il rinnovo mirato degli abbonamenti alle riviste, cui seguirà quello dell’acquisto dei libri sulla traccia della individuazione delle sezioni di maggiore vocazione di ciascuna biblioteca, è stato un primo gradino della scala, anche questa di difficoltosa ascesa per via dei freni e dei meccanismi della burocrazia, pubblica in specie. Comunque una prima piccola spallata all’immobilismo, alla “staticità” della gestione del bene culturale che aspetta in salotto i suoi (pochi, tenaci) cultori.
 
“Temporale” di Consaivo Carelli (Pinacoteca V. Bindi, - Giulianova
 
Ancora in riguardo all’arricchimento del patrimonio bibliografico, altre logiche di stampo clientelare e di tipo conservatore vanno via via crollando. L’individuazione delle sezioni del sistema SBCI costituisce una prima apertura seguendo i mutamenti dei tempi, delle preferenze, del mercato (la sezione “Informatica”: della Biblioteca Civica “V. Bindi”, per citare a caso). Ampliare la gamma delle opportunità di consultazione e di ricerca razionalizzando le spese non è forse di per sè un risultato di dinamismo? E non lo è l’altro criterio “una copia di cento libri, non cento copie di un libro” che si tenta. fronteggiando qualche resistenza dall’alto, di istituire.
Un capitolo a parte merita la Pinacoteca Civica, che raccoglie una delle più importanti collezioni italiane de “La Scuola di Posillipo”. Il pieghevole, edito l’anno scorso dal Comune in collaborazione con il Centro Servizi Culturali, a scopo divulgativo esterno e informativo interno, elenca le opere esposte con la relativa numerazione, la piantina dei locali che le ospita e i cenni sulle caratteristiche fondamentali del movimento pittorico che rappresentano. Una piccola, grande conquista alla quale corrisponderà a breve, grazie alla Fondazione TERCAS, la targhettatura delle opere medesime. Il minimo che si conviene ad un museo e che, negli auspici, va allargato a tutte le sale museali, anche quelle di carattere archeologico. Lo spirito da cui è nato il pieghevole ripropone, tuttavia, il dilemma: se sia opportuno fare “uscire” dall’antico Palazzo Bindi il patrimonio pittorico della Pinacoteca per farsi meglio conoscere. Personalmente non avrei alcuna remora a rispondere di sì, se ci fossero le condizioni strutturali ed organizzative per consentirlo.
Esistono in realtà edifici che possano accogliere la collezione offrendo le dovute garanzie di sicurezza e di sistemazione? Confrontandoci spesso sul quesito, sembra di no. Il Centro Congressi “Kursaal” non è - a mio modesto avviso - preparato, così come, per altri versi, non lo è il “Museo dello Splendore” prossimo venturo. Il vecchio Ospedale, come Centro della Cultura, è soltanto una idea lungi dal diventare realtà.
“Nell’attesa che venga quel giorno”, una proposta appare sicuramente valida, quella del poliedrico Gaetano Torresi: un itinerario culturale nel Centro Storico, contenitore di mostre e iniziative di vario genere avente per terminale una esposizione delle opere attualmente riposte della Pinacoteca (evidentemente recuperate al migliore e più degno decoro) all’interno del Palazzo Re che sta diventando, per sensibilità di Luigi Re e per determinazione del Gruppo Corale “G. Braga”. un punto di riferimento meritevole della massima attenzione. Diciamo pure: un esempio da seguire, non soltanto come occasione di mostra di quadri (fatto comunque importante di per sè) quanto come tentativo, più volte sbandierato e mai convintamente concretato a livello politico, di cultura viva e di vita stessa del luogo (nello specifico il Centro Storico) in cui essa si integra.
Nel frattempo, è doveroso che la Pinacoteca si faccia conoscere da dentro, nel Palazzo che ne è culla per merito dell’illustre giuliese Vincenzo Bindi, e che identica finalità si pongano le altre case e sale museali, dalla Cermignani alla Pagliaccetti, con una diversa dinamica degli orari di apertura nel periodo estivo e; non ultimo, con una ristrutturazione senza la quale il giro di vite rimarrà sempre un appuntamento mancato.
 
La pubblicazione è stata curata da: Mario Orsini e Pierino Santomo.
Tutti i diritti riservati agli autori. Riproduzione anche parziale di testi e foto sono da concordare con i curatori della rivista "Madonna dello Splendore”.
 

La Rivista “Madonna dello Splendore” nasce, con il primo numero, nel 1982 da una timida idea di Padre Candido Donatelli, Pierino Santomo, Mario Orsini e Sergio Di Diodoro. Si pensa ad un’iniziativa editoriale che non vada oltre la raccolta di qualche scritto divulgativo sulla Festa e di qualche rara foto d’epoca. Ed è subito successo. La Rivista è ricercata, letta, bene accolta. Pur nella sua veste tipografica, all'inizio umile, è diventa, di anno in anno, un corredo importante della manifestazione e nel corso degli anni cresce sempre di più. Aumenta di conseguenza l’impegno dei curatori che estendono la collaborazione a chiunque voglia scrivere di Giulianova, della sua storia, e della festa in generale. La rete di interventi, pertanto, comincia ad estendersi e documenti inediti e preziosi cominciano a diventare oggetto di studio, di analisi, di pubblicazione. Entrano a far parte della rosa dei redattori nomi illustri, storici, giornalisti, ricercatori. Artisti di fama dipingono copertine e disegnano immagini della Madonna. Si va alla ricerca di foto rare negli archivi e nelle abitazioni private della città, si riportano aneddoti e vicende del passato, storie destinate, diversamente, a perdersi per sempre nella notte della dimenticanza. Si scrive, insomma, la storia di Giulianova e della sua Festa, ma il racconto è arricchito da continui riferimenti a tutto il tessuto socio culturale, all’arte, alla musica, all’urbanistica, alla letteratura, alla poesia, alla scienza. Una silloge di tutto ciò che riguarda la città, senza nessuna imposizione tematica, né tanto meno ideologica. Così nel tempo la Rivista si fa grande e si affranca dalla primitiva immagine di modesto libello per assumere i connotati di una testata ormai emancipata; la voce ufficiale della Festa più importante dell’anno.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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