"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995 - Complesso di Maria SS.ma dello Splendore - Viale dello Splendore, 121 - 64021 Giulianova (Te).

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"La Rivista Madonna dello Splendore" n° 14 del 22 Aprile 1995

Rivista

I nostri consigli... per le vostre vacanze.

 
L’ampia spiaggia a nord del porto, dotata di ogni tipo di struttura turistica. Giulianova - Una limpida distesa blu che incontra il cielo all’orizzonte, la natura dirompente della Regione Verde d’Europa alle spalle, il profumo intenso di fiori, e ancora palme, pini e oleandri a incorniciare un quadro di rara bellezza. Così si mostra agli occhi di un turista ammaliato il litorale giuliese, lungo e ben attrezzato, con un eccellente porto turistico.
 

LA MUSICA BANDISTICA ABRUZZESE

 
di Luigi Bracili
 
La primavera porta con sè il rinnovo annuale di una festa di fede e di popolo nel centro storico di Giulianova che onora, da sempre, la propria devozione per la Vergine Maria Santissima dello Splendore.
Abbiamo detto festa di popolo ed è per questo che ogni anno, senza soluzione di continuità, nella cosidetta “ouvertoure” delle feste popolari e religiose in Abruzzo, le bande musicali rinforzano sulla “cassarmonica” ubicata nella grande terrazza sul mare la passione per un tipo di musica che non tramonta.
 
E’ il 22 aprile 1993. La banda si accinge a percorrere nuovamente, all’imbrunire, Corso Garibaldi; allietando i giuliesi con le sue briose marcette.
 
Quale la storia dei ... “Premiati gran concerti”?
Per tracciare la storia della musica bandistica abruzzese dal 1772, anno in cui si ipotizza l’inizio dell’attività concertistica - bandistica in Abruzzo fino a dieci anni fa quando i nostri Premiati Gran Concerti cessarono di diventare bande di giro, una pagina come questa basterebbe solo per la prefazione.
Per redigere la storia di più di due secoli delle nostre bande musicali occorrerebbero tanti tomi con tante pagine da riempire. Chi ama le statistiche ha stabilito, cifre alla mano, che su 308 Comuni esistenti nella nostra regione ben 127 hanno avuto una banda musicale. A questa cifra assai cospicua vanno aggiunte altre 20 bande appartenenti a delle frazioni, se non addirittura a delle contrade che non venivano riportate neppure sulle canine geografiche.
Il mondo bandistico abruzzese, collocato fra la storia ed il folklore, ha rappresentato da sempre uno spaccato della vita colorita, ma povera, sacrificata, ma anche piena di soddisfazioni. «...N’arte puverelle» la definì Modesto Della Porta, il grande cantore delle bande abruzzesi, ma poi quasi per codificare la passione irreversibile dei bandisti così concludeva.
...Sò vecchie, né mi fide cchiù
m’avesse aripusà, sarebbe l’ore
ma chi t’ajute se nen fi ta-pù.
Come era formata la tipica banda musicale abruzzese? A parte i solisti, quelli chiamati professori, suonatori di prima fila che, supportati dai loro studi musicali, ottenevano contratti di una certa consistenza e pretendevano vari privilegi, per il resto il corpo musicale era composto in prevalenza da artigiani con l’eccezione di qualche contadino. Sarti, calzolai, falegnami, qualche barbiere e rari fabbri. Questo il ventaglio di appartenenza artigianale dei nostri bandisti, giustamente definiti «umili e fieri artigiani del suono per donare al popolo la gioia della bella musica.»
 
Una Giulianova ricca di lucia di colori è quella che possiamo ammirare ad ogni festa del 22 aprile. Le esibizioni bandistiche concorrono molto a creare un clima festoso.
 
Gli artigiani-bandisti avevano dunque una doppia vita. D’inverno si alzavano prestissimo e lavoravano alacremente finché li assisteva la luce naturale, poi, sul far della sera, tutti alle prove, lunghe, estenuanti, con continue ripetizioni sonore imposte dal maestro-concertatore, quasi sempre molto preciso e meticoloso al limite della pignoleria.
A metà aprile, periodo di apertura del ciclo delle festività patronali, la cosiddetta banda di giro si metteva in cammino per fermarsi nell’ultima decade di settembre quando l’aria diventa autunnale per proiettarsi verso l’inverno. Si tornava, allora, nelle botteghe artigiane dove mucchi di manufatti bisognosi di riparazioni si erano accumulati durante l’intensa stagione estiva e festaiola.
Vita dura quella dei bandisti! Dopo il concerto serale, la banda esauriva il suo compito accompagnando la folla sul luogo della finale, ovvero degli spari e dei fuochi artificiali che concludevano la festa, e poi tutti sull’automezzo per spostarsi, talvolta percorrendo decine di chilometri, verso un nuovo paese, una nuova festa e così via.
Ad ogni buon conto, anche se i concerti bandistici abruzzesi… “di giro” sono scomparsi, la festa giuliese del 22 aprile resta pur sempre un felice appuntamento per gustare della buona musica.
D’altra parte la presenza di bande pugliesi e campane non deve risvegliare gli anacronistici regionalismi che albergano in ciascuno di noi. L’universalità della musica supera ogni confine.

La pubblicazione è stata curata da: Mario Orsini e Pierino Santomo.
Tutti i diritti riservati agli autori. Riproduzione anche parziale di testi e foto sono da concordare con i curatori della rivista "Madonna dello Splendore”.
 

La Rivista “Madonna dello Splendore” nasce, con il primo numero, nel 1982 da una timida idea di Padre Candido Donatelli, Pierino Santomo, Mario Orsini e Sergio Di Diodoro. Si pensa ad un’iniziativa editoriale che non vada oltre la raccolta di qualche scritto divulgativo sulla Festa e di qualche rara foto d’epoca. Ed è subito successo. La Rivista è ricercata, letta, bene accolta. Pur nella sua veste tipografica, all'inizio umile, è diventa, di anno in anno, un corredo importante della manifestazione e nel corso degli anni cresce sempre di più. Aumenta di conseguenza l’impegno dei curatori che estendono la collaborazione a chiunque voglia scrivere di Giulianova, della sua storia, e della festa in generale. La rete di interventi, pertanto, comincia ad estendersi e documenti inediti e preziosi cominciano a diventare oggetto di studio, di analisi, di pubblicazione. Entrano a far parte della rosa dei redattori nomi illustri, storici, giornalisti, ricercatori. Artisti di fama dipingono copertine e disegnano immagini della Madonna. Si va alla ricerca di foto rare negli archivi e nelle abitazioni private della città, si riportano aneddoti e vicende del passato, storie destinate, diversamente, a perdersi per sempre nella notte della dimenticanza. Si scrive, insomma, la storia di Giulianova e della sua Festa, ma il racconto è arricchito da continui riferimenti a tutto il tessuto socio culturale, all’arte, alla musica, all’urbanistica, alla letteratura, alla poesia, alla scienza. Una silloge di tutto ciò che riguarda la città, senza nessuna imposizione tematica, né tanto meno ideologica. Così nel tempo la Rivista si fa grande e si affranca dalla primitiva immagine di modesto libello per assumere i connotati di una testata ormai emancipata; la voce ufficiale della Festa più importante dell’anno.

Giulianova turistica. Ammirevole e splendente città di mare, si estende lungo la fascia costiera per circa 5 km e ogni anno risorge tra il Tordino e il Salinello sempre più energica e scintillante per accogliere con ancora più onore e impegno i tantissimi turisti che visitano Giulianova e il suo territorio.

Venirci a trovare è davvero semplice. Giulianova è nel bel mezzo d’Italia, a Nord di un Abruzzo costiero dalle innumerevoli risorse turistiche e ambientali. Giulianova si raggiunge via Autostrada A 14 - uscita Giulianova, oppure in treno con la comoda stazione ferroviaria, o ancora in aereo atterrando nel moderno Aeroporto d’Abruzzo di Pescara, Giulianova è distante appena 50 chilometri.

 
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