"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995 - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995

Rivista

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 

Alcune attività sorte intorno al Santuario della Madonna dello Splendore: il Museo d’Arte Contemporanea, il Laboratorio di Restauro e la Biblioteca Conventuale “P. Candido Donatelli”

 
Intervista al Dott. Sandro Galantini, responsabile del servizio
 
di Gabriele Di Cesare
 
Cosi appare l’esterno della Biblioteca P. Candido Donatelli, ricca di ben 15.000 volumi. Da notare sulla destra la targa posta a ricordo di P. Candido, che fu un grande cultore di storia abruzzese.
 
Anche per la festa della Madonna dello Splendore di quest’anno (1995), sono stato invitato da Pierino Santomo a fornire un qualche contributo. Insieme alla classe IV D del Liceo Scientifico di Teramo ho pensato di fermare l’attenzione non solo sul Santuario, come negli anni passati, ma soprattutto su alcune delle attività che nel tempo sono sorte intorno ad esso anche per iniziativa di padre Serafino Colangeli, attuale padre guardiano del Convento giuliese, notissimo come fondatore e principale animatore della piccola Opera Charitas. Eletto responsabile del Convento Cappuccino di Giulianova, Padre Serafino stese un programma che rese pubblico affiggendolo in una bacheca sulla sinistra della porta d’ingresso della chiesa del Santuario. Oltre all’assistenza ai poveri (attività nella quale egli è davvero un pioniere), padre Serafino dichiarava la volontà di “mettere a disposizione della comunità cristiana e civile i beni in possesso del convento e fruibili anche dagli altri”. Intorno al Santuario dello Splendore stanno fiorendo alcune attività tra le quali bisogna ricordare almeno l’allestimento del Museo di arte contemporanea e l’apertura al pubblico della biblioteca conventuale; entrambi gli avvenimenti dovrebbero avvenire entro l’estate del 1995.
Ha scritto P. Serafino: “Da 25 anni ampi spazi del convento erano inutilizzati. Un carissimo amico entusiasta del nostro convento per la bellezza della natura che lo circonda e per la impagabile veduta sul mare, affida la sua prestigiosa raccolta di Arte Contemporanea di oltre 200 pezzi tra quadri, e sculture alla città di Giulianova”.
“I lavori procedono alacremente”, continua il programma di P. Serafino, “i locali ancora grezzi possono essere visitati; speriamo che il Museo possa essere inaugurato nella stagione estiva 1995.
 
Un‘altro aspetto esterno della Biblioteca P Candido Donatelli.
 
Per la ristrutturazione del Convento e l’adattamento a Museo abbiamo avuto un contributo regionale POP che copre solo il 60% delle spese; il restante 40% viene integrato dalla Curia Provinciale dei Cappuccini, dalla Comunità Cappuccina di Giulianova e dall’Associazione Centro Culturale S. Francesco che è un istituzione della Piccola Opera Caritas, la quale assumerà anche la gestione del Museo”. Connesso con il Museo posto al piano sottostante, è stato aperto 2 anni fa un laboratorio di restauro, specializzato nella riparazione di dipinti antichi e moderni.
Il laboratorio è gestito da Florinda Losco, diplomata presso l’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, dipendente della piccola Opera Caritas. Sorretta dalla filosofia secondo la quale ogni opera d’arte gode di un carattere intrinseco di irriperibilità, la signorina Losco mi ha dichiarato la inesistenza di distinzione “fra manufatti maggiori e manufatti minori per il lavoro documentario, per la specifica storia di ognuno di essi”. La conseguenza è che “ogni intervento di restauro è degno della medesima cura”. L’attività del laboratorio si è esplicata fino a oggi a favore di privati, in particolare nel campo dell’arte sacra, con risultati degni della massima attenzione. Frutto sicuramente dell’alto grado professionale e dell’entusiasmo con i quali la restauratrice porta a termine lavori che le vengono affidati. Al primo posto del suo programma, però, P. Serafino pose la sistemazione della biblioteca conventuale, formata da circa 15.000 volumi, che coprono più di 4 secoli di cultura: dal 500 a oggi. Testi “raccolti da tante generazioni di frati” scrive P. Serafino, che li utilizzarono per la propria formazione religiosa, teologica, filosofica e storica. Vi sono compresi anche “i libri preziosi di Abruzzesistica raccolti da P. Candido Donatelli”, che vi si dedicò con ammirevole senso di abnegazione e invidiabile successo. Nel mese di maggio p.v. probabilmente la biblioteca conventuale verrà aperta al pubblico, grazie anche all’opera del dott. Sandro Galantini, giovane dinamico, colto, brillante nella conversazione che vi lavora part-time quale dipendente del Centro Culturale S. Francesco (altra importante fondazione di Padre Serafino, 1983). Proprio in questi giorni egli sta portando a termine il lavoro di inventariazione e schedatura dei testi che saranno messi a disposizione del pubblico. Al dott. Galantini mi sono rivolto per avere notizie più precise sulle origini e lo sviluppo della biblioteca.
Dott. Galantini, l’altro giorno ho portato in visita guidata una classe del Liceo Scientifico di Teramo alla quale Lei ha sintetizzato le caratteristiche di questa nuova biblioteca che sorge a Giulianova. Io vorrei notizie più precise, più tecniche direi A cominciare dalle origini.
“La biblioteca annessa al Convento dei Cappuccini “Madonna dello Splendore” in Giulianova trae le sue origini dal considerevole patrimonio librario posseduto dai frati cappuccini qui stabilitisi allorquando detto Ordine si insediò nell’antico complesso monastico che era stato dei Celestini (per agili rilievi storici relativi alla storia del santuario cfr. Giulianova e il Santuario Maria Santissima dello Splendore). Le esigenze didattiche connesse alla presenza nel complesso conventuale, sin dal dopoguerra, dello studentato di filosofia contribuirono non poco ad ampliare l’originario e già ragguardevole fondo librario posseduto. L’alacre opera di padre Candido Donatelli (Ateleta 1927 - Giulianova 3 marzo 1994), frate cappuccino, ha poi, in tempi a noi prossimi, giovato in modo considerevole alla ricchezza della biblioteca”.
Ma chi era Padre Candido al quale è stata intestata la biblioteca, come traspare dalla lapide affissa all’entrata?
“Fu una straordinaria figura di ricercatore attento e appassionato, membro della Deputazione di Storia Patria per gli Abruzzi, autore di numerosi lavori di carattere storico, bibliofilo ed esperto di numismatica e filatelia. Di Padre Candido rimane lo straordinario ricco patrimonio librario dedicato all’Abruzzo (arte, letteratura, storia), ammontante a oltre seimila tra libri, opuscoli, ed estratti, tra i quali testi antichi, rari e di pregio, che oggi compongono le sezioni di Abruzzesistica e i fondi Appuro-Molisano e Umbro-Marchigiano della biblioteca che porta il suo nome in considerazione delle altissime benemerenze acquisite”.
L’apertura al pubblico è stata voluta da Padre Serafino, che ha voluto mettere a disposizione degli studiosi un altro patrimonio librario di primaria importanza, dopo la biblioteca del “Centro Culturale San Francesco”.
“Sì, la biblioteca è stata voluta dall’attuale Padre Guardiano del Convento, padre Serafino Colangeli, ed è stata realizzata facendo ricorso a criteri avanzatissimi sotto il profilo progettuale. Estesa su oltre 150 metri quadrati, di illuminazione particolarmente idonea, ed è immersa in questa splendida cornice del Santuario”.
Dott. Galantini, adesso scendiamo nei particolari. Io divento abbastanza curioso quando mi trovo tra le mani testi di questo genere. E, dato che non posso sfogliarli uno per uno, sia per mancanza di tempo, sia per rispetto a questi che io considero autentici monumenti del nostro passato, chiedo a Lei: quali i testi di maggiore pregio? Quali i testi rari?
“Lei sa bene che in un complesso di circa 15.000 testi. afferenti alla letteratura, alla storia, all’arte, alla teologia e alla filosofia è difficile sceglierne alcuni senza fare torto a tutti gli altri. Come ha potuto vedere personalmente, molte sono le edizioni del ‘500 e del ‘600. Sempre più numerose quelle che vanno dal ‘700 a oggi. Ma andiamo per ordine.
Per quanto riguarda i manoscritti noterò i seguenti: Souvenir d’Amérique, Capriccio per violoncello di G. Braga (solo la terza parte), ediz. Schott; Libro dei conti dell’edificio di San Martino d’Ocre, S. Martino 1829/1922; Canoni enfiteutici delle case e dei terreni del monastero di S. Chiara di Penne dal 1816 al 1825; e soprattutto il Registro delle deliberazioni della Congregazione di Carità. Per quanto attiene ai testi più o meno rari segnalo soltanto: Archidipno, ovvero dell’insalata e dell’uso di essa di Salvatore Massonio (Venezia, 1627); una raccolta di composizioni varie di Gio: Battista Marino (anni vari a partire dal 1624); Placita principum seu Constitutiones Regni Neapolitani cum glossis (Lugduni, 1534) con riferimenti alla dottrina giuridica di Luca Di Penne e Marino di Caramanico; Dell’Historia della città e Regno di Napoli di Gio: Antonio Summonte (Napoli, 1675; 2ª edizione).
Abbiamo poi testi di una certa importanza per la storia regionale. Ad esempio: Historiae Marsorum libri tres di Muzio Febonio (Napoli, 1678); Memorie historiche del Sannio di Gio: Vincenzo Ciarlanti (Isernia, 1644); Difesa per la fedelissima città dell’Aquila (Napoli. 1752); Regio Marsicana di Pietro- Antonio Corsignani (Napoli, 1738).
Relativamente alla storia di Teramo, infine, la biblioteca può disporre di molti dei testi classici: M. Mutij, Carlo Campana, Niccola Palma (2ª ed.), Pancrazio Palma, di diverse opere di Francesco Savini, persino dell’opera dell’Amary. Voglio sottolineare altri due titoli: una rara “strenna” del 1884, pressochè introvabile, del caricaturista teramano Gregorio De Filippis Delfico, e il Catalogo di uomini illustri per santità, dottrina e dignità usciti in diversi tempi dalla città di Teramo, pubblicato a Teramo 1766 pel Consorti, e Felcini”.
Lei mi ha fornito un quadro breve ma esauriente rispetto al regno di Napoli, alla regione Abruzzo e alla provincia di Teramo. Ma che possibilità ha la biblioteca “Donatelli” di soddisfare le esigenze di studiosi di altre regioni?
“Intanto, comincio col dire che esiste una intera sezione che riguarda le ex “Province Napoletane”. Contiene volumi, testi ed opuscoli relativi alla storia del Regno di Napoli: testi del Giustiniani, del Troyli e del Summonte nelle edizioni settecentesche e ottocentesche.
La biblioteca ha organizzato, inoltre, sezioni autonome concernenti regioni finitime. In particolare due: la Sezione Appuro-Molisana, con testi relativi alle regioni Molise e Puglia; e la Sezione Umbro-Marchigiana per la quale, in particolare, sono in corso contatti con la Deputazione di Storia Patria delle Marche per arricchire ulteriormente, con testi di indubbia utilità, il fondo attualmente presente. Analoghi contatti sono stati presi con l‘Amministrazione provinciale di Campobasso per l’integrazione del fondo molisano”.
La ringrazio anche per la chiarezza espositiva. Ora Le formulo la stessa domanda riferitamente all’Abruzzo.
“Le sezioni relativa all’Abruzzo sono le seguenti:
1. Storia Abruzzese.
Vi sono comprese le opere relative alla storia generale della regione, ivi comprese le “collane”, ad esempio, quella dell’Editore Polla di Cerchio, nonché tutti testi sinora editi dalla Deputazione di Storia Patria per gli Abruzzi.
2. Abruzzo Miscellanea.
Comprende opere varie, quali ad esempio: guide turistiche, archeologia, flora e fauna, legislazione regionale, descrizioni e viaggi, discorsi e biografie, sussidi per la ricerca bibliografica, ecc.
3. Abruzzo Letteratura.
Sezione particolarmente nutrita, comprensiva di una sotto sezione concernente opere su e di Gabriele D’Annunzio. Tra queste ultime le opere del Pescarese pubblicate dalle edizioni del “Vittoriale degli Italiani”. La sezione comprende anche opere di dialettologia e di glottologia abruzzese, nonché studi di linguistica variamente intesi.
4. Abruzzo arte.
Opere afferenti, cioè, alla storia dell’arte, ai monumenti più ragguardevoli della regione, all’attività di artisti contemporanei, alle mostre tenute in regione o fuori, qualora riguardino artisti abruzzesi, cataloghi fotografici, ecc. Altri volumi segnatamente relativi a plurimi aspetti di una determinata provincia, poi, sono compresi nelle specifiche sezioni: Aquila, Teramo, Pescara Chieti”.
 
Ringrazio il Dott. Sandro Galantini e formulo, anche a nome dei miei studenti e dei lettori, i migliori auguri alla nuova biblioteca, nella convinzione che essa sarà strumento utile per quanti vorranno o potranno fruirne. Michel de Montaigne, scrittore francese (1533-1592), pensava questo dei libri: “Non viaggio senza libri né in pace né in guerra ... E’ il miglior viatico che abbia trovato per questo viaggio umano” (Essais, III, 3).

La pubblicazione è stata curata da: Mario Orsini e Pierino Santomo.
Tutti i diritti riservati agli autori. Riproduzione anche parziale di testi e foto sono da concordare con i curatori della rivista "Madonna dello Splendore”.
 

La Rivista “Madonna dello Splendore” nasce, con il primo numero, nel 1982 da una timida idea di Padre Candido Donatelli, Pierino Santomo, Mario Orsini e Sergio Di Diodoro. Si pensa ad un’iniziativa editoriale che non vada oltre la raccolta di qualche scritto divulgativo sulla Festa e di qualche rara foto d’epoca. Ed è subito successo. La Rivista è ricercata, letta, bene accolta. Pur nella sua veste tipografica, all'inizio umile, è diventa, di anno in anno, un corredo importante della manifestazione e nel corso degli anni cresce sempre di più. Aumenta di conseguenza l’impegno dei curatori che estendono la collaborazione a chiunque voglia scrivere di Giulianova, della sua storia, e della festa in generale. La rete di interventi, pertanto, comincia ad estendersi e documenti inediti e preziosi cominciano a diventare oggetto di studio, di analisi, di pubblicazione. Entrano a far parte della rosa dei redattori nomi illustri, storici, giornalisti, ricercatori. Artisti di fama dipingono copertine e disegnano immagini della Madonna. Si va alla ricerca di foto rare negli archivi e nelle abitazioni private della città, si riportano aneddoti e vicende del passato, storie destinate, diversamente, a perdersi per sempre nella notte della dimenticanza. Si scrive, insomma, la storia di Giulianova e della sua Festa, ma il racconto è arricchito da continui riferimenti a tutto il tessuto socio culturale, all’arte, alla musica, all’urbanistica, alla letteratura, alla poesia, alla scienza. Una silloge di tutto ciò che riguarda la città, senza nessuna imposizione tematica, né tanto meno ideologica. Così nel tempo la Rivista si fa grande e si affranca dalla primitiva immagine di modesto libello per assumere i connotati di una testata ormai emancipata; la voce ufficiale della Festa più importante dell’anno.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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