"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995 - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995

Rivista

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 

Appello per S. ANNA - Una chiesetta cinquecentesca del centro storico


 
di Mario Montebello
 
Già nell’Antico Testamento troviamo il nome ebraico Hannâh; non vi è però nessun passo dei Vangeli che ci dica che la madre della Vergine Maria portasse il nome Anna; si tratta di una pia tradizione tramandata da alcuni apocrifi ed accolta già in età molto antica dalla Chiesa. Il nome quindi ha avuto considerevole fortuna in molti paesi della Cristianità, ed alla madre di Maria sono state dedicate di frequente chiese e cappelle. Nel centro storico di Giulianova, vicino alla rocca e sull’incrocio tra via dell’Asilo (odierna via Cavour) e via della Rocca, sorge una chiesetta intitolata a S. Anna, che da molti decenni versa in uno stato di completo abbandono: i muri perimetrali si presentano ancora solidi, ma la copertura a volta ed il tetto sono crollati e l’ambiente è completamente scoperto. La facciata in laterizi è di chiara linea rinascimentale, e nella sua impostazione sobria ricorda quella di S. Francesco di Paola (oggi S. Antonio). Di recente, l’interno è stato accuratamente ripulito dalle macerie del crollo e la vecchia porta sostituita con una lastra di cristallo che permette la visione completa dell’interno.
 
         
Due foto molto eloquenti circa lo stato di completo abbandono nel quale versa la chiesa di S. Anna. Sarebbe auspicabile un suo completo restauro alfine di restituire a questo gioiello architettonico tutta la sua originaria bellezza.

Proprio in rapporto a questo fatto, molti cittadini interessati alla conservazione ed alla tutela del centro storico hanno telefonato o contattato personalmente i membri della redazione di questa rivista per sollecitarne il fattivo interessamento, in quanto la sistemazione attuale (anche se provvisoria) ha permesso almeno di riscoprire all’interno uno splendido altare settecentesco, di cui l’intera cittadinanza aveva perso memoria; e a destra di questo, una nicchia con il catino a conchiglia di carattere decisamente classico-rinascimentale, analoga ai nicchioni di S. Flaviano esistenti prima dei disgraziati restauri del secondo dopoguerra. La cittadinanza può visitare l’edificio sacro, e rendersi conto della sua raccolta semplicità ed eleganza.
Ma ci sono più sottili ragioni di interesse: collocata lungo l’asse di via dell’Asilo, la chiesetta fa da contrappeso urbanistico alla chiesa di S. Rocco all’altra estremità della via, per cui l’una serviva la popolazione attorno alla rocca e l’altra quella dell’ospedale (odierno Istituto
Castorani: S. Rocco è appunto il patrono degli appestati). La collocazione studiata delle due chiese nei relativi ambiti urbani fa pensare che esse non siano sorte a caso ma risalgano al piano di fondazione di Giulianova, dovuto all’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, che probabilmente fu presentato agli Acquaviva dal vescovo aprutino Giovanni Antonio Campano (si veda il nostro volume: Francesco di Giorgio Martini e Giulianova, Padova 1994); gli elementi rinascimentali che la ricollegano ad altre chiese giuliesi datate tra la fine del ‘400 ed i primi del ‘500 rendono questa ipotesi assai probabile. Ricapitolando, l’ipotesi di attribuzione al piano urbanistico di fine ‘400 e gli elementi architettonici ancora visibili in loco rendono la chiesetta ampiamente meritevole di salvaguardia; essa per di più contribuirebbe alla riqualificazione religiosa e sociale di un ambito urbano per troppi anni abbandonato, e che deve far rivalere i propri diritti.
Per avviare quest’opera di recupero lanciamo un appello: il Comitato dei festeggiamenti per la Madonna dello Splendore potrebbe ogni anno accantonare una parte della somma raccolta tra i cittadini (che viene letteralmente bruciata in due giorni tra spari e bande) per destinarla al progressivo recupero e riapertura al culto della chiesetta, onorando così la madre della Vergine con un’opera destinata a durare. Nello stesso tempo, qualche architetto sensibile a queste problematiche dovrebbe eseguire in spirito di servizio alla comunità i necessari rilievi e disegni, sulla base dei quali potremmo proseguire negli studi rivolti a caratterizzare e datare con più precisione l’edificio, e tutto come preparazione dei futuri restauri sotto l’aspetto sia economico che tecnico. Chi è interessato a collaborare è pregato di mettersi in contatto colla redazione della rivista, che si impegna fin da ora a pubblicare disegni e studi.
La riqualificazione di tale ambito urbano si completerebbe col restauro della Rocca, già studiato dal Comune; al riguardo va notato però un errore gravissimo, in quanto è stato preso in considerazione il solo mastio della Rocca e non l’intero quadrilatero con il cortile interno, e le adiacenze pure legate a tale opera di difesa (un altro errore è stato procedere all’asfaltatura di via della Rocca: ma come si fa a procedere con tanta cecità, proprio nel momento in cui si dice di volere “restaurare’’?!)
 
La pubblicazione è stata curata da: Mario Orsini e Pierino Santomo.
Tutti i diritti riservati agli autori. Riproduzione anche parziale di testi e foto sono da concordare con i curatori della rivista "Madonna dello Splendore”.
 

La Rivista “Madonna dello Splendore” nasce, con il primo numero, nel 1982 da una timida idea di Padre Candido Donatelli, Pierino Santomo, Mario Orsini e Sergio Di Diodoro. Si pensa ad un’iniziativa editoriale che non vada oltre la raccolta di qualche scritto divulgativo sulla Festa e di qualche rara foto d’epoca. Ed è subito successo. La Rivista è ricercata, letta, bene accolta. Pur nella sua veste tipografica, all'inizio umile, è diventa, di anno in anno, un corredo importante della manifestazione e nel corso degli anni cresce sempre di più. Aumenta di conseguenza l’impegno dei curatori che estendono la collaborazione a chiunque voglia scrivere di Giulianova, della sua storia, e della festa in generale. La rete di interventi, pertanto, comincia ad estendersi e documenti inediti e preziosi cominciano a diventare oggetto di studio, di analisi, di pubblicazione. Entrano a far parte della rosa dei redattori nomi illustri, storici, giornalisti, ricercatori. Artisti di fama dipingono copertine e disegnano immagini della Madonna. Si va alla ricerca di foto rare negli archivi e nelle abitazioni private della città, si riportano aneddoti e vicende del passato, storie destinate, diversamente, a perdersi per sempre nella notte della dimenticanza. Si scrive, insomma, la storia di Giulianova e della sua Festa, ma il racconto è arricchito da continui riferimenti a tutto il tessuto socio culturale, all’arte, alla musica, all’urbanistica, alla letteratura, alla poesia, alla scienza. Una silloge di tutto ciò che riguarda la città, senza nessuna imposizione tematica, né tanto meno ideologica. Così nel tempo la Rivista si fa grande e si affranca dalla primitiva immagine di modesto libello per assumere i connotati di una testata ormai emancipata; la voce ufficiale della Festa più importante dell’anno.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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